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Piccole storie di grandi parmigiane/5

Piccole storie di grandi parmigiane/5

Ede Maestri

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Piccole storie di donne parmigiane - alcune note, altre no - che hanno fatto un pezzetto della nostra storia. Oggi il quarto degli appuntamenti settimanali che abbiamo voluto dedicare alle parmigiane di un passato più o meno recente, celebrandole sul nostro sito e raccontandole grazie al prezioso lavoro di Fabrizia Dalcò, che proprio a loro ha dedicato "Il dizionario biografico delle parmigiane", da cui queste schede sono tratte e che è stato voluto dalla Provincia di Parma. Ecco le quattro della settimana:

Gotelli Angela
Albareto di Borgo Taro 1905 - Genova 20 novembre 1996
Insegnante e politica. Fece parte dell’assemblea costituente nel 1946. Figlia di Domenico, medico condotto in Valtaro. Giovanissima, si laureò in lettere presso l’Università di Genova. Fu eletta Presidente nazionale degli studenti cattolici. Insegnò in molti licei, da Trieste a La Spezia. Crocerossina nel periodo della Resistenza, contribuì in qualità di mediatrice, allo scambio dei prigionieri dimostrando grande coraggio. Nel 1946 fu eletta tra i membri della Costituente. Come deputato della Costituente, fu componente della commissione Istruzione e Sanità. Fu inoltre vice delegato nazionale del Movimento femminile della Democrazia Cristiana. Alle prime elezioni politiche si presentò nella circoscrizione della Liguria comprendente le province di Genova, Savona e La Spezia: venne eletta in Parlamento, unica donna democristiana di quella circoscrizione. Lavorò a fianco dei più grandi statisti del dopoguerra facendosi apprezzare per la sua correttezza e la sua tenacia. Mantenne per altre tre legislature il suo mandato parlamentare e le furono affidati alcuni importanti incarichi: sottosegretario alla Sanità nel governo De Gasperi (1958-1960) e sottosegretario al Lavoro nel governo Fanfani del 1958. Presentò alla Camera proposte di legge riguardanti il contributo del governo ai fondi internazionali delle Nazioni Unite per l’infanzia (1959), il riordino dei patronati scolastici (1957) e il miglioramento del trattamento previdenziale alle ostetriche (1961). Dal 1963 al 1972 fu presidente dell’Opera nazionale maternità e infanzia. Fu sindaco di Albareto dal 1951 al 1958. Da lei venne il sostegno per alcune opere importanti, come l’acquedotto intercomunale del Centocroci e l’edificio scolastico. Fu sepolta ad Albareto.
Bibl.: Giuffredi E. (a cura di), Le madri della Repubblica. Voci e volti delle donne nell’Assemblea Costituente, Mattioli, 2007; Lasagni R., Dizionario biografico dei Parmigiani, PPS Editrice, 1999, III, p 35.

Maestri Ede
Trecasali (PR) 30 novembre 1919 - Parma 2001
Da bambina avrebbe voluto studiare ma le condizioni della famiglia non lo permettevano e si fermò alle scuole elementari. Imparò il mestiere di sarta, un modo per guadagnarsi da vivere ed essere autonoma. Appartenente a una famiglia antifascista, fu staffetta partigiana durante la resistenza e, dal 1945, iscritta al partito comunista. A Parma, dove si sposò, visse sempre nei borghi, tra borgo Retto e borgo Torto (via Corso Corsi), al centro di un’umanità calorosa, solidale, eterogenea. Amò la lettura: la sua libreria conteneva opere di ogni genere, letteratura russa, francese, ed enciclopedie che acquistava a rate anche per sostenere le case editrici di sinistra. La sua casa, che ospitava anche gatti, cani, uccellini, era un riferimento per tanti che trovavano sempre pronto un caffè o anche un piatto di tortelli d'erbetta. Non ebbe figli ma i nipoti amavano stare con lei, ascoltare le sue battute, discutere di politica e intanto farsi cucire il cappotto o la minigonna, spostando uno dei gatti dalla sedia per sfogliare il giornale Noi donne o Vie nuove. Visse sempre la politica come servizio, la militanza come impegno civile sia nel partito che nell’UDI: il suo modo di vivere rispecchiava i suoi ideali, aiutare chi stava peggio, il senso civico e l’onestà. Fu una presenza costante alle feste dell’Unità, ai seggi per le elezioni, nelle campagne elettorali, in ogni occasione in cui il partito richiedeva partecipazione. Lasciò, come eredità, una vecchia macchina da cucire Singer, libri di ogni genere, scatole di bottoni e il ricordo di una donna forte, autonoma e moderna.
Fonte: notizie fornite da Patrizia Maestri.

