Arte-Cultura

Una vita da romanzo, tra terra e cielo

Una vita da romanzo, tra terra e cielo
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 Gabriele Balestrazzi

Per me era "il signore che ripara la televisione", che arrivava a casa spostandosi di pochi metri dal suo negozio nel mio stesso borgo Marodolo, in quegli anni ancora di tivù in bianco e nero. E anche in quel negozio, quando andavo ad acquistare qualche musicassetta vergine da registrare (non era ancora tempo di mp3....), lo vedevo allo stesso tempo come il commerciante burbero e attento a non perdere tempo, perchè il tempo è denaro, e un uomo fondamentalmente buono, i cui pochi sorrisi erano dovuti più alla fretta e alla concentrazione sul lavoro che non al carattere.

Più tardi l'ho conosciuto, come cronista, nel suo ruolo di presidente dell'Aeroclub. Ma non avrei immaginato che in Franco Bottarelli si celasse una storia così intensa, così ricca di sfide e di saliscendi affrontati con sorte variabile ma con costante coraggio.

Così, quando ho preso in mano il libro "Con le spalle al muro", al piacere curioso che sempre riserva l'imboccare una strada di carta e di storie, si è aggiunta la voglia di capire in che modo quella vita apparentemente normale del negoziante burbero ma col sorriso potesse ambire a trasformarsi in romanzo. Anche se (ma qui non avevo dubbi) già sapevo che a prender per mano quella storia era un collega di Gazzetta con il grande dono di una penna lieve ed intensa allo stesso tempo: Roberto Longoni.

E la storia, non bastassero le già intense premesse dei due autori, entra dentro il lettore fin dalla prima pagina. Da un letto d'ospedale nel quale la mielite sembra ormai pronta a paralizzare, o ad uccidere. E, questa volta, non ci sono manopole o schermi su cui agire per aggiustare, così come per anni il 70enne Bottarelli ha fatto con gli apparecchi televisivi e con gli altri oggetti delle sue attività. 

Quella notte "decisiva" sarà superata. E da quella prima sequenza, si aprirà poi il lunghissimo flash-back, quasi incredibile nel susseguirsi delle vicende, delle avventure, dei successi e dei fallimenti sfiorati, o di quelli evitati per un pelo, con coraggio, tanto lavoro, qualche bella intuizione ed un briciolo di incoscienza. Ci sono anche tradimenti, come quello di un dipendente infedele fino al furto: Bottarelli lo denuncia, ma poi in tribunale non ha il coraggio di insistere, pur sapendo di essere dalla parte della ragione. In aula finisce quasi per essere lui accusato di falso: e alla fine, grazie a lui, quel dipendente se la cava con una lieve condanna che gli evita il carcere. E solo allora, come scrive a Bottarelli nei giorni successivi, "ho capito il bene che mi ha voluto".

Ci sono anche pagine più private. E renderle pubbliche, sempre  con l'aiuto del tocco delicato di Longoni, è probabilmente, per il "timido" Bottarelli, un modo per parlare con coloro ai quali non ha saputo farlo prima. Un modo per esprimere affetti, e qualche rimorso, rimasti forse imprigionati e muti, fra un viaggio all'estero e le ore in laboratorio per capire come recuperare dei cinescopi difettosi.

Fra la terra e il cielo, appunto. Perchè questo è alla fine il destino di tutti noi. Anche se di certo non tutti hanno il coraggio (o, ancora, l'incoscienza) per "rubare", quasi imbrogliando la torre di controllo, un ultimo volo con l'amato Cessna, quando poche settimane prima il pilota non poteva alzarsi da una sedia a rotelle...

L'ennesimo decollo verso il cielo di una vita "normale", ma che ha tanto da insegnare a tutti noi, e di un romanzo, scritto da una penna parmigiana a sua volta capace (quanta invidia, caro Roberto !) di spiccare il volo con facilità e dolcezza.

......................

