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Arte-Cultura

Il racconto della domenica - Dirin...dirimpettaio

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Maria Denis Guidotti

Quanto è buffa e beffarda la vita! La prima volta che lo vidi, circa venticinque anni or sono, mi trovavo in un ufficio di pratiche finanziarie. Lui era amico della mia diretta responsabile ed era appena rientrato dal Burkina Faso. Non riuscivo a capacitarmi di come una donna tanto carina potesse vantare tra le sue conoscenze un essere così sgarbatamente anonimo. Dirin si atteggiava a grande signore, ostentava il suo benessere parlando, come un fiume in piena, della sua fantastica villa, di tutto il personale di servizio che lo riveriva ed accondiscendeva, senza tralasciare qualche velleità nei confronti di giovani ragazze che capitavano a suo servizio; peccato si dimenticasse che questo era fattibile solo nel Burkina Faso! Sprezzante del disgusto che si concretizzava sul mio viso, rincarava la dose narrando di safari e caccia grossa sia animale che umana. Le sue grandi capacità amatoriali la facevano da padrone in ogni frangente. La mia responsabile era rapita dalle descrizioni di Dirin; entrava in uno stato di catarsi, o meglio, ero giunta alla conclusione che ne fosse innamorata. Non so dirvi con precisione se della persona o di quello che lui vantava di avere. Non erano comunque affari miei. Dirin passava spesso dall’ufficio per un caffè o per accordi da concretizzare, in seguito, con Petty. Dopo alcuni mesi Dirin ripartì per il Burkina Faso e Petty cominciò a vivere in un regime di lutto. Solo dopo circa una decina di giorni ho rivisto a stento i suoi denti, l’ho sentita prenotare sedute estetiche, palestre, massaggi e a giustificazione mi diceva: «Sai, per quando ritornerà Dirin…». Oibhò! Non riuscivo proprio a trovare un nesso tra queste due entità. Da Petty ero venuta a conoscenza della movimentata vita di Dirin, dei retroscena della sua vita matrimoniale, di cui ancora oggi nutro notevoli dubbi, della sua passione per le automobili da corsa e soprattutto per la Porsche. Gli anni passano, le vicissitudini di Dirin e Petty li archivio nei meandri della mia memoria con un velo di amara tristezza fino a che, un giorno, scopro di avere come dirimpettaio proprio lui, Dirin. Non perché mi volessi interessare della sua vita ma, per forza maggiore, i miei momenti di relax sul balcone combaciavano con le finestre ed il giardino della sua abitazione. Vidi per la prima volta la moglie, donna olimpica:… Credo abbia una teca piena di medaglie, tutte per la sopportazione di quell’uomo. A prima vista, mi trasmette la sensazione di possedere una forza teutonica. A dispetto dei racconti che Dirin faceva, nutro nei suoi confronti una sgarbata simpatia che mi porta a farle un tifo da stadio. Il culmine giunge quando scopro che il «nobile possidente» Dirin viene sfrattato dall’appartamento allo scantinato! Ovviamente, sempre borioso e pieno di sé, parcheggia la sua auto di lusso davanti alla porticciola, se la guarda e rimira, la pulisce e la lucida, poi vi sale e via. Presumo a far un giro che ha il solo scopo di catturare qualche Petty, amante degli specchi… per allodole! Noto la moglie che dall’alto della finestra della cucina lo osserva e, come sempre imperturbabile, si concede una sigaretta in tutto relax nel giardino. I miei momenti liberi, invece, vengono spesso turbati dalle sfilate, non approvate dagli stilisti, di Dirin in accappatoio. Perlustra il suo roseto sfoggiando ora un accappatoio giallo, ora bianco o rosso Valentino, oppure un simil Missoni, il tutto sempre rigorosamente accompagnato da ciabatte di pelle, chiuse sulla punta. Dato che Dirin è pelato come un ginocchio, quando il freddo si fa pressante, sfoggia oltre ad uno dei suoi tanti accappatoi un pannetto blu che posa sulle spalle o addirittura sulla testa che pare proprio rubato alla Caritas. Al di là dello spettacolo poco edificante, mi riscopro a sorridere pensando al tempo in cui si presentava in ufficio… Non è tutto! Nel massimo della folgorazione della sua mente, Dirin decide un giorno di posare una piscinetta nel giardino:… Neanche il Pantheon ha comportato un lavoro così intensamente mastodontico! La sola differenza sta nelle dimensioni: un metro per due. Tra una risata e l’altra cercavo di capirne l’utilizzo ma, decisamente, questo avrebbe superato di gran lunga la mia fantasia. Ad opera ultimata ecco spuntare tre ninfee bianche e due pesci rossi! L’utilità? Tutto per l’estetica e per… Una sera di fine estate, la moglie di Dirin organizza una cena con le sue amiche: il vociare e i profumi di buon cibo mettono allegria anche a me, fino a quando non compare sulla scena Dirin! Bello, bello! Rammento che di esteticamente gradevole non ha nulla ma invita una signora del gruppo a una gita turistica nel giardino. Mentre la moglie è intenta alle portate e alla compagnia, lui fermo davanti alle ninfee con la malcapitata di turno, cerca di portare a segno un rapido palpeggio con bacio fugace! Che schifo! Ma che ridere, da allora la sua vasca di pesci rossi è stata denominata la «pedo podo piscina pornografica». Passano due anni e il povero Dirin, attendendo con ansia la cena di fine estate organizzata dalla moglie, si ritrova senza materia prima su cui interagire; decide così di estirpare definitivamente la «pedo podo piscina» e realizzare qualcos’altro. Dirin, non si arrende… Da lì a poco inizierà la costruzione di una fontana, stile quelle comunali, dove ci si ferma d’estate, con la calura che ti opprime, per un sorso d’acqua fresca. Non ha comunque riscosso alcun successo neppure con questa nuova costruzione, mentre la moglie continua ad aggiungere al suo medagliere nuove vittorie olimpiche. Dirin, dirimpettaio, ha deciso di gratificarmi al meglio per poter concludere la mia storia. Dopo i vari defilèe in accappatoio sono seguiti quelli in slip: il mio stomaco era certo di essere ormai temprato al peggio ma Dirin ha superato se stesso. Un mattino si presenta in terrazzo con l’accappatoio giallo canarino legato in vita stile tamarro: un maglione posto davanti e legato sul retro con le maniche. Pochi passi, qualche ritocco ai vasi e voilà si gira mostrandomi il suo deretano! Ops! Scappo come una lepre in casa, scoppio in una fragorosa risata che contagia pure le persone che ho intorno; le invito al cine show ma anche questa volta il suo personale film è un flop al botteghino! Dirin, il mio dirimpettaio, sono certa escogiterà qualcosa d’altro e se è vero che il ridere porta buon sangue che dire: grazie Dirin, alla prossima invenzione!