Preti Vilma
Parma 27 aprile 1936 - 24 agosto 1987
Insegnante e intellettuale. Si laureò in pedagogia all’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dopo i primi incarichi di supplenza, alla fine degli anni Cinquanta, insegnò alla scuola media di Sala Baganza. Quindi l’insegnamento al Liceo Scientifico Ulivi, dove seppe essere una insegnante e soprattutto una “maestra di vita” per generazioni: qui lasciò il segno della passione per la cultura, per l’approfondimento, per la ricerca come tratti di una vera umanità. Negli anni giovanili fu impegnata nell’Azione Cattolica, s’iscrisse poi alla Democrazia cristiana: il suo fu sempre un ruolo attivo e critico. Fu consigliere comunale dal 1970 fino all’anno della morte. Infine il suo impegno nel sociale, il contributo sempre alto ed intellettualmente laico, alla “questione femminile” all’interno del Movimento Femminile della Democrazia Cristiana, di cui fu delegata provinciale e regionale. Intensa fu la produzione pubblicistica, concentrata prevalentemente su tre testate: il settimanale della diocesi di Parma, Vita nuova, il settimanale della Democrazia cristiana, La Discussione, e la rivista Progetto Donna che fondò, nel 1982, con Gianna Agostinucci e Maria Dutto. La rivista fu un vero e proprio laboratorio di discussione di una questione, quella femminile, che il gruppo di intellettuali seppe trasferire dal piano - necessario - di rivendicazione del movimento femminista degli anni ’70 a quello politico: contribuì al dibattito con apertura mentale, curiosità e ampia prospettiva storica e politica. Progetto Donna fu così, seppure per breve tempo (la pubblicazione cessò nel 1990) un’iniziativa editoriale importantissima, per la sua originalità, la sua impostazione, la sua capacità di aggregazione attorno, non solo alle pagine, ma anche e soprattutto ai convegni nazionali organizzati annualmente. Un luogo tutto femminile, creato da donne cattoliche per “dare un contributo al dibattito generale, al cammino di liberazione che le donne hanno iniziato e che non può interrompersi”. Sempre animata da una grande passione educativa che metteva nel lavoro intellettuale di insegnante, era molto esigente perché molto fiduciosa nelle capacità di chi le stava di fronte, e capace di condividere la sua cultura con chiunque glielo chiedesse, in qualunque contesto. Il Comune di Parma le intitolò il Polo Socio Sanitario di via Verona, nel quartiere dove abitava, il Liceo Scientifico Ulivi, dove insegnò fino alla sua scomparsa, le intitolò la propria biblioteca, così come il Comune di Sala Baganza.
Bibl.: Lasagni R., Dizionario biografico dei Parmigiani, PPS Editrice, 1999, IV, p 14; Torti R., Intervento alla cerimonia di intitolazione  della biblioteca di Sala Baganza a V.Preti, 2010 (pro manuscripto); Torti R., Vilma Preti: immagini e messaggi, Università degli studi di Bologna, Facoltà di Lettere e Filosofia, a.a. 1989-1990.

Dizionario biografico delle donne parmigiane: guarda le puntate precedenti

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