21°

35°

Arte-Cultura

Giovanni Faraboli, mezzo secolo di lotte

Giovanni Faraboli, mezzo secolo di lotte
Ricevi gratis le news
0

 Il 7 febbraio 1953, un lento corteo di automobili scure si mosse da Parma per le strade della Bassa fino a Fontanelle, accompagnando la salma di Giovanni Faraboli, la "chiara e onesta faccia" - come lo definì il suo conterraneo Giovannino Guareschi - che, pur essendo stato tra i protagonisti della storia del movimento operaio parmense, tre giorni prima era morto in solitudine all’Ospedale degli Incurabili.  

Bracciante tra i braccianti, Faraboli aveva concepito, per tutta la vita, il socialismo come un’attività per realizzare passi concreti nel processo di emancipazione dei lavoratori e con questa visione rigidamente pragmatica cercò sempre di costruire non solo forme di resistenza alle ingiustizie della società borghese, ma luoghi e reti economico-sociali che concretamente anticipassero un futuro mondo di liberi ed eguali. 
Il suo sogno fu quello di una "cooperazione integrale", una rete economica nelle mani dei lavoratori, alternativa e competitiva con le regole di mercato dettate dagli agrari, fatta di cooperative, consorzi, spacci e laboratori, dove il lavoro fosse equamente pagato, i prezzi sotto controllo e i profitti reinvestiti in beni sociali. E su questo sogno egli fondò la sua instancabile attività di dirigente politico, sindacalista e cooperatore, prima nell’Italia liberale e poi nell’esilio francese durante la dittatura di Mussolini, fino all’adesione, ormai anziano, al Partito socialdemocratico. 
  Gli oltre cinquant'anni della sua vita politica e sindacale, dunque, possono essere divisi in tre periodi. Il primo fu quello dell’attività nella sua terra d’origine, nelle campagne tra la via Emilia e il fiume Po, nelle terre bagnate dal Taro, dove braccianti e mezzadri mietevano frumento, mungevano vacche e insaccavano carne di maiale. Là era nato, aveva lavorato nei campi e nelle stalle, aveva conosciuto le prime forme di unione tra lavoratori. Là era stato riconosciuto dalla sua gente come degno di fiducia nelle lotte e nelle contrattazioni con i padroni. Insieme a quei volti conosciuti, a quei soprannomi di paese, costituì le prime leghe e le prime cooperative, dalle quali sorse l’articolato sistema di Fontanelle, intorno alla "Casa dei Socialisti" e alla Villa Rossa. Poi, però, le fiamme fasciste del 6 agosto 1922, con cui la violenza finanziata dagli agrari distrusse quell'"isola di socialismo", segnarono la fine di quell'esperienza di cooperazione e, insieme, una cesura nella sua vita, allora quarantaseienne. 
Senza nemmeno aver visto i resti di quel rogo, egli lasciò l’Italia per Tolosa, in Francia, dove ritrovò compagni e paesani che, come lui, sognavano di costruire un nuovo inizio alla propria esistenza, personale e politica. E con il gruppo dei socialisti parmensi ricominciò il lavoro da capo: nuove sezioni sindacali, nuove cooperative, nuove organizzazioni. 
L’ultima fase della sua attività politica iniziò dopo la guerra e la Liberazione quando, sebbene anziano, poté finalmente tornare in Italia. Le forze fisiche e l’intraprendenza erano però ormai venute meno e ciò che rimaneva - l’esperienza e la riflessione di un uomo del movimento operaio della prima metà del Novecento - poco serviva a comprendere le dinamiche della Guerra fredda, delle posizioni filosovietiche del socialismo italiano, del ruolo egemone ricoperto dal Partito comunista togliattiano.
 Il rientro e l’adesione alla socialdemocrazia di Giuseppe Saragat, stretto tra il blocco socialcomunista e quello democristiano, segnarono gli ultimi anni della sua vita di forzata solitudine e triste amarezza.  E l’oblio politico di quest’uomo d’altri tempi, esponente e portatore di una prospettiva politica ormai superata, continuò anche dopo la sua morte. 
A tenerne viva la memoria, seppur flebilmente, rimasero solo i forti legami comunitari costruiti nella sua lunga esperienza di dirigente; furono i suoi compaesani, coloro che lo conobbero, che ne apprezzarono il senso pratico e la capacità organizzativa, a volere un suo ritratto nella piazza di Fontanelle, un semplice busto di bronzo pagato con una colletta popolare e inaugurato da Saragat due anni dopo la sua morte, nel 1955.   A lungo, fino ad anni recenti, la memoria di Faraboli è rimasta confinata in quella comunità locale, in quel territorio dove visse e operò. Ma oggi, a sessant'anni dalla sua morte e in tempi di crisi funesta come questi, il pragmatismo di Faraboli e il suo sogno di costruire, qui ed ora, reti di solidarietà sociale ed economica tra i lavoratori sarebbero forse da ripensare, perché meno anacronistici di che quel che si pensi.
MARGHERITA BECCHETTI
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi
Clicca qui per leggere e commentare >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 2500

