-3°

Arte-Cultura

La scomparsa di Federico Belicchi

La scomparsa di Federico Belicchi
Ricevi gratis le news
1

Bruno Zanardi

E’ morto Federico Belicchi, uno degli importanti artisti di Parma degli ultimi decenni. Aveva 76 anni. Figura inquieta, perciò protagonista di una vita inquieta, si rivelò fin da giovanissimo come uno dei più bravi allievi dell’Istituto d’arte Paolo Toschi. La scuola che già nel titolo si proclamava costola della gloriosa Accademia di belle arti di Parma, che fu una delle più importanti d’Europa.

Al “Toschi” Federico studia con due importanti pittori, entrambi figure “disperse”, come lui stesso fu. Bruno Giandebiaggi, autore in giovinezza di dipinti, nudi femminili, bellissimi, che non faceva vedere a nessuno, e Renato Vernizzi, che solo per un attimo – la vittoria del “Premio Bergamo”  nel 1941 – fu considerato quel che è stato e che prima o poi tornerà a essere, uno dei grandi pittori italiani di margine nel secondo Novecento.

Un inizio di carriera che bene spiega perché Belicchi sia stato, come Giandebiaggi e Vernizzi, un artista che mai ha rinunciato nella propria arte alla radice figurativa storica dell’arte italiana. Radice che in Federico coincideva con una capacità manuale a dir poco stupefacente. Non c’è un disegno suo che sia sbagliato, non c’è ritratto che non abbia colto nel profondo dell’anima, impietosamente, cioè nel bene e nel male, chi veniva raffigurato.  E non a caso parlo dei suoi disegni, perché fu nel disegno, madre e padre di ogni arte, fin che pittura, scultura e architettura sono state figurative, che Federico soprattutto eccelse. Suoi sono disegni di leggendaria bellezza, realizzati quando fu uno dei migliori allievi dell’Accademia di Brera, a Milano. Disegni assoluti perché resi in uno stupefacente filo nero continuo creato con uno stuzzicadenti intinto nell’inchiostro di china, con un effetto finale degno d’un grande pittore cinese. I disegni esposti alla metà degli anni ’60 alla “Galleria Camattini”, allora la più importante di Parma, per la quale si mosse da Milano perfino il “Corriere della Sera”, tale era la fama che aveva assunto nella città lombarda l’allora giovanissimo Federico.

Una Parma e un mondo d’artisti, quelli di allora, di cui oggi non esiste più nemmeno la polvere. Ricordo, sempre intorno agli anni di quella mostra, le polemiche sulla pulitura della “Schiava turca” di Parmigianino, con Lorenzo Antonelli, un grande decoratore professore del Toschi, che dentro quella che ancora era “La Pinacoteca” guardava il dipinto con una grande lente per verificare la qualità del lavoro fatto su una delle glorie della città. Come ricordo lo scalpore, quasi la paura di un “furto dell’anima”, che aveva destato in città la bellissima copia della “Madonna di San Gerolamo” che andava eseguendo, davanti al dipinto, una giovane e bravissima pittrice modenese. Così come ricordo le molte discussioni nei tardi pomeriggi d’estate tra Federico, Benassi, Spattini, Tessoni, una strana figura d’artista che girava in Lambretta e che, mi pare, lavorasse alle Poste, in provincia, e Luigi Calloni, allora sacerdote salesiano, davanti a un grandissimo dipinto su tela con un San Giuseppe che lo stesso Calloni aveva eseguito per una chiesa salesiana lombarda.

Un dire e un accapigliarsi, ma sempre nel rispetto delle  reciproche abilità esecutive, che aveva ancora un piede nelle discussione fatte nelle botteghe fiorentine di metà Cinquecento raccontate da Benvenuto Cellini. Discussioni, quelle nel grande studio di Luigi Calloni dentro il complesso del San Benedetto,  che finivano sempre con il parlare di pittura. Discorso su cui Federico era ferratissimo perché aveva visitato per lunghi giorni molti dei grandi musei internazionali. Prado, Louvre, il Rijksmuseum di Amsterdam, Harlem, Bruxelles, Gand, New York, Washington e il suo parlare non solo di Raffaello, Correggio o Tiziano, ma anche di Bosch. El Greco, Vermeer, Rembrandt, Manet, Monet, nomi allora ancora poco divulgati, nonostante la fortuna immensa che subito aveva arriso a “I Maestri del colore”, le dispense settimanali d’arte di cui era stato regista occulto Roberto Longhi, che si vendevano nelle edicole.