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  • claudia

    31 Dicembre @ 09.56

    grazie grazie di cuore maria denis!! ti spiego il motivo per cui noi generazione dell'aperitivo in quel famoso ritrovo vicino a casa vostra ve ne siamo per sempre grati...noi che immaginavamo che da quella fantasttica casa vicino alla quale parcheggiavamo la nostra macchina uscisse un principe azzurro pronto ad innamorarsi di noi...invece una sera col buio abbiamo visto uscire una figura che ci sembrava un barbone un personaggio a dir poco inquietante per un attimo ci siamo immaginate chissà quale giallo si fosse consumato poi abbiamo visto il cane (che come si dice assomigliava al padrone stessa losca figura) ma come per incanto usa le chiavi di casa....pazzesco quell'orrore era il NOSTRO PRINCIPE AZZURRO!!!! MAMMA MIAAAA!!! CI HA SEGNATO PARTE DELLA GIOVINEZZA TALE SCEMPIO!!!...poi il tuo racconto ed è fatta giustizia...ora finalmente esce vestito alla festa di tutto punto ed è sempre inquietante ma almeno umano!!! grazie e grazie ancora!! p.s. certo che la nostra favola immaginaria non poteva avere una fine peggiore ed in quel meraviglioso castello abita l'orco!!!

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  • Leonardo

    26 Dicembre @ 17.49

    Non ho nulla contro il racconto della Guidotti, anzi l'ho aprezzato facendomi una risata di gusto che, con i tempi che corrono, non è poco. Rivolgendomi a chi a fatto commenti negativi sulla storia in questione vorrei dire che persino il primo autore latino Livio Andronico del 240 a.C. ha fatto delle tragedie in primis, e poi dellle commedie. Quindi nn vedo perchè la Guidotti non possa fare lo stesso.

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  • beatrice

    18 Dicembre @ 21.04

    un racconto divertente, questo dirin mi ha proprio incuriosito, aspetto le sue nuove avventure !

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  • Lalli

    14 Dicembre @ 18.16

    ... Certo è che se i guidatori della domenica fossero così fantasiosi, andrebbe sicuramente alla grande!!! Personalmente ho apprezzato l'ironia.

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  • Barbara

    14 Dicembre @ 17.42

    Dopo tanti racconti che la Guidotti ha scritto in cui, ci ha regalato profondi spunti di riflessione; ne ha fatto uno ironico!... Che tra le righe ci fa' comunque pensare a quei comportamenti classificati "normali" e che proprio non lo sono! Personalmente l'ho apprezzato!!!

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