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Arte-Cultura

Il racconto della domenica - Il credo del signor Fanti

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Maria Denis Guidotti

Credo sia giunto il momento di riscoprire il valore delle regole.
Credo sia giusto rispolverare il grande tesoro denominato rispetto.
Credo sia importante insegnare ed applicare l’educazione.
Credo sia necessario non scordare mai le radici e la nostra storia.
Credo siano la coerenza e la rettitudine la giusta strada da perorare.
Sono ormai quello che la società definisce un vecchio perché vanto la bellezza di settantatré anni ben «suonati».
Il mondo che vedo ogni mattina al risveglio è così lontano dal mio essere uomo e anziano idealista.  Sono figlio di un passato fatto di sacrifici e ricostruzione, ho vissuto la seconda grande guerra da bambino, ho frequentato la terza elementare, perché mio padre era convinto che l’ignoranza e l’analfabetismo fossero un «tumore nero» della società, e poi ho iniziato a lavorare nei campi.
Il duro lavoro ha segnato le mie mani e mi ha permesso di guadagnare le piccole gratificazioni ed innovazioni del tempo che si evolveva.
Dal duro mestiere manuale, dello spigare, del mietere con la falce, del fare scorta di legna per l’economica a suon di accettate, sono passato a trattori, mietitrici e seghe elettriche e la prima sensazione di benessere.
Avevamo buoni rapporti con il vicinato: ci si aiutava sia con scambi di attrezzi, sia con manovalanza ma, soprattutto, c’era sempre un piatto caldo da offrire a chi di passaggio aveva bisogno di un pasto ristoratore o per chi in casa propria non ne aveva.
Le notizie ci giungevano tramite il passaparola e la solidarietà emotiva e pratica mobilitavano tutti verso chi ne aveva bisogno.
Il dialogo e il ritrovo per scambi di opinioni o per aiutarci negli affari favoriva il rapporto umano.
Difendevamo con onore ed orgoglio il nostro cognome, che era FAMIGLIA e senso di appartenenza e protezione. Cercavamo di non macchiarne mai il buon nome con comportamenti sconsiderati o con azioni illecite.
Anche allora non tutto era solo bello e tranquillo ma i casi di bruttura e violenza erano assai rari.
Oggi, al tramonto di un percorso di vita, mi sento solo e rattristato. Sono scostante nei rapporti umani, perché questi di umanità hanno ben poco. Il dialogo non è più aperto e sincero, quindi niente di costruttivo ma solo trappole per giungere esclusivamente ad avere del denaro.
La stretta di mano e la parola d’onore sono state sostituite da leggi complicate e da avvocati arrampicatori che, pur di emergere calpestano il senso profondo della richiesta d’aiuto. La parola è stata soppiantata da contratti elaborati, accompagnati da postille minuscole che vogliono solo dire: attento, se poni la firma, segni la tua condanna.
Faccio molta fatica ad adeguarmi alla sfacciataggine ed alla maleducazione delle nuove generazioni, all’impertinenza, all’arroganza e alla violenza con cui riescono ad investirti. Di tutto ciò non mi sento di accusare i giovani, essi sono il frutto di ciò che stanno ereditando…  I nostri lasciati, anziché rifiorire negli anni sono divenuti terra arida senza confini e senza regole.
Ciò che erano le certezze, oggi, sono solo ipotetici dibattiti o scappatoie.
Bisognerebbe avere la volontà di rimettersi in gioco e riscoprire i valori importanti, i credo…
Sono convinto che il rispetto di sé e degli altri porterà a non rinnegare la propria identità e quindi a non macchiare in maniera sconsiderata il buon nome di una famiglia.
Un grazie, se pur sofferto od emesso attraverso i denti stretti, potrà rendere giustizia ed esaltazione ad un semplice gesto ricevuto in maniera disinteressata.
Infine un sorriso anziché un «dito». Questo riscalderà il cuore di chi lo riceve e, a sua volta, frastornato ma felice potrà renderlo a qualcun altro. Forse in questo modo, riattivando una catena di letizia, si smuoverà l’umanità che abbiamo sepolto sfiduciati ed amareggiati.
Credo che impegnandoci in una nuova educazione, basata sulla costanza e sulla determinazione, nonché sulla coerenza, si possa soppiantare l’ipocrisia e il qualunquismo; vorrei che si riscoprisse il valore dell’etica e della moralità.
Sarebbe bello poter credere che un mattino, come tanti, svegliandomi, ogni essere umano inizi a versare la sua piccola goccia di cambiamento nel mare della società per un ritorno all’etica ormai smarrita. 

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  • Lalli

    31 Agosto @ 13.00

    Wow veramente bello questo racconto.io sono giovane ed effettivamente non penso mai a queste cose e noi giovani d'oggi non abbiamo piú certi princípi e certi credo. dovremo recuperare. comunque complimenti signora giudotti. mi ha fatto riflettere. grazie

    Rispondi

  • Leonardo

    31 Agosto @ 12.54

    Come sempre la sig.ra Guidotti non smette mai di stimolare la mia coscienza e la mia morale. grazie ai suoi racconti riesco a riflettere su temi che altrimenti non mi sognerei neanche che esistano. In particolare questo racconto parla di un argomento che, essendi un giovane, non riesco a percepire e mi rendo conto che non solo un punto di vista è quello giusto

    Rispondi

  • gio

    30 Agosto @ 22.21

    Questa è una voce che esce dal \"coro\"....una voce solista di grande spessore. Condivido totalmente questo \"credo\"....così è stata la mia educazione e, le parole del Signor Fanti, il suo raccontarsi mi hanno fatto rivivere sapori, colori, profumi della mia infanzia....quanto di più caro una persona possa avere (affettivamente parlando). Questo racconto ci invita ad agire, ci esorta a ripristinare quei valori che sono linfa vitale per una serena esistenza.....lo dobbiamo fare per noi, per i nostri figli, per i nostri nipoti.....Ricordiamoci prima di compiere qualsiasi azione..\"se lo facessero a me, sarei contento/a\"?...Se pretendiamo rispetto prima dobbiamo rispettare.....solo così potremo, come si augura il Sig.Fanti, ritrovare \"quell\'etica smarrita\". Le persone come il Sig. Fanti sono le persone più ricche in assoluto, sono possessori di tesori inestimabili...e sono anche le persone più generose perchè si prodigano in ogni modo affichè queste loro ricchezze vengano conosiute e condivise da altri.

    Rispondi

  • Barbara

    28 Agosto @ 16.50

    Racconto profondo e ricco di valori importanti della vita. Ci insegna a essere leali, a rispettare stessi e gli altri, a fare le cose con più serietà senza superficialità anche se questo comporta fatica magari, a rispettare la proprio famiglia e essere sinceri senza dire menzogne... Se ogni singola persona persona imparasse dal credo del signor Fanti la società o il mondo sarebbe più vera e migliore.

    Rispondi

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