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La ragazza che amava i libri: Cecilia, professione editore

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Margherita Portelli

Decidere di diventare imprenditrice in tempo di crisi è di per sé un atto di coraggio. Scegliere di misurarsi con un settore tra i più sofferenti, come quello della cultura, poi, è oltremodo ardimentoso.
 Ma farlo a 34 anni, spiega tutto. E le ragioni si traducono in una sola parola: passione. 
Fatto sta che la giovane editrice Cecilia Mutti, parmigiana doc che poco più di un anno fa ha rilevato la storica Libreria Editrice Berti di Piacenza, trasformandola nella Nuova Editrice Berti, può ora contare su un aumento degli ordini del 119%. E lo dice con un sorriso che non necessita di ulteriori commenti. Laureata in Lingue e letterature straniere all’Università di Parma, Cecilia ha lavorato per alcuni anni in diverse case editrici del territorio, per poi darsi da fare come traduttrice freelance.
 «L’anno scorso si è presentata questa opportunità - racconta circondata dai suoi piccoli volumi -: la Berti, a Piacenza dal 1980, era gestita da quello che oggi è il sindaco della città, il quale aveva sempre meno tempo da dedicare alla casa editrice. Così nel settembre 2011 ho costituito la società, e, svincolata dalla libreria, ho iniziato a intraprendere scelte editoriali autonome, seguendo percorsi indipendenti e poco battuti. La Nuova Editrice Berti distribuisce in tutta Italia, e in un anno gli ordini sono più che raddoppiati».
 Pur avendo mantenuto due collane che si rifanno all’originale vocazione della Libreria Editrice Berti, saggistica di classici del pensiero cristiano, e filosofia e sociologia contemporanea, Cecilia ha iniziato a dare alle stampe titoli di narrativa di grandi autori classici: da Virginia Woolf a Mark Twain, da Hanry James a Francis Scott Fitzgerald.
 «Si tratta spesso di racconti inediti, o chicche andate fuori catalogo - continua -. Abbiamo dato ai classici un formato pocket, per non “spaventare i lettori”, e li abbiamo arricchiti con una veste grafica attuale». 
Ci sono collane di noir «vintage», libri di cucina ricchi di giochi grafici e carte particolarissime, e manuali (dalla scuola materna alla coltivazione delle erbe in vaso).
 «Per partire ci è voluto coraggio, certo, ma ho fatto un’attenta valutazione delle garanzie su cui potevo contare, data la storia della Berti, e credo che questo primo anno mi abbia dimostrato che puntando sulla qualità, il risultato poi arriva - spiega la Mutti -. È importante distinguersi, proporre qualcosa di diverso, e sapersi mettere alla prova. Io ho imparato a gestire la contabilità, e all’inizio ho anche tradotto io, invece di avvalermi di collaboratori. Seguire la filiera del libro, dall’idea alla stampa, è entusiasmante».  Da qui alla fine dell’anno, lo scaffale della Berti arriverà a conteggiare circa venti nuovi libri editi dalla giovane parmigiana.
Insomma, un successo.
 Per chi fosse curioso di sfogliare, i libri della Nuova Editrice Berti sono in esposizione a «Il segreto dei nobili» di strada Collegio dei nobili, e in vendita nelle principali librerie della città.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • bruno ambrosi

    01 Aprile @ 07.53

    cerco La foresta di pietra di michela dazzi Nuova Editrice Berti

    Rispondi

  • bruno ambrosi

    28 Marzo @ 07.55

    cara Cecilia sono ancora Bruno Ambrosi, master alla Statale di Milano Sesto san Giovanni, ti ho scritto più volte per poter trovare in qualche libreria milanese il vostro libro La foresta di pietra della Dazzi perchè vorrei far fare una ricerca ai miei ragazzi del Master. La scelta di occuparti delle persecuzioni che sono avvente e ancora accadono nel nostro mondo mi sembra quanto mai opportuna oggi. Mi complimento per il tuo coraggio perchè si tratta di un libro che ha da insegnare ai nostri ragazzi tragedie che si tende a dimenticare: come la deportazione degli schiavbi, la storia degli armeni, la shoa, la cecità nei confronti degli ultimi nonchè la tortura che si pratica nella nostra ignorante indifferenza. Se sei interessata potrei anche fare una presentazione alla Feltrinelli di Milano. ciao bruno

    Rispondi

  • bruno ambrosi

    15 Febbraio @ 06.10

    Cara Cecilia, ci congratuliamo con te perchè ci vuole molto coraggio in questo momento di grande crisi a volere portare avanti un progetto culturale, BRAVA!\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\r\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\nSono a scriverti perchè hai editato un libro che non andrebbe abbandonato\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\r\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\nLa foresta di pietra di Michela Dazzi affronta temi che sono di grande attualità in quei mondi delle persone oneste che esitono e saranno emergenti nella marna che vorrebbe avvolgerci . Dazzi è stata giornalista e inviato speciale Rai, assunta per vertenza sindacale si è dimissionata per motivi politici, ha pubblicato altri romanzi e libri di poesia sempre partendo dalle sue esperienze di lavoro e dai suoi studi, Credo si potrebbe distribuire il libro nelle librerie e alla stampa e organizzare una presentazione. GRAZIE bruno

    Rispondi

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