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Resistenza e martirio

Resistenza e martirio
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Il nuovo romanzo di Valerio Varesi «La sentenza» edito dal fedele Frassinelli, permette allo scrittore parmigiano di arricchire non solo quantitativamente il proprio già ricco carniere, ma soprattutto qualitativamente, poiché introduce una dimensione nuova di intendere la realtà e di rappresentarla. Il romanzo è idealmente dedicato a Ubaldo Bertoli e alla sua opera maggiore «La Quarantasettesima» che, come si sa costituisce, tra i libri dedicati alla storia della Resistenza e ai suoi uomini, un testo di primaria importanza. In più, «La sentenza» deve molto alle ricerche compiute da Mario Rinaldi col suo studio storico «Dal Ventasso al Fuso», ricerche che Varesi ha sapientemente usato per percorrere con animo e piede sicuri i sentieri, i boschi, le carraie e i villaggi dell'Appennino parmense senza smarrirsi. Singolare è la sensazione che coglie il lettore appena entra col cuore e la mente tra le pagine del romanzo. Si ha la sensazione, infatti, che Varesi - da ottimo inventore di gialli e e di noir quale è -  abbia concepito queste vicende come le ombre che si riflettono sull'affresco storico e ideale della «Quarantasettesima» bertoliana, e cioè che abbia costruito il rovescio della medaglia prendendo l'avventura dalla parte della cronaca, con un progetto rigoroso di racconto e una sapiente manovra percettiva dei sostrati morali e fisici dei suoi personaggi. Jim e Bengasi «partigiani per caso» lo sono e non lo sono. Bengasi forse sì, lo fa per salvarsi per tirarsi fuori dalla galera della vita che sino ad allora ha condotto. 

Jim, invece, è il commissario del popolo, è vittima consapevole della propria ideologia comunista, combatte per essa e si limita a difendersi, ha una concezione gerarchica della vita. Prima viene il partito, poi vengono gli ordini del partito, poi le storie dei combattenti e solo alla fine si fa posto ai desideri o alle speranze dei combattenti, facendo ben attenzione a non mescolare le idee di chi vince e di chi perde. I primi hanno ragione, gli altri no. «La sentenza» è un romanzo complesso, fino all'ambientazione che narra di luoghi lontani, internati  nel folto dei monti e ricchi di una segreta suggestione fisica e geografica. In questi luoghi vivono e combattono uomini che reagiscono alla violenza e ai soprusi usando loro stessi violenze  e soprusi, ma assistiti dalla certezza che i dolori, le morti, i ricatti e i tradimenti daranno alla fine frutti di bene e di pace. I personaggi che Varesi mette in  scena sin dall'inizio della narrazione posseggono caratteristiche tali da apparire più propriamente  dei simboli. Jim, che non sa nemmeno perché si chiama così (ma un giorno lo capirà) ha un passato cancellato.     Bengasi chiamato così perché è stato nella Legione Straniera, è uno sradicato, buono semmai a menar le mani, ma senza fiducia nel prossimo  e tantomeno  nelle istituzioni, dà e si toglie a seconda di come gli conviene. Il maggiore Holland ed Evelina si mostrano come i più veri straordinari protagonisti della narrazione. Holland sembra un personaggio inventato da un filosofo inglese del Seicento, Locke per esempio, col suo convinto empirismo che qui si veste di tratti drammatici, mentre Evelina, ragazza partigiana d'istinto e non priva di sentimenti e di pulsioni romantiche che nasconde sotto una certa ma ben individuabile rudezza, mostra con semplicità l'intento di Varesi di non cadere nella trappola della tragedia a tutti i costi, e di saper mostrare un trattenuto ma convincente stimolo erotico affettuosamente vivo e sincero. Le tragedie din questa lunga narrazione non mancano e «le cose del mondo» come le chiama Varesi dominano le situazioni generali e particolari senza che nessuna di essa prevalga  sulle altre. In sostanza, il romanzo presenta alla fine una densa e complessa memoria di un'epoca, ma anche uno spaccato sociale e umano che si presenta oggi non molto diverso da quello di allora, tolta la guerra s' intende e il peso delle lotte fratricide. 
Sicché si potrebbe anche dire che Varesi ha composto un romanzo storico d'intensa permeabilità umana, un romanzo posto di fronte alla menzogna e alla morte con il medesimo spirito con cui la vigliaccheria e l'eroismo combattono tra loro. E quando la sentenza verrà eseguita e Jim verrà fucilato, il lettore, anche il meno esperto, patirà la sensazione di aver accostato la paura e il fascino del destino che non perdona. 
La sentenza - Frassinelli, pag. 27818,50
 

 

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