12°

Arte-Cultura

Illica, il progressista

Illica, il progressista
0

di Giuseppe Martini

Col senno del poi, pensando a Gramsci che si chiedeva perché in Italia letteratura e arti figurative non fossero popolari come in Francia – e si dava la risposta: perché l’opera le sostituiva agli occhi degli italiani e i suoi librettisti diventavano i volgarizzatori dei grandi scrittori stranieri – ci si potrebbe allora domandare perché uno come Luigi ìllica non sia mai stato gratificato di una biografia ricca come questa che gli ha preparato da poco Gaspare Nello Vetro per l’editore Aracne di Roma («Vissi d’arte. Luigi Illica librettista»). Scarne ragioni, come la mancanza della focosa teatralità di certi versi alla Piave o alla Cammarano (la parola scenica invocata da Verdi...), impallidiscono di fronte all’entusiasmo dello stesso Verdi per i celebri versi di Cavaradossi, come da aneddoto riportato da Vetro, e in fondo non era quello richiesto dal mondo ripiegato degli operisti in carica negli anni di Illica. 
Non resta quindi che imputare la lacuna alla solita pigrizia della cultura italiana, impresa di norma sugli estremi di o ritoccare all’infinito il già noto o baloccarsi nei minuetti accademici. Illica poi di suo non offre le problematiche «strutturali» verdiane, per cui agli studiosi incliti un Piave o un Somma che rifanno versi sotto tortura del compositore diventano interessanti solo sulla misura degli stratagemmi predisposti dal musicista (o in funzione comparatista con i soggetti di riferimento, questo ancora più chic), negando così implicitamente la loro personalità letteraria; mentre per Boito, a cui di prassi vanno maggiori rispetti, s’allega la competenza di musicista e d’inventore un poco tortuoso di lemmi desueti, ed è fatta. È più naturale invece relegare Illica a campione di aloni esotici e decadentismi di provincia dietro i quali si nascondono le inconsistenze morali della coscienza italiana; il che peraltro ha una sua verità, che però sarebbe iniquo sminuire: guardato alla lente, il mondo di Illica appare più progressista del nostro. 
Questa è in fondo la morale di Vetro che, sempre con stile leggibilissimo e coinvolgente, non ama fare dei suoi biografati degli eroi e anzi incoraggia ad accettarne pregi e difetti nell’ottica del loro tempo. Il suo Illica ha la malinconia del ragazzino rammaricato di essere nato troppo tardi per vivere gli ardori risorgimentali (nel 1857) e l’aria fra il caposcarico e il guascone con cui si presentava ventiduenne nei salotti letterari al Caffè Manzoni di Milano, i cambi d’umore del ragazzino inquieto di Castell’Arquato e la disinvoltura con la quale caricherà i cavalli delle nuove tendenze artistiche. Persino le sue idee di trasporre rappresentazioni teatrali nella nuovissima invenzione del cinematografo, come annota in prefazione Marco Capra, fanno segno al suo vulcanico progressismo, riflesso nelle ridondanti didascalie dei libretti, quasi da sceneggiatura filmica. Pure, i suoi libretti di sempiterna gloria («La Wally», «Manon Lescaut», «La bohème», «Tosca», «Madama Butterfly», «Andrea Chénier») sembra non bastino a compensare i numerosi parti di minor successo per Mascagni, Gnecchi o Mascheroni, ma è proprio lì che la ricerca critica di Vetro, condotta al setaccio di giornali d’epoca e pubblicazioni dimenticate – c’è in coda anche un’antologia critica – coglie l’essenza di Illica: il tentativo di riscattare nella componente letteraria un malato ormai preoccupante come il melodramma. Non solo giapponeserie di superficie, e neppure definizioni limitative e sbrigative (Illica poeta «verista»), ma captare l’indefinito con il vocabolario dell’estrema semplicità o della desuetudine, superando la banalità del racconto. 
Ciò non lo salvò dal fare e rifare, specie per l’incontentabile Puccini: a differenza di D’Annunzio e Pascoli, scrittori che nonostante tutto difficilmente s’intendevano con i musicisti, Illica provava a mediare con la componente letteraria le ambizioni sceniche che la nuova musica faceva sempre più fatica a concretizzare. Negli ultimi anni il suo artigianato era divenuto industria, la «fabbrica dei libretti» di casa sua, si era anche arruolato alla Grande Guerra, sessantenne, unico a mantenere una promessa guascona di gioventù. Morirà l’anno dopo la fine del conflitto: ma ormai il mondo stava cambiando così rapidamente che per l’opera italiana ormai al traguardo poco avrebbe potuto fare il suo intuito formidabile.
Vissi d’Arte. Luigi Illica librettista Aracne, pag. 254,14,00
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi
Clicca qui per leggere e commentare >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 2500

