12°

Arte-Cultura

Un colornese soccorse Garibaldi ferito

Un colornese soccorse Garibaldi ferito
0

Ubaldo Delsante
Due colpi di carabina colpiscono Giuseppe Garibaldi quel 29 agosto 1862, centocinquant'anni fa, nella breve ma molto discussa battaglia dell’Aspromonte. E se la prima lo colpisce di striscio all’anca sinistra senza conseguenze, l’altra gli perfora lo stivale e gli si conficca nel malleolo interno del piede destro minacciando gravi conseguenze, come l’amputazione dell’arto. Le tecniche diagnostiche e chirurgiche di allora non lasciano molte speranze di evitare la dolorosa mutilazione, ma fortunatamente al suo capezzale arrivano ben presto alcuni dei nomi più illustri della medicina europea e le cose vanno per il meglio.
La storia è nota, meno noto è forse l’ampio schieramento di sanitari impegnati a salvare l’arto ferito dell’illustre paziente. Garibaldi è in Calabria al comando dei suoi volontari, nel tentativo di completare la sua marcia dalla Sicilia alla conquista di Roma. L’azione non è gradita dal governo piemontese che affida il compito di fermare i garibaldini al generale genovese Emilio Pallavicini, alla guida di circa tremila soldati regolari. Duro lo scontro tra garibaldini e bersaglieri: 12 morti e 34 feriti nei due schieramenti, poi la resa e la cattura di Garibaldi, colpito da due pallottole come si è detto. E, tra i medici che soccorrono l’eroe dei due mondi fin da subito c'è un parmigiano, Timoteo Riboli, patriota da sempre e da tempo ufficiale garibaldino.
 Immediatamente i medici sul posto ispezionano la ferita per capire se c'è la ritenzione del proiettile, ma senza esito. Garibaldi è franco ed esplicito: "Se credete necessaria l’amputazione, amputate". Invece il ferito viene medicato, adagiato su una barella di fortuna e imbarcato sulla fregata Duca di Genova, che fa rotta verso La Spezia e lo conduce prigioniero al Forte Varignano. Riboli segue il suo comandante, ma a La Spezia ben presto giungono altri chirurghi ben più celebri che riescono a scoprire la presenza della pallottola utilizzando nuovi strumenti (ma non ancora i raggi X, che verranno scoperti più di trent'anni dopo), come dei sondini inventati dal francese Auguste Nélaton che terminano con una piccola sfera di porcellana. Introdotta nella ferita, la pallina della sonda, a contatto con il piombo del proiettile si annerisce, confermandone la presenza.
 Il 22 novembre, con Garibaldi ormai in gravi condizioni, il chirurgo pisano Fernando Zanetti estrae finalmente il corpo estraneo scongiurando così l’amputazione. Tra i chirurghi che visitano il generale al Forte Varignano sono da menzionare Francesco Rizzoli, fondatore dell’Istituto ortopedico bolognese che porta il suo nome, l’inglese Richard Partridge che giunge insieme al russo Nikolai Pirogoff, il napoletano Ferdinando Palasciano, allora impegnato nella fondazione della Croce Rossa Internazionale e della Convenzione di Ginevra, i genovesi Giovanni Battista Prandina e Giuseppe Di Negro, il siciliano Giuseppe Basile, ufficiale medico garibaldino come Riboli, oltre che il menzionato Auguste Nélaton.
L'episodio è destinato a enfatizzare in Italia, ma anche all’estero, il mito dell’eroe dei Due Mondi, amplificato dalla immediata innodìa (e parodia), come la facile e ritmata marcetta dei bersaglieri «Garibaldi fu ferito, fu ferito ad una gamba» e così via, divenuta popolarissima anche tra i bambini delle scuole, per non dire della precedente e più solenne «Si scopron le tombe», entrata ben presto nel repertorio di ogni banda militare e di paese.
Singolare figura quella di Timoteo Riboli, sulla quale ha pubblicato un ampio profilo Luisella Brunazzi Menoni su Aurea Parma (n. 2/2008). Nato a Colorno nel 1808, riesce, pur tra molte difficoltà economiche, a laurearsi in Medicina nel 1832 e poi in Chirurgia. È anche appassionato di musica vocale e strumentale, nonché animalista già allora contrario alla vivisezione. Allievo di Giacomo Tommasini, durante l’epidemia di colera del 1836 si prodiga per i colpiti dal morbo nei quartieri disagiati dell’Oltretorrente curando ricchi e poveri; a molti salva la vita, come al marchese Ferdinando Dalla Rosa Prati, ma è anche il medico personale della contessa Albertina Montenovo Sanvitale, la figlia di Maria Luigia. Per poter vivere e continuare gli studi Riboli si dedica per nove anni (con l’appoggio del sacerdote Domenico Varanini, cappellano dell’Università) a eseguire preparati in cera per il Gabinetto Anatomico dimostrando anche capacità plastiche di ottimo livello manuale. Già da studente si fa notare per il suo patriottismo, rafforzato partecipando, come segretario e come relatore, alle diverse riunioni degli Scienziati Italiani: tali congressi annuali, più ancora che al progresso delle scienze, mirano a irradiare le idee liberali, collegando tra di loro gli esponenti rivoluzionari dei vari stati italiani.
 Ma è durante la sommossa del 1848 a Parma che emerge la sua figura di organizzatore dell’insurrezione prima e poi di sostenitore del Governo provvisorio parmense, attraverso un giornale da lui fondato: «L’Indipendenza Nazionale». Dopo l’armistizio Salasco, Riboli si trasferisce in Piemonte. Nel 1859 risponde prontamente all’appello di Garibaldi e si arruola nell’Ambulanza del Corpo dei Cacciatori delle Alpi, partecipando alla seconda guerra d’Indipendenza, raggiunge il grado di colonnello medico e si segnala per i servizi resi, tanto da ottenere il plauso dello stesso generale, che gli dona la sua sciabola da campo. Nelle campagne del 1866 e del 1867 organizza soccorsi per i feriti, per i reduci e le famiglie dei caduti. In quella dei Vosgi (1870-1871) assume la direzione dell’Ambulanza del piccolo esercito garibaldino lì operante.
Significativa è la lettera che gli indirizza il nizzardo (29 novembre 1870 da Commarin, Borgogna): «Mio carissimo Riboli ho bisogno della vostra vita come della mia. Vivete sempre per l’umanità e per me. Ve ne supplico e soprattutto non badate ai medici che non vedono dentro. Voi siete mio Chirurgo in capo e io sono per la vita Vostro fratello, G. Garibaldi». A Riboli, infine, Garibaldi affida l’incarico di curare la stampa de «I Mille», da lui scritto intorno al 1870-1872. Nel 1879 Timoteo Riboli si ritira a vita privata occupandosi principalmente delle malattie mentali, in specifico di frenologia; morirà a Torino nel 1895. La sua raccolta di rare fotografie, stampe e cimeli è stata donata circa un anno fa all’Archivio Storico del Comune di Colorno dal comandante Massimo Vallerini di Roma, erede della famiglia Riboli.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi
Clicca qui per leggere e commentare >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 2500

