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Arte-Cultura

"Le trilogie porno-soft? Per le donne sono un autogol": critica dal palco di NotediLibri

"Le trilogie porno-soft? Per le donne sono un autogol": critica dal palco di NotediLibri
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Andrea Violi

«Le trilogie porno-soft e le loro sfumature... per le donne sono un autogol. C'è di meglio in giro». Il giudizio tranchant è di Grazia Verasani, attrice, musicista e doppiatrice, che ha inventato il personaggio di Giorgia Cantini, l'investigatrice del libro «Quo vadis, baby?».
«Quando qualche critico fa delle boutade (tipo «le donne non sanno scrivere» o «gli uomini sono superiori»)... sorrido e dico dobbiamo ancora campare parecchio per sorridere di certe sciocchezze», dice ancora la Verasani.
La Verasani sabato sera era sul palco di «NotediLibri», la rassegna letteraria e musicale ideata dallo scrittore Andrea Villani. Un “salotto” che vede ospiti tutte le sere e fa parte del programma di Casa&Tavola, nel padiglione C della Fiera di Reggio Emilia.
Nella prima serata, Villani ha conversato con Marcello Simoni, vincitore del premio Bancarella 2012 con «Il mercante di libri maledetti», Grazia Verasani e Paolo Bonacini, direttore responsabile di Telereggio.
Le domande agli scrittori si sono alternate con le canzoni, interpretate “live”, del trio reggiano Craving. Proprio questa è la formula di «NotediLibri»: curiosità sui libri degli autori e musica che si alternano, in un evento che dura un'ora e riesce a mantenere un buon ritmo.
Nella conversazione con Villani, scrittore a sua volta, ognuno degli autori ha svelato qualche aspetto di ciò “sta dietro” all'opera di turno e in qualche caso ha spiegato su cosa stia lavorando ora.
Ecco che Simoni rivela i suoi fallimenti. Oggi è un autore di Newton Compton, è l'ultimo vincitore del Bancarella (in modo inaspettato, assicura) e deve scrivere una nuova avventura con il protagonista Ignazio da Toledo... Ma non è sempre stata così. Ha dovuto scontrarsi con tante porte chiuse in faccia, con risposte di case editrici secondo cui «il thriller non è più letto da nessuno» e così via. «Avevo spedito le mie bozze a una casa editrice spagnola, che pubblica italiani che scrivono thriller. Ormai ero rassegnato. Invece dopo un paio di mesi ho firmato il contratto». E alla fine è arrivato il successo. Adesso Simoni firma il “sequel” del suo primo thriller medievale, «La biblioteca perduta dell'alchimista». Ma è impegnato anche in un esperimento: un romanzo a puntate in formato e-book. Il giovane autore si ispira ai feuilleton dell'Ottocento, i romanzi pubblicati a puntate dai giornali. Oggi cambia il veicolo - il libro elettronico - ma forse lo spirito si può replicare. Ecco quindi che nasce una storia ambientata nel '500 con amori, pirati, rapimenti e battaglie. E - caratteristica da non sottovalutare - con tanti personaggi realmente esistiti (il che ha comportato per Simoni un accurato lavoro di ricerca storica).
Grazia Verasani si definisce «una musicista che scrive». Ha messo le mani sul pianoforte a cinque anni, è attrice e doppiatrice ma da adulta è approdata anche alla scrittura. Dalla sua penna è nata Giorgia Cantini, una «investigatrice della vita». Lei ha un'etichetta di scrittrice noir: spiega che ci è affezionata, forse per i suoi trascorsi dark in gioventù... ma non va dimenticato che solo 4 suoi libri su 10 appartengono a questo genere.
Dai romanzi storici di Simoni il discorso è passato a quelli di Bonacini: «Il segreto del Farnese» e «Brigata Katiuscia». Il primo romanzo - edito con Aliberti e poi ripubblicato da Miraviglia - «nasce dall'amore per il mare», spiega il giornalista. Lo spunto è l'impresa dell'Invincibile Armata che la Spagna inviò per conquistare l'Inghilterra nel 1587. L'impresa fallì, la nave con il tesoro dell'Armata fallì ma quando, secoli dopo, i sommozzatori la raggiunsero... del tesoro non v'era traccia. Qui si innesta la fantasia di Bonacini: il segreto del Farnese che dà il titolo al romanzo è legato a quel tesoro. «Per uno scrittore reggiano, ambientare un romanzo a Parma è un'eresia!», scherza Bonacini. Gli fa eco Villani: «E' bello giocare con questi campanilismi ma l'importante è essere emiliani».
Viene poi il turno di «Brigata Katiuscia» (recensito da Gazzettadiparma.it): un romanzo in cui si intrecciano l'amore di due ventenni del 1945 (che a ottant'anni si ritrovano e scoprono che il sentimento non è morto) e le difficoltà di guerra e Resistenza. Si tratta di un romanzo, non di un libro di storia, ma per Bonacini questo è un modo per ragionare sul tema della Resistenza, di un certo tipo di revisionismo e del «Chi sa parli». Una frase che a Reggio Emilia è un'esortazione a far emergere i segreti legati alle violenze degli anni della battaglia contro fascisti e nazisti. A quella frase però Bonacini contrappone un perentorio «Chi non sa, stia zitto».
Le serate di "NotediLibri" saranno trasmesse anche da Tv Parma, in date da definirsi.

 Il calendario di NotediLibri, con vari autori di Parma e provincia

 Il sito ufficiale: www.notedilibri.it 

 

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