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Una nuova parmigiana

Kara Scott: "Con Parma è stato amore a prima vista"

La "Ilaria D'Amico" del poker sportivo in tv sta per sposare Giovanni Rizzo e da due mesi abita in pieno centro

Kara Scott: "Con Parma è stato amore a prima vista"

Kara Scott e Giovanni Rizzo

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Si chiama Kara Scott, è canadese e di professione fa la telecronista sportiva. Il suo nome, e il suo volto, in Italia sono abbastanza sconosciuti, eccezion fatta per la nicchia del mondo del poker sportivo. Per gli appassionati del Texas Hold'em, infatti, Kara è poco meno di un mito. E negli Usa è popolare almeno quanto lo è Ilaria D'Amico qui da noi.
Kara, infatti, è un vero personaggio per più di un motivo: è una bella ragazza, nel suo lavoro ha la simpatia e la bravura del vero numero uno ed è riuscita ad imporsi in un mondo tipicamente maschile come quello del poker. Un po' come ha fatto la D'Amico con il calcio nostrano. Le differenze sono nei milioni di spettatori che lei riesce a tenere sintonizzati sulla Espn (il canale a pagamento di solo sport nordamericano) e nel fatto che, oltre che commentarlo, lei a poker ci gioca. E vince pure, al punto di essere stata scelta da una poker room importante come Pary Poker come testimonial internazionale.
Tra un volo da Las Vegas ad Atlantic City, da Londra a Parigi, da Barcellona a Venezia, la Scott ha scelto però di venire a vivere a Parma e di metter su famiglia a pochi passi da piazza Garibaldi. Una scelta d'amore, visto che fra poco più di due mesi sposerà Giovanni Rizzo, uno dei primi dieci poker player professionisti italiani, da tempo parmigiano di adozione.
In un pomeriggio d'inverno, davanti a una tazza di tè in un bar del centro, la Scott racconta alla Gazzetta di Parma la sua storia.
Wikipedia dice di lei che è una star televisiva, una giornalista e una giocatrice di poker. In quale delle tre definizioni si riconosce?
«Non sono una giocatrice professionista, non è questo il mio mestiere. Sono piuttosto un'ambasciatrice del poker in televisione e in occasione dei più grandi tornei in giro per il mondo. Diciamo che gioco a livello professionale senza essere una vera pro. Il mio lavoro è invece quello di giornalista televisiva: per la Espn commento i tornei più importanti e intervisto i giocatori».
Come è arrivata al mondo del poker televisivo?
«Tutto è cominciato in Canada, dove sono nata e cresciuta. Fra l'altro mia madre è di origine italiana, i suoi venivano da Pescara. Praticavo la Thai Boxe e mi sono avvicinata al mondo delle arti marziali. Nel '99 mi sono trasferita a Londra perché volevo fare nuove esperienze e lì ho avuto l'opportunità di partecipare come interprete ad un film che in realtà non è mai uscito nelle sale. Quell'esperienza però mi ha fatto notare da alcuni produttori televisivi che mi hanno ingaggiato come commentatrice per le trasmissioni sulle arti marziali. Visto che me la cavavo bene mi hanno chiesto di passare alle telecronache dei campionati di backgammon. Nel frattempo stava esplodendo il fenomeno poker e una piccola televisione inglese che mi aveva notata mi chiese di occuparmi di Texas Hold'em».
Com'è arrivata fino alla Espn, la massima espressione delle televisioni sportive del mondo?
«Ho fatto un passo alla volta. Prima sono passata a Sky, poi ho condotto il World Poker Tour in giro per l'Europa fino a quando mi hanno chiamata per il primo lavoro in America e lì è iniziata l'avventura con la Espn e le World Series of Poker. Sono stata la prima donna ad occuparsi di poker in televisione».
Come la guardavano i giocatori?
«Inizialmente c'era una certa diffidenza, visto che non erano abituati a discutere di poker con una donna. Poi però le cose sono cambiate, perché ho imparato a giocare e sono stata protagonista io stessa di alcuni tornei ottenendo anche risultati brillanti (è stata seconda in un Irish Open ed è andata per due volte a premio nel main event delle World Series of Poker; ndr). A quel punto anche i più famosi professionisti hanno cominciato a prendermi sul serio ed ora sono tutti molto cordiali con me e accettano di discutere di tecnica da pari a pari».
Chi è stato il suo maestro?
«Nick Wealthall. Mi ha iniziato lui a questo gioco insegnandomi ogni cosa e dandomi sempre tanti consigli».
Come sono, lontano dal tavolo di gioco, questi super professionisti milionari?
«Sono persone molto interessanti, perché hanno una personalità molto ben definita e sono molto intelligenti. Daniel Negreanu, per esempio, è il più interessante da intervistare, perché sa sempre dare le risposte giuste. Phil Hellmuth, che al tavolo ha atteggiamenti molto forti, in realtà è una persona simpaticissima».
Se lei è arrivata a Parma il merito è di Giovanni Rizzo. Come vi siete conosciuti?
«Ci siamo incontrati una prima volta a Las Vegas, quando Giovanni ha partecipato alla Party Poker Premier League che io conducevo. Poi abbiamo continuato ad imbatterci l'uno nell'altra in occasione di altri tornei in giro per l'Europa fino a quando, durante una tappa del Wpt a Venezia, ci siamo innamorati. E' stata un cosa improvvisa ma non è un caso sia successo a Venezia, perché questa città è molto importante nella nostra storia ed è a Venezia che mi ha chiesto di sposarlo».
Quando è venuta a Parma per la prima volta?
«Circa due anni fa. Tornavamo da Cannes dove avevamo partecipato ad un torneo e siamo arrivati di notte. Era una bella notte d'estate e ho sentito un profumo di fiori che mi ha fatto innamorare all'istante di Parma. Non l'avevo nemmeno vista e già avevo capito che avrei voluto abitare qui. Poi ho cominciato a girarla, a conoscerla, e se prima avevo qualche dubbio sul venire a vivere qui, l'ho superato subito».
Quali sono i suoi posti preferiti?
«Non ho dubbi. Il numero uno è sicuramente Pepén; per me è stata un rivelazione. Mi sono innamorata all'istante del pesto di cavallo e con Giovanni ci andiamo spessissimo. Gli altri miei posti speciali sono il bar panetteria 10, dove mi trattano da regina, mi insegnano ogni giorno qualche parola di italiano e fanno finta di non stupirsi se gli chiedo il cappuccino al pomeriggio! E poi il negozio di frutta e verdura Centrofrutta di piazza San Bartolomeo. Giovanni è un ottimo cuoco e spesso andiamo a fare spesa lì e mangiamo a casa i loro prodotti freschissimi. Ma in generale amo la gente di Parma, che mi ha accolto con grandissimo calore e che è sempre molto paziente con me anