Arte-Cultura

Carità, due esempi supremi

Carità, due esempi supremi
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 di Umberto Squarcia

 

Ogni battezzato e’ chiamato alla santità. «Siete santi perché  io il Signore Dio vostro sono santo»  diceva già il Levitico, uno dei primi libri dell’Antico Testamento, alcuni secoli prima della venuta di Cristo. Il Concilio Vaticano II recentemente ha ricordato che la chiamata alla santità non è riservata ad alcuni, ma è universale. «La santità non è privilegio di pochi, ma possibilità per tutti» (Lumen gentium). Noi invece siamo abituati a considerare e a catalogare come santi  i Martiri, i Confessori, le Vergini, i Dottori della Chiesa. E pochissimi laici. Piersandro Vanzan con il suo volume  «Santità  laicale del XX secolo» (Editrice Elledici, 2011, pag. 463, euro 24 )ci richiama al concetto che la santità è una vocazione universale, per le persone consacrate e per i laici. E ci presenta una galleria di ritratti di 28 laici che sono vissuti nel XX secolo  e che  se pure il cammino per giungere sugli altari è lungo nella testimonianza di molti sono da ritenere «servi buoni e fedeli». Ed esempio da seguire per coloro che vivono la stessa condizione di vita familiare, professionale, sociale, civile. La figura di questi Christifideles laici, le cui storie sono tratteggiate in questi ritratti, sono note a molti, certamente ai lettori adulti (Alcide De Gasperi, Ignazio Giordani, Giorgio La Pira, Giuseppe Lazzati, Teresio Olivetti, Simone Weil, Edith Stein, Federico Ozanam, Annalena Tonelli). Tra queste figure della Santità laicale del XX secolo spiccano due persone della nostra comunità  di Parma, Giovanna Spanu e Giancarlo Rastelli. Nella sua introduzione al volume il Cardinale Angelo Comastri, vicario della Citta’ del Vaticano, si sofferma a parlare della «ricchezza della santità  parmense»: «Tra le molte bellezze e ricchezze parmensi conosciute dappertutto, quelle riguardanti la santità  sono poco conosciute anche nella stessa Parma. Nomi come Anna Maria Adorni, Agostino Chieppi, Celestina Bottego, Eugenia Picco, don Dario Porta, Giovanna Spanu, Giancarlo Rastelli rappresentano figure che hanno segnato in meglio la vita di questa terra e non solo. Sono i futuri possibili santi della Chiesa di Parma». Di Giovanna Spanu viene ricordato il carisma speciale di  «essere Maria accanto al pastore, essere donna del Vangelo, Maria accanto a Gesù». Viene ricordato il suo innamoramento al Gesù del Vangelo, da cui nasceva il desiderio di donarsi anima e corpo a lui, e a tutti i fratelli e sorelle in cui vedeva un riflesso della sua immagine. «Quando ho scoperto che nella mia vita c’era un Dio che mi amava tutto è cambiato in me. Scoperto Dio tutto diventava nuovo». L’intuizione di Giovanna di ricreare una comunità  come la prima comunità cristiana di cui parlano gli Atti degli Apostoli viene alla fine riconosciuta dal Vescovo monsignor Cesare Bonicelli e nasce la Piccola Comunità Apostolica. «Se la Chiesa di Parma -  conclude il Cardinal Comastri  nella sua presentazione -, valorizzerà  al meglio questa esperienza le Mirabilia Dei che lo Spirito ha operato in Parma non resteranno limitate ma contageranno altre chiese locali». E poi Giancarlo Rastelli.    «La prima carità che l’ammalato deve avere dal medico è la carità della sua scienza. E’ la carità  di essere curato come va fatto. Senza di questa è  inutile parlare di altre carità. Senza di questa si fa del paternalismo e del pietismo soltanto». Questa frase da una lettera scritta da Gian al suo amico e compagno di studi Tiberio D’Aloia può  essere presa come il programma di vita professionale  di ricercatore, scienziato e medico  di Giancarlo Rastelli.  «Sapere senza saper amare è  nulla . E’ meno di nulla»  e’ un’altra delle massime di Gian. Giancarlo Rastelli e’ stato un vero scienziato. Le sue ricerche su alcune cardiopatie congenite hanno permesso una migliore comprensione della complessità della patologia e migliori tecniche operatorie con risultati nettamente piu’ favorevoli. Per altre cardiopatie ha sperimentato interventi chirurgici (Intervento di Rastelli) che ancora oggi salvano vite umane di tanti bambini nel mondo.  «Il nome di Giancarlo Rastelli è stabilito permanentemente nel vocabolario quotidiano di cardiologi e cardiochirurghi di tutto il mondo» ha  scritto  Mc Goon, una delle figure piu’ autorevoli della cardiochirurgia mondiale  e suo maestro. Ma anche all’apice del successo, delle sue conquiste scientifiche Gian è  rimasto  «piccolo», come dice il Vangelo e ha continuato a credere che   «…se possiedo tutta la scienza, ed anche una fede da rimuovere le montagne, ma non ho la carità non sono niente».  E che  «sapere senza saper amare è nulla».  E ha continuato a dedicarsi alla ricerca fino allo stremo delle sue forze sapendo che dai risultati delle sue ricerche poteva venire un bene per tanti piccoli malati, il bene della salute e della vita.   «Il sole come è bello» sono state le ultime parole pronunciate con dolcezza da un giovane che  «sapendo che tutto era compiuto»  moriva senza un lamento. La passione per la ricerca scientifica e la carità sono stati i due poli entro i quali si è sviluppato l’arco dell’esistenza, breve ma preziosa, di Giancarlo Rastelli.  Papa Giovanni II nel Documento post giubilare Novo Millenio Ineunte pone come prima esigenza alla Chiesa del nuovo millennio quello della Santità. E’ un impegno, ricorda il Papa, che non riguarda solo alcuni cristiani:  «Tutti i fedeli di qualsiasi stato sono chiamati alla pienezza della vita cristiana e alla perfezione della carità». Giovanna Spanu e Giancarlo Rastelli hanno vissuto la ricerca di pienezza della vita cristiana e di perfezione della carità.   Il Vescovo Bonicelli ha riconosciuto la Piccola Comunità Apostolica di Giovanna e ha dato avvio alla Causa di Beatificazione di Giancarlo Rastelli. Il cammino del riconoscimento ufficiale della Santità  è lungo, ma il Sensus Fidelium, cioè  il sentimento e la testimonianza di tanti che ebbero la grazia dell’incontro con questi «servi buoni e fedeli» già dicono  che sono figure esemplari per il cammino di tanti. I Medici cattolici di Parma hanno dedicato la loro Sezione al dottor Giancarlo Rastelli e hanno proposto ufficialmente e solennemente insieme con il sindaco di Parma Pietro Vignali che il nuovo Ospedale dei Bambini di Parma venga intitolato al nome di Giancarlo Rastelli. Il Vescovo monsignor Enrico Solmi  si è  associato  alla proposta con entusiasmo. Il luogo della nostra città  sinonimo della sofferenza di tanti bambini innocenti, ma anche della speranza e della carità di tante cure e assistenza verrebbe dedicato a chi ha speso la sua breve, preziosa esistenza per la carità della scienza.  Verrebbe intitolato ad un nome, Giancarlo Rastelli, che unisce in sé gli ideali della scienza e della carità. E della Santità. 

Santità laicale del XX secolo - Elledici, pag. 46224,00

 

 

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