13°

Arte-Cultura

La riapertura dello Studio parmense

La riapertura dello Studio parmense
Ricevi gratis le news
0

Giuseppe Martini
La riapertura dello Studio parmense nel 1412 dopo un quarto di secolo potrebbe essere di per sé un fatto non più di tanto memorabile, visto che durò appena otto anni e per di più senza riuscire a ottenere quei privilegi pontifici che facevano la differenza rispetto all’antagonista Bologna. Quella data dell’autunno di seicento anni fa segna però un gesto storico denso di significato, anzi due: il tentativo di riaffermare Parma come città provvista di un «privilegium Studii», di un diritto concesso a ospitare un’Università, e la fissazione su carta di statuti moderni che diventeranno la base degli ordinamenti successivi dello Studio di Parma. Lo Studio parmense che datava almeno dal XIII secolo – non entriamo nella questione spinosa delle origini – era stato di fatto spento da Gian Galeazzo Visconti quando, salito al potere e volendo favorire lo Studio pavese, aveva soppresso qualsiasi Studium ad eccezione di quello di Pavia, la città della sua famiglia. Parma era risucchiata nel grande dominio visconteo dal 1346: morto Gian Galeazzo nel 1402, disgregata la macchina statale milanese dallo sciagurato Giovanni Maria e chiusa la parentesi violenta di Ottobono Terzi, nel 1409 la città era corsa sotto l’ala di Niccolò III d’Este marchese di Ferrara.
Grandi sorrisi di Niccolò quando a fine estate 1412 si vide arrivare quattro ambasciatori parmigiani a perorare la causa dell’Università soppressa: accontentarli era un ottimo modo per catturarsi le simpatie della città. Quando diciamo Parma diciamo Comune, che però non aveva potere che di sollecitare la riapertura dell’Università (cioè di un prestigio cittadino fortissimo), di crearle condizioni logistiche adeguate e fornirle sussidi (molti). Perciò Comune e Niccolò III da soli non bastavano: occorreva l’approvazione papale, cioè la patente per la città del diritto di possedere uno Studio, il paravento contro le soppressioni. Poteva andare bene anche l’Imperatore, il Papa era però il tradizionale puntello di Bologna, e un privilegio pontificio avrebbe avuto il sapore di una rimonta.
 Il punto è delicato perché il Privilegium da Parma era stato di fatto arrogato fin dal XIII secolo, mai concesso ufficialmente: questa era la volta buona. Ma non avvenne. Niente privilegi, solo un’adesione ufficiale del pontefice poi considerato scismatico Giovanni XXIII (Baldassare Cossa, laureato a Bologna) al bando di apertura del 13 settembre. Pazienza, le lezioni cominciarono comunque il 24 novembre 1412, forse nel convento di San Francesco del Prato, e tutte le mattine la campana vecchia del Duomo ne segnava l’inizio, mentre gli esami di «licentia» (grado inferiore, non abilitativo alla docenza) erano ospitati nella sacrestia del Duomo, dal momento che solo il vescovo in quanto cancelliere, per antico e imprecisato privilegio, aveva il diritto di conferire i titoli.
Il primo diploma fu concesso il 2 dicembre a tal Gian Marco Palmengo, nel 1414 gli studenti di diritto erano almeno settantasette, in quattro anni uscirono venti dottori in Giurisprudenza e dodici in Arti liberali e Medicina. Gli insegnamenti erano Diritto canonico e civile, Medicina, Scienze naturali, Logica e Retorica, per un totale di sei o otto docenti, accorsi rapidamente da altre città. Fra questi, il giurista Cristoforo Castiglioni – appena scappato da Milano dopo che due suoi cognati avevano partecipato all’assassinio di Giovanni Maria Visconti –, il medico Ugo Benzi, il logico Paolo Nicoletti, il giureconsulto Francesco Tosi, il rettore («Priore dei Dottori del Collegio delle Arti») per i primi quattro anni fu Biagio Pelacani. Ma Castiglioni nel 1417 andrà a Siena, Benzi e Nicoletti lasciano nel ’16, lo Studium tiene duro fino al 1420 quando Niccolò III d’Este mollò Parma al suo destino, che aveva il nome di Filippo Maria Visconti, deciso a rimettere in sesto il ducato milanese e quindi a ripristinare Pavia unico Studio autorizzato, sotto minaccia di pene fortissime.
Una breve primavera si avrà solo per due anni nel 1447 sotto la Repubblica Ambrosiana, ma per tutto il secolo lo Studio di Parma si resse grazie ai collegia doctorum, laureava studenti ma non si facevano lezioni: duecentottantasette lauree dal 1432 al 1522, di cui centoquarantacinque in iure, novantasei in teologia (il collegium dei teologi fu fondato nel 1448), di queste ultime moltissime a frati che avevano già studiato a Bologna, Pavia o Padova, e venivano a Parma per prendersi una laurea economica e facile. Abbiamo semplificato brutalmente perché questo è solo un articolo di giornale, e la materia è complessa e irta di distinzioni sottili. Ugo Gualazzini trentaquattro anni fa le ha esposte in un volume tuttora insuperato («Corpus Statutorum Almi Studii Parmensis», Giuffré), con il quale il lettore che ha voglia di incapricciarsi su queste cose può avviare una fiera tenzone. Non scendiamo in bizantinismi sui collegia doctorum e sull’universitas scholarium, avvertiamo solo che l’Università del XV secolo non funzionava come quella attuale, non bisogna ragionare coi parametri di oggi. L’Università del XV secolo non è un corpo giuridico autonomo. Sono giuridicamente notevoli invece gli statuti dei collegia dei dottori di Arti e Medicina (riformati nel 1415 e rielaborati nel 1440) e di Utriusque iuris (fra 1413 e 1416, ma pervenuti in una copia miniata del 1454), entrambi ampliamento di quelli preesistenti, mentre degli statuti di studenti, modellati sugli analoghi di Pavia e Bologna, sono pervenuti quelli di Giurisprudenza del 1412-14, perduti quelli di Medicina. Ordinamenti attenti a non lasciare troppi casi irresoluti, efficaci anche contro terzi estranei alle corporazioni universitarie e ben tutelati dall’atteggiamento del potere comunale. Si profilava quindi un rapporto fra università e città in grado di garantire l’esistenza dello Studium al di là delle oscillazioni politiche, e destinato a stabilizzarsi solo all’inizio del XVII secolo con Ranuccio Farnese. Di quegli statuti e di quel cruciale 1412 se ne parlerà all’Aula Magna dell’Università il 23 novembre alle ore 15, un giorno prima del seicentenario, alla presenza del Magnifico Rettore Gino Ferretti, e con interventi di Alberto Cadoppi, Sergio Di Noto ed Enrico Sandrini.

