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Arte-Cultura

Patrizia, dolce e fragile angelo

4

di Maria Denis Guidotti

E’ una bruttissima sensazione quella di sfogliare il quotidiano e ritrovare nell’ultima pagina una persona che conosci. Il tuo viso non era un viso qualsiasi… Era splendido! I tuoi occhi felini e vivaci, la tua bocca carnosa e definita, il tuo ciuffo da ragazzina ribelle… Tu, Patrizia, un pezzo della mia vita. Sei stata per anni compagna di avventure, di risate e grande complicità, una assennata donna che mi ha elargito consigli e spesso mi hai indicato la strada da seguire. Il nostro cammino si è separato ad un bivio difficoltoso ma, mai, avrei pensato di rincontrarti in un modo così brutale e definitivo… L’ultimo saluto.
Dolce e fragile angelo, leggere sono le tue ali come il tuo abbraccio dolce e fugace, quello che non mi hai mai rinnegato nei miei momenti di sconforto e di dolore.
Solo la morte ha frenato, per sempre, la tua capacità di donare amore!
Le tue dita leggiadre che scorrevano sulla tastiera del pianoforte e deliziavano poche intime persone, ora potranno suonare liberamente quello che è stata la tua vita. Spero che dove ti trovi ora tu sia libera da pregiudizi e cattiverie gratuite, anche se la tua intelligenza non ti ha mai frenato per l’onda di rigurgito delle maldicenze. La tua discrezione ed omertà era eccezionale quando eri qua, adesso, sarai finalmente libera di osservare e pensare… e chissà, forse per una volta potrai giudicare.
Tanti, molti e nessuno.
La tua solitudine feroce che ha usato, in vita, una violenza inaudita ora ti porterà a non sentirti più sola e con la maledetta sensazione di non essere all’altezza delle situazioni.
Non peserà, il giorno del giudizio, il tuo passato anzi, darà lustro e peso maggiore per i momenti di allegra serenità che hai saputo donare a chi ha voluto cogliere frammenti indaco del tuo animo complesso.
L’esserti stata accanto è stata una strana magia… Mi hai catapultato in un caleidoscopio di forme e colori in continua evoluzione e in perseverante movimento. Devo ringraziare quel rude e strano personaggio che ci ha fatto conoscere perché, anche se con passioni diverse, eravamo spiriti liberi, menti eclettiche e non banali che hanno fuso e condiviso la propria anima installando gocce di sentita quotidianità. Le nostre affannose corse terminavano come una brusca frenata, di fronte al tuo bel viso, al tuo sorriso ed alla tua voglia di disseminare allegria. Mentre rigiro tra le dita le foto che ho voluto ripescare, sorrido ancora ripensando a quel momento. Le avevamo scattate per verificare il funzionamento della nuova macchina fotografica. Sono istantanee come lo è stato quello che l’obiettivo ha fermato in un click. Il nostro «segreto»  ora era lì, in bella mostra a chiunque le avesse prese in mano. Abbiamo riso sino alle lacrime ma erano stille di pianto giocoso. Ora quelle che scendono dai miei occhi bruciano come il dolore della tua perdita. Non ero pronta, non ero preparata a questa tua uscita di scena. Te ne sei andata senza un preavviso, nel peggiore dei modi, lottando contro la malattia che lentamente ti stava divorando ma tu, non hai mai condiviso il tuo dolore. Ti sei sempre fatta carico delle persone a cui volevi bene soprattutto a tua mamma e tuo papà… Io, dopo di loro, sono entrata nelle tue grazie ed è stata una bella sensazione. 
La brutalità della vita non ti ha mai tolto quello smalto splendente di innaturale bellezza, sembravi effimera.
Così eri, così sei e sempre rimarrai… 
La dolce e bella Patty. 

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  • gio

    24 Luglio @ 22.20

    Ognuno di noi, diverso per razza, sesso, età,cultura...o altro, nel leggere questo racconto non può fare a meno di dire:\"...sì, è proprio vero...anch\'io ho provato le stesse emozioni la stessa commozione lo stesso dolore ....la stessa nostalgia ogni qualvolta si è verificato un evento simile\", ma la maggior parte di noi, anzichè esternare tutti questi sentimenti li ha come soffocati....Avere la capacità di mettere a nudo i propri sentimenti, come nel caso di questo racconto, può permettere ad altri di comprendere quali valori si possono trovare in una \"onesta\" amicizia. Mi permetto solo di esprimere una mia convinzione (non me ne voglia la Sig,ra Guidotti):.. la morte non ha fermato la capacità di Patty di donare amore....anzi quello che è riuscita a trasmettere sarà molto fruttuoso.

    Rispondi

  • claudio

    24 Luglio @ 17.07

    Brava . Bello come sempre il tuo modo di scrivere . Una storia toccante di cui ero a conoscenza . Conosco tutti gli attori di questo brevissimo racconto....... Ciao Patrizia , il tuo ricordo vive in noi ! Claudio

    Rispondi

  • Barbara

    23 Luglio @ 11.25

    Racconto stupendo e toccante. Ci insegna che anche quando ci lasciano le persone care per via di una malattia ad esempio nei modi meno aspettati noi li avremo sempre nel cuore perchè con loro abbiamo condiviso momenti belli e ci hanno regalato la cosa più preziosa "il loro amore" anche nei momenti di sconforto magari.

    Rispondi

  • Peppa

    23 Luglio @ 09.43

    Ed eccomi qua puntuale come un orologio svizzero che la domenica leggo finalmente un altro racconto della guidotti. trovo che sia profondo e speciale ; unico e commovente ma soprattutto realistico perché anche a me é capitato che nell'ultima pagina del giornale ho trovato il viso di persone che conoscevo magari che non vedevo da tempo ma pur sempr il viso di persone che erano e che sono tutt ora nel mio cuore. colgo inoltre l occasione per complimentarmi con Maria per il suo ultimo premio e la volevo ringrare per aver finalmente messo una sua foto cosí ora so che faccia ha la persona che qualche domenica delizia la mia giornata con i suoi racconti.

    Rispondi

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