Video

IL METEO NEL TUO COMUNE

Gossip, Fun, Spettacoli

Arriva il Tapiro d'oro, Renzi: "Un Tapiro cumulativo lo merito..."

Roma

Arriva il Tapiro d'oro, Renzi: "Un Tapiro cumulativo lo merito..." Foto

Jessica allena i glutei

GOSSIP

Il sexy allenamento ai glutei di Jessica Immobile fa il boom di clic Video

Aurora Ramazzotti canta la canzone di papà Eros e lo imita: «Mi ucciderà»

radio

Aurora Ramazzotti imita papà Eros: «Mi ucciderà» Video

Notiziepiùlette

Ultime notizie

I dieci errori da evitare in palestra

FITNESS

I dieci errori da evitare in palestra

Lealtrenotizie

Il Parma soffre ma poi vince alla grande: 4-2 sulla Sambenedettese

Stadio Tardini

Il Parma soffre ma poi vince alla grande: 4-2 sulla Sambenedettese Foto Video

I crociati tengono il passo del Venezia. Partita numero 300 per capitan Lucarelli con la maglia del Parma

1commento

Parma-Samb

D'Aversa: "Nel primo tempo non eravamo aggressivi. Importante l'atteggiamento" Video

2commenti

Polizia municipale

Autovelox e autodetector: ecco la mappa dei controlli a Parma

lega pro

La Reggiana vince 2-0 con il Lumezzane

il caso

Bocconi avvelenati al Parco Martini: e Otto muore in poche ore

7commenti

L'INCHIESTA

Telefonini in classe? A Parma per lo più spenti

8commenti

Il personaggio

Il bussetano Laurini debutterà in F3 al volante di una Dallara: «Che emozione»

Gazzareporter

La foto di un lettore: "Parco del Cinghio finito e mai aperto"

Soragna

Da sempre senza patente, maxi-multa a una 50enne

9commenti

Animali

Nasce la mutua per curare cani e gatti

Si chiama «Dottor Bau & Dottor Miao» e costerà 120 euro all'anno la nuova previdenza sanitaria privata degli amici a quattro zampe

FIDENZA

Lisca conficcata in gola: bambina all'ospedale

2commenti

Gazzareporter

Il sole "accende" i colori in Ghiaia

sert

"I minorenni? Usano la droga per calmarsi"

Parla la dirigente del Sert: "Oggi arrivano persone dalla vita apparentemente normale"

4commenti

gazzareporter

Furgone "incastrato" nel fossato tra Fugazzolo e Casaselvatica: foto

Milano

Meningite, 14enne grave: anche Signorelli dell'Università di Parma nella task force della Regione

SCUOLA

Traversetolo, in bagno solo all'intervallo

5commenti

Il giornale di oggi

sfoglia

abbonati

EDITORIALE

La risposta che occorre per placare la rabbia

di Michele Brambilla

IL DIRETTORE RISPONDE

Le deprimenti liti dei politici

1commento

ITALIA/MONDO

Sant'Ilario d'Enza

Mezzo nudo e in perizoma fa l'esibizionista davanti a una bimba: arrestato 

1commento

Austria

Cadavere nel bagagliaio: italiano ricercato per omicidio

COSTUME

L'INDISCRETO

I belli delle donne

1commento

il disco

45 ANNI FA - Mu, il mito secondo Cocciante

SPORT

Parma-Samb

Il Parma tira fuori il carattere: l'analisi di Sandro Piovani Video

Parma-Samb

Lucarelli: "Partenza lenta, pericolo scampato" Video

MOTORI

SUPERCAR

Ferrari 812 Superfast,
la nuova berlinetta da 800 Cv

300 CV

Leon Cupra, la Seat più potente di sempre Gallery