E proprio qui, in questo corto circuito tra arte figurativa e arte astratta, credo si sia giocato il destino di Belicchi. Troppo figurativamente bravo si mise a fare progetti per il passato. A difendere accanitamente l’arte figurativa. E a farlo seguendo l’anima romantica, ottocentesca, del fare artistico, quella più adatta alla sua orgogliosa timidezza. Fu il più bravo dei ritrattisti della piazzetta di Montmartre, vicina al Moulin Rouge di Tolouse Lautrec, nella quale s’erano aggirati, tra i molti, Pissarro, Modigliani, Picasso o Utrillo; ad esempio, come mi aveva raccontato lui stesso, tra i molti della piazzetta venne scelto da un grande attore americano d’allora, Jack Palance, per fare il ritratto al figlio: e chissà dove sarà finito quel prezioso disegno a carboncino. Magro, piccolo, torno a dire, timidissimo,  proprio sulla piazzetta incontrò una ragazza messicana di cui s’innamorò perdutamente. La seguì a Città del Messico, dove, grazie anche alle importanti conoscenza della famiglia di quella ragazza, fece molti ritratti. Fu però un amore sfortunato, come l’intera sua vita.

Tornò in Italia, chiamato insegnare disegno dal vero al Toschi. Ma non divenne il Giandebiaggi o il Vernizzi della situazione. Troppo cambiati i tempi. Quindi via dal Toschi, di nuovo a Parigi, in Messico, poi ancora in Italia, a Santa Margherita Ligure, dove finalmente si fermò, anche perché assistito amorevolmente nel suo anarchismo fatto solo di bontà, generosità e insicurezza, dal suo grande amico degli ultimi tempi, Lucio Rossi.

Sola cosa a cui Federico restò fedele per l’intera vita fu il ritratto di sua madre, che sempre portava con sé. La madre da lui vista solo con la coda dell’occhio, perché morta quando era piccolissimo. Una condizione di orfano peggiorata dal non aver avuto il padre, che incontrò solo una volta in età adulta.
La condizione che lo fece così fragile e insieme così duro. Il ritratto della madre, eccezionalmente un dipinto. Un dipinto da lui ripreso mille volte e mai finito. Ripreso da una foto in bianco e nero su una tavola di “faesite”, di quel ritratto io stesso ho visto molte versioni. Da un inizio, bellissimo, figurativo tra Manet e Bonnard, fino a un lento disfarsi e a divenire un insieme di macchie prive di senso formale. Non però nella direzione dell’arte astratta, ma nel seguire un suo personalissimo e misterioso percorso interiore fatto di continue ricerche e riflessioni. Una forma che si fa sogno. Lo stesso insieme di macchie, lo stesso sogno, del ritratto della modella Gillette che il pittore Fenhofer presenta a Poussin e Porbus come proprio capolavoro, nel “Capolavoro sconosciuto” di Balzac.

Addio Federico, che ti sia lieve la terra.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi
Clicca qui per leggere e commentare >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 2500

  • Gianni di gregorio

    29 Giugno @ 22.55

    Caro Bruno hai ricordato con accorato affetto e profonda conoscenza un periodo della nostra vita e gli antichi legami che la morte di un amico e maestro aiutano a meglio comprendere. Il tempo come sempre saprà valorizzare un artista che ha fatto della sua vita la rappresentazione della sua opera. Gianni

