-2°

Arte-Cultura

Verdi e la tradizione scenografica

Verdi e la tradizione scenografica
0

 Con un sentito e composto ricordo di Pierluigi Petrobelli, di cui l’1 marzo ricorrerà il primo anniversario della scomparsa, a firma di Giorgio Pestelli, si apre l’ultimo numero di «Studi Verdiani», il periodico curato dall’Istituto nazionale di studi verdiani giunto nel 2012 al ventiduesimo fascicolo. In questo numero, l’ultimo progettato da Petrobelli che per trent’anni ha diretto le sorti dell’Istituto, l’argomentazione si rivolge alla discussione sul rapporto del dramma verdiano con la dimensione scenografica, su aspetti stilistici del primo e dell’ultimo Verdi e sui rapporti del Maestro con l’ambiente culturale romano.

 Inutile ribadire quanto gli autentici conoscitori di Verdi già sanno circa l’importanza che il compositore attribuiva al concorso convergente degli elementi scenici per la riuscita dei propri allestimenti: i due saggi di Davide Nadali ed Emilio Sala propongono due riletture legate a soggetti di ambientazione antica, rispettivamente «Nabucco» e «Aida», attraverso due punti di vista differenti. Nadali, che è archeologo, osserva come nelle scenografie di Filippo Peroni per alcuni riallestimenti di «Nabucco» a metà Ottocento la conoscenza della neonata archeologia del Vicino Oriente permise – con l’entusiasmo di Verdi stesso – una ricostruzione più filologica ed efficace dei mondo babilonese che ancora molti scenografi negli stessi anni continuavano a rendere con incongrui elementi di fantasia.
 Sala, da un anno direttore scientifico dell’Istituto, propone invece una rilettura della scena del III atto di «Aida» nella quale Amonasro maledice la figlia, confrontando da una parte le scenografie di Girolamo Magnani (e la tradizione scenografica che ne è discesa), dall’altra un dipinto di Achille Formis su quel punto scenico, conservato a Sant’Agata, e le «Disposizioni sceniche» dell’opera stampate da Ricordi. Il «locus amoenus» nel quale è trasformato l’Egitto di quella scena nei disegni di Magnani è assai meno vicino a quell’atmosfera allucinata e opprimente descritta dalla partitura e assai meglio riflessa nel quadro di Formis, ove il Nilo è quasi putrido stagno e il cielo inacidito (e addirittura Sala si chiede se la scenografia di Magnani realmente montata alla prima scaligera del 1872 non sia stata diversa rispetto ai bozzetti che per tradizione le si riferiscono, e che invece potrebbero appartenere alle scene dell’allestimento di Parma di due mesi dopo).
 I due saggi più squisitamente musicologici riguardano un aspetto strutturale di «Ernani» e annotazioni sullo stile di «Otello». Paolo Francesco Russo si sofferma sulle novità che l’opera del 1844 apportò nella drammaturgia verdiana, destinate a cambiare i destini del melodramma: lo scorciamento delle code dei numeri conclusivi e lo spostamento della risoluzione drammaturgica verso la conclusione è il mezzo attraverso il quale Verdi, già devoto a un’acuta percezione del senso del dramma, realizza quella mutazione del teatro musicale da contemplazione della libera azione dei personaggi a consonanza con il loro travaglio interiore. 
Dal capo opposto, oltre quarant’anni dopo, il «terzo stile» di «Otello» permette ad Antonio Rostagno di osservare la posizione storica di Verdi negli anni Ottanta e il suo gesto artistico nei confronti della vuota pubblicistica nazionalista della nuova Italia. Supportato da una lunga analisi musicale, Rostagno indica con robusti argomenti come la denuncia di Verdi contro il populismo e la strumentalizzazione dei valori del Risorgimento, così sentiti da chi come lui li aveva vissuti, diventi in «Otello» operazione di cultura politica attraverso il melodramma.
Piacevolissima e ricca di informazioni e minuziose letture è infine la ricognizione di Franco Onorati sulle amicizie romane di Verdi: Giuseppe Gioacchino Belli, Jacopo Ferretti e Cesare Pascarella, che attraversano quarantasei anni di vita verdiana, fra amicizie sincere ed episodi meno noti, come i giudizi di Belli sui versi più audaci di Rigoletto – Belli era censore dei teatri romani – di cui sia Verdi sia Piave erano forse all’oscuro. Spiccano in chiusura, oltre alla consueta bibliografia verdiana aggiornata da Michela Crovi, un’imponente puntualizzazione della videodiscografia verdiana, curata da Alessandro Turba, e una segnalazione del volume «Carteggio Verdi-Ricordi 1885-1888» firmata da Luca Aversano. «Studi Verdiani» 22 è disponibile anche in formato digitale agli indirizzi reperibili sul sito dell’Istituto stesso (www.studiverdiani.it/pubblicazioni.html).
 