 


 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi
Clicca qui per leggere e commentare >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 2500

Video

IL METEO NEL TUO COMUNE

Gossip, Fun, Spettacoli

'Chi' annuncia: tra Belen e Iannone è finita

Gossip Sportivo

Lui la vuole sposare, lei no: Belen e Iannone si lasciano

Gisele cede scettro top model piu' pagata a Kendall

moda

Kendall Jenner la modella più pagata. Gisele perde il trono

Forbes, Beyoncè donna più pagata, 105 milioni di dollari

musica

Forbes, Beyoncè la donna più pagata, 105 milioni di dollari

Notiziepiùlette

Ultime notizie

Vizi e virtù dello smart working. Molto di più del telelavoro

L'ESPERTO

Come funziona lo smart working. Molto di più del telelavoro

di Pietro Boschi

Lealtrenotizie

Francesca Archibugi

Intervista esclusiva

Francesca Archibugi in Gazzetta: "Vi racconto 'Gli sdraiati' " Video

La regista romana parla con Filiberto Molossi del suo film, uno dei più attesi della stagione

sciame sismico

Quattro piccole scosse di terremoto, oggi, tra Fornovo, Corniglio e Varano

Arresti

Travolsero in auto due carabinieri: in manette tre giovanissimi Video

Uno dei militari finì all'ospedale in condizioni gravissime

5commenti

anteprima gazzetta

Parco Cittadella al buio da giorni: paura e disagi Video

social

Rimosse le condoglianze per Riina: Facebook si scusa con la famiglia del boss

La salma del boss tumulata a Corleone (Guarda)

Tg Parma

Tentata estorsione a Fidenza: quattro arresti a Benevento Video

Nel mirino un'azienda

sicurezza

Raffica di vetri rotti nella zona di via Verdi: topi d'auto/vandali in azione

2commenti

Tg Parma

Commercio, Ascom: "Più agenti in strada" Video

Appello della categoria per il rispetto della legalità

sabato alle 15

Verso Carpi-Parma, i tifosi scaramantici scherzano sul primato Video

Tg Parma

Disabilità, Mattia Salati nuovo delegato del comune Video

INTERVISTA

La figlia del pm Ciaccio Montalto, ucciso da Cosa nostra: «Riina non è l'unico colpevole, mio padre è stato lasciato solo»

3commenti

Salsomaggiore

A bordo di un’auto con arnesi da scasso: denunciato un pregiudicato

Operazione dei carabinieri

Lutto

L'imprenditore Savini stroncato da un malore

Rugby

In meta nel nome di Banchini

Sissa

Usciti per un rosario: i ladri rubano auto, gioielli e anche i tortelli

TRAFFICO

La mappa degli autovelox dal 20 al 24 novembre

Il giornale di oggi

sfoglia

abbonati

EDITORIALE

Milano sconfitta dalla politica incapace

di Vittorio Testa

LETTERE AL DIRETTORE

Il primo posto è di Mattia

1commento

ITALIA/MONDO

choc a catanzaro

Donna violentata e schiavizzata per 10 anni: arrestato 52enne. Video: la baracca degli orrori

TOKYO

Aereo Usa precipitato: 8 persone ritrovate stanno bene

SPORT

rugby

Andrea De Marchi: 100 presenze con le Zebre

CHAMPIONS

Il Napoli travolge lo Shakhtar e spera ancora

SOCIETA'

moda

Livia Firth, moglie del premio Oscar Colin, a Fidenza

Gazzareporter

Parcheggio "creativo" davanti al Maria Luigia Foto

1commento

MOTORI

Motori

Tesla Roadster 2, da 0 a 100 km/h in 1,9 secondi Gallery

GAS

Suzuki, la gamma Hybrid acquista l'alimentazione a GPL Fotogallery