Video

IL METEO NEL TUO COMUNE

Gossip, Fun, Spettacoli

«Leone di Lernia, non mollare»

E' grave

«Leone di Lernia, non mollare»

Canale 5, Ceccherini abbandona l'Isola dei Famosi

Foto Ansa

isola dei famosi

Ceccherini litiga con Raz Degan e se ne va. Televoto: sms risarciti

1commento

Velluto rosso

VELLUTO ROSSO

Il rugby irrompe in scena. E arriva il "bello" Sergio Muniz

Notiziepiùlette

Ultime notizie

Il Carnevale della Pappa

LA PEPPA

Ricette in video: Nodini dell'amore per carnevale Video

di Paola Guatelli

Lealtrenotizie

Chiede i soldi all'ex amante per non pubblicare foto "compromettenti": 28enne parmigiana patteggia

Estorsione

Chiede soldi all'ex amante per non pubblicare foto "compromettenti": 28enne parmigiana patteggia

Inchiesta

Multe, Parma fra le città che incassano di più: è terza in Italia Dati 

Quattroruote pubblica la top ten 2016 delle città dove gli automobilisti sono più "tartassati"

5commenti

Il fatto del giorno

L'ultima verità sulla legionella

2commenti

Allarme

Quei 40 bambini «scomparsi» dalle classi

6commenti

Parma

La Corte dei Conti contesta a Pizzarotti la nomina del Dg del Comune

Lo ha annunciato il sindaco su Facebook: "Esposto di un esponente dei Pd. Sono tranquillo"

4commenti

Giustizia

Tar in via di estinzione? I ricorsi calano del 20% all'anno Video

Intervista: Sergio Conti, presidente del Tar di Parma, fa il punto nel giorno dell'apertura dell'anno giudiziario

3commenti

Marche

Due parmigiane fra le macerie per salvare le opere d'arte: "Situazione inimmaginabile"

PARMA

Si fa prestare lo scooter e scippa tre anziane: arrestato giovane indiano

Una delle vittime, cadendo, è finita al Maggiore con il bacino fratturato e oltre un mese di prognosi

5commenti

Bassa

Furti a Mezzano Superiore: nel mirino anche l'asilo e il circolo Anspi Video

Il caso

Rifiuti e videopoker nel parco

L'INCHIESTA

Maxi traffico di auto, chiesti 88 rinvii a giudizio

il caso

Legionella, nuovo incontro pubblico alla Don Milani

La trasmissione di TvParma "Lettere al direttore" seguirà l'evento

1commento

parma calcio

Parma, lotta di nervi col Venezia. Lucarelli: "Attenzione alla Feralpi" Video

TG PARMA

Corniglio: un tir resta bloccato fra le case Video

Sicurezza

A Pilastro spuntano i dossi

20commenti

tg parma

Pesticidi nel Po: dati preoccupanti, trovate anche sostanze proibite

Pubblicato un dossier Ispra

Il giornale di oggi

sfoglia

abbonati

IL DIRETTORE RISPONDE

Le deprimenti liti dei politici

11commenti

EDITORIALE

L'avventura di un giorno senza telefonino

di Patrizia Ginepri

ITALIA/MONDO

SPAGNA

Discoteca offre 100 euro alle donne senza slip, è polemica

tv

Rai: anche per gli artisti arriva il tetto degli stipendi

SOCIETA'

CHICHIBIO

«Trattoria al Teatro», tutto il buono della tradizione

Fotografia

Scatti al bar per impersonare... la quotidianità

SPORT

Europa League

Harakiri Fiorentina: il Borussia vince 4-2 e passa il turno

Calcio

I play-off di Lega Pro: ecco come funzionano

MOTORI

ALFA ROMEO

Stelvio, il Suv del Biscione. Da 50.800 euro Video

SALONE

Ginevra, 126 anteprime La guida