GIUSEPPE MARTINI
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi
Clicca qui per leggere e commentare >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 2500

Video

IL METEO NEL TUO COMUNE

Gossip, Fun, Spettacoli

Piazzale S. Lorenzo:  festa al «Piano A»

Pgn

Piazzale S. Lorenzo: festa al «Piano A» Foto

maria chiara cavalli 1

Strajè

"Costretta" a fare ricerca all'estero. Il sogno di Maria Chiara: tornare a Parma Video

1commento

Lady Gaga: soffrodi disturbi psichici

RIVELAZIONE

Lady Gaga: soffro di disturbi psichici

1commento

Notiziepiùlette

Ultime notizie

Velluto rosso 6 dicembre

VELLUTO ROSSO

Da Shakespeare a Peter Pan: gli spettacoli da non perdere a teatro

di Mara Pedrabissi

Lealtrenotizie

Evasore fiscale "seriale": sequestro di beni a Parma

Guardia di Finanza

Incassa poco ma solo per il fisco: sequestrati beni a un evasore fiscale "seriale" di Sorbolo

Ospedale

Reparti soppressi, allarme al Maggiore

Sono cinque le strutture coinvolte: semeiotica, ortopedia, centro cefalee e due chirurgie

Parma

Tangenziale: code per lavori fra la Crocetta e via Baganzola

Viale Mentana

Un'altra rapina in farmacia: è sempre lo stesso bandito

Appennino

Schia: al via la stagione con una «valanga» di novità

Parma

Nuovo percorso ciclabile fra la stazione, via Trento, via San Leonardo e via Paradigna Mappe

Ecco dove passerà la pista ciclabile

lega pro

Daniele Faggiano è il nuovo direttore sportivo del Parma Video

8commenti

promozione

Il Fidenza chiama Massimo Barbuti in panchina

Criminalità

Felino, il bar Jolly senza pace: quarto furto in dieci mesi

Salso

Dotti, una vita sulle navi da crociera

IL CASO

Tangenziale di Collecchio: ora la gente chiede la rotatoria

collecchio-noceto

Truffa-furto del finto soccorso stradale: nuove segnalazioni

2commenti

COLLECCHIO

Scoppia il caso delle cartelle del Consorzio di bonifica

Funerale

Sorbolo: rose bianche e musica per l'addio a Ilaria Bandini

Funerale

"Ciao Lorenzo, ora vivi nella serenità": commosso addio al 15enne di Salso

tg parma

Travolto a Lemignano: Mihai Ciju resta gravissimo Video

Il giornale di oggi

sfoglia

abbonati

EDITORIALE

Renzi: perché ha perso, perché può rivincere

di Michele Brambilla

10commenti

IL DIRETTORE RISPONDE

Il panino? Non famolo strano

2commenti

ITALIA/MONDO

roma

Oggi fiducia sulla manovra e la direzione del Pd

Ventimiglia

Brucia la villa dei cognati e muore asfissiato

SOCIETA'

SOCIAL NETWORK

Fb e YouTube creano database antiterrorismo Video

televisione

Gabriele: da Medesano alla finale a L'eredità

SPORT

Nuoto

Federica Pellegrini d'oro: vince i 200 sl

Sport

Basket, conto alla rovescia per la Supercoppa

FOTOGRAFIA

Parma

Acqua, luce, metamorfosi: le foto di Nencini in San Rocco

Fotofestival

Fra metafisica e Storia: un mese di mostre fotografiche a Montecchio