    Rispondi

Video

IL METEO NEL TUO COMUNE

Gossip, Fun, Spettacoli

NT

LE IENE

Nadia Toffa si commuove in tv: "Mi ha stupito l'affetto della gente" Video

Rimettiti alla guida: fai subito i nostri quiz

GAZZAFUN

Rimettiti alla guida: fai subito i nostri quiz

La festa di Natale del Bar Gianni

DADAUMPA

La festa di Natale del Bar Gianni

Notiziepiùlette

Ultime notizie

La grande sfida degli anolini

GUSTO

Gara degli anolini: trionfa la Rosetta La classifica

di Chichibìo

9commenti

Lealtrenotizie

“A Parma 18 milioni di euro per i progetti del Bando Periferie”

COMUNE

A Parma 18 milioni di euro per riqualificare le periferie. Ecco i sei progetti

La firma a Roma con Gentiloni. Soddisfatti il sindaco Pizzarotti e l'assessore Alinovi

4commenti

PARMENSE

Un caso di meningite a Fidenza: si tratta di un professore dell'Itis Berenini

Il 60enne ha contratto una forma non contagiosa della malattia: non è prevista quindi una profilassi a scuola

ANTEPRIMA GAZZETTA

I punti critici della Massese. La situazione una settimana dopo la morte di Giulia

tg parma

Via Spezia: rapina con coltello al centro scommesse

Un bottino di circa 1.500 euro

PARMENSE

Cassa di espansione del Baganza e Colorno: arrivano 55 milioni di euro

Intesa fra Regione e ministero dell'Ambiente

FIDENZA

Incendio in una casa a Siccomonte Foto

Diverse squadre dei vigili del fuoco sono intervenute nella frazione di Fidenza

PARMA

I ladri fuggono a mani vuote: l'appartamento è già stato svaligiato 40 giorni fa

In via Orzi, una coppia sorprende un ladro in camera e lo fa fuggire

1commento

PARMA

Sorpreso su un'auto rubata, fa cadere un carabiniere e tenta la fuga: arrestato 41enne

A casa del pregiudicato albanese c'erano arnesi da scasso, profumi e cosmetici, probabilmente rubati

MEZZANI

Magazziniere rubava cosmetici in ditta: arrestato 28enne

Il giovane è stato condannato a un anno e sei mesi, con pena sospesa

BRESCELLO

Si schianta al limite del coma etilico: denuncia e multa da 10mila euro per un 50enne parmense

L'uomo aveva un tasso alcolico di 5 volte superiore il limite consentito: per lui, addio a patente e auto

BASSA

Alluvione, 5 giorni dopo: Colorno e Lentigione viste dal cielo Foto

Foto aeree di Fabrizio Perotti (Obiettivo Volare)

VOLANTI

Chiede a un'anziana di custodire i suoi gioielli e la deruba

Una giovane, di corporatura robusta e con un trucco vistoso, è riuscita a entrare nell'appartamento di un'anziana in via Emilia est

parmacotto

Bimbi, tutti a "scuola di cotto" Fotogallery

IL CASO

Invalida al 100%, con la pensione minima, si trova una retta Asp di 650 euro

1commento

RIQUALIFICAZIONE

Ex Star, tra passato e futuro: il progetto del giovane architetto Nicola Riccò

L'idea in una tesi di laurea

AGROINDUSTRIA

Accordo "salva granai" tra 100 pastifici, 85 molini e oltre 1 milione di imprese agricole

Resta fuori in polemica Coldiretti

Il giornale di oggi

sfoglia

abbonati

EDITORIALE

Le cose della vita (e quelle del palazzo)

di Michele Brambilla

1commento

CHICHIBIO

«Trattoria I Du Matt», cucina parmigiana di qualità

di Chichibio

2commenti

ITALIA/MONDO

genova

Aggredisce una donna per rapinarla, "arrestato" dai boyscout

BOLOGNA

Imola: 15enne muore dopo l'allenamento di calcio

SPORT

Serie B

Il Parma alla ricerca del gol perduto

CALCIO

Voci di dimissioni per Gattuso, il Milan smentisce

SOCIETA'

Libano

L'assassino della diplomatica inglese è un autista di Uber

RICERCA

Matrimonio: per calabresi e siciliani è per sempre

MOTORI

IL TEST

Mazda CX-3, l'eleganza del crossover

MOTO

Bici o moto? La prova di Bultaco Albero 4.5

1commento