Video

IL METEO NEL TUO COMUNE

Gossip, Fun, Spettacoli

Relax e divertimento al Colle San Giuseppe

PISCINE

Relax e divertimento al Colle San Giuseppe Foto

William, Harry e quell'ultima breve telefonata con Diana

documentario

William, Harry e quell'ultima breve telefonata con Diana

Ascolti; Ciao Darwin 7 in replica vince il sabato sera

Televisione

Ascolti in tv: "Ciao Darwin 7" in replica vince il sabato sera

Notiziepiùlette

Ultime notizie

«Podere Lavinia», tutto il buono della carne

CHICHIBIO

«Podere Lavinia», tutto il buono della carne

di Chichibio

1commento

Lealtrenotizie

Incidente a Scarampi

varano

Incidente a Scarampi: grave un motociclista

PINZOLO

Baraye e Calaiò (triplette) protagonisti nella prima uscita stagionale: 14-0

Bedonia

Con la moto in una scarpata al passo del Tomarlo: grave un 45enne

incidenti

Auto contomano in via Cappelluti, frontale: ferita una donna

traffico

Coda tra gli svincoli Autocisa e A1

IL RICORDO

Gli imprenditori ricordano Alberto Greci

1commento

PARMA

Incidente in viale Duca Alessandro nella notte

Scontro attorno all'una e trenta

motori

Grande festa al Paletti di Varano per la Formula Sae Italy Gallery

coldiretti

Agricoltura: siccità ma anche nubifragi, danni in regione per 150 milioni

traversetolo

I segreti della trebbiatura a Castione Gallery

PARMA

Autovelox, speedcheck e autodetector: i controlli della settimana

1commento

Anga

Arare la terra? A Collecchio fanno a gara: foto

1commento

domenica

Tra spaventapasseri, polenta e canoe di cartone: l'agenda

BASSA

Pensionato scomparso: continuano le ricerche nel Po

Da venerdì non si hanno notizie di un 68enne di Soragna

LA TESTIMONIANZA

«Ha aggredito un ragazzo, poi se l'è presa con me»

3commenti

Il caso

Le liti stradali? Dilagano. Anche a Parma

5commenti

Il giornale di oggi

sfoglia

abbonati

EDITORIALE

I misteri delle bollette: le multe al tempo della crisi

di Michele Brambilla

CONCORSI

Gazzareporter: manda le tue foto e "cartoline" e vinci

ITALIA/MONDO

venezia

Donna accoltellata dall'ex marito che poi chiama i carabinieri e confessa

Moto

Tragedia nel motocross: morto a 13 anni

SPORT

nuoto

Mondiali: Italia subito sul podio, Detti bronzo nei 400sl

PARMA

I nuovi acquisti crociati: il portiere Michele Nardi e l'attaccante Marco Frediani Video

SOCIETA'

Malore

Frassica in ospedale per una bevanda ghiacciata

IL DISCO

Deep Purple, dal Giappone con furore

MOTORI

MERCEDES

Classe X, la Stella attacca il segmento dei pick-up

NOVITA'

Opel Insignia GSi, berlina per veri intenditori