Giovedì alle 18,15, presentazione all'Eurotorri (guarda la locandina allegata sotto questo articolo)

 

 

 

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  • Antonio Bocchi

    23 Maggio @ 19.26

    Incontrare Franco Bottarelli (il Protagonista del racconto) e Roberto Longoni (l’Autore) alla presentazione del libro “Con le spalle al muro” è stato un evento di grande interesse, sia emotivo che letterario. Il Protagonista è un uomo di poche parole che non possiede gli strumenti per raccontare la sua storia. L’Autore, invece, di parole ne possiede a bizzeffe e le ha messe a disposizione di quell’uomo schivo e commosso che ha imparato a vivere e a soffrire. Ne risulta una prosa ricca di vita, di particolari suggestivi che si rincorrono tra le pagine del libro come se l’Autore (Longoni) avesse vissuto accanto al Protagonista (Bottarelli), lo avesse spiato per tutta la vita, assorbendo le preziose molecole di esistenza che scaturivano giorno dopo giorno. La grandezza dell’Autore sta non tanto nel descrivere ma nel vivere personalmente la vita del Protagonista con uno stile fatto di contrappunti sempre preziosi e puntuali. La storia, articolata tra la sfida imposta dalla malattia e la sfida continua imposta dalla vita, si dipana con la disinvoltura di chi conosce a menadito l’arte del raccontare arricchita continuamente dai rimandi di luoghi e persone, in un percorso fatto di nostalgia e forza evocativa. L’Autore ha saputo condurre il gioco senza forzature, come se fosse la mano del protagonista a battere sui tasti, si è calato nel ruolo con una naturalezza che non ha eguali. Le pagine del libro scorrono lievi tra le mani e la figura di Bottarelli emerge con tutta la sua straordinaria umanità e forza morale. Antonio Bocchi

    Rispondi

  • Alfonso

    22 Maggio @ 23.43

    Ho letto il libro, anzi l'ho divorato. Non sono un grande lettore ma il bravo e appassionato Roberto Longoni è riuscito a non farmi accendre la TV per un paio di sere . La storia di Bottarelli mi ha catturato e nello stesso tempo lasciato sullla pelle un sano ottimismo al quale non si può essere indifferenti .Spero che questo libro venga letto da molte persone.

    Rispondi

  • enrico campari

    22 Maggio @ 16.19

    Buongiorno a Tutti anch'io ho letto il libro di Roberto Longoni e con sincerità voglio esprimere il mio giudizio. Non sono un lettore abituale, anche perchè come il mitico personaggio della storia, ho poco tempo per rilassarmi con un bel libro. Detto questo, piano piano, alla sera "aspettando la sonnno", ho finito di leggere tutta la storia. Mi sono più volte immedesimato nel personaggio, rendendomi conto quanti sacrifici ha dovuto fare e quanti rospi ha dovuto ingoiare per raggiungere il Suo obiettivo. La storia è talmente coinvolgente e ben raccontata che sembra di viverla all’interno di un film. I dolori di stomaco, la voglia di volare, il desiderio di studiare, il rimpianto di aver trascurato i figli per il lavoro, ti suggestiona la mente e ti sembra di provare le stesse emozioni, desideri e sensi di colpa. Consiglio questo libro a tutti quelli che hanno un sogno nel cassetto, per caricarsi e preparasi con coraggio ad affrontare i problemi senza mai arrendersi. Complimenti al Sig. Longoni che ha raccontato questa bellissima storia in modo semplice ma fortemente chiara e vera da emozionare anche un’ orso come me. Un’ abbraccio forte al Sig. Bottarelli che spero un giorno d’incontrare e stringergli le mani . Consiglio di portare questa storia nelle scuole ed università. Una storia vera, di un uomo per bene. Enrico campari

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  • alessandra

    22 Maggio @ 15.46

    E' un libro molto intenso, che accomuna ognuno di noi con la storia normale e al tempo stesso straordinaria del protagonista. Lo consiglio!

    Rispondi

  • remo

    22 Maggio @ 10.51

    L'ho appena letto e concordo con il direttore Balestrazzi. Dovrebbero leggerlo i più giovani , intanto per imparare come si scrive e come si narra, ma ancor di più per imparare quanta sofferenza , sacrificio e coraggio siano necessari per percorrere la strada verso il successo. E' la strada di un povero che tra alti , bassi e bassissimi diventa ricco grazie a qualità non comuni che tutti possediamo ma alle quali pochi attingono: tenacia, coraggio, intraprendenza,creatività, incapacità alla rassegnazione. Parla delle tante crisi prima di questa crisi e di come un Uomo apparentemente normale ne sia sempre uscito. La mia copia mi piacerebbe regalarla a Mauro...(non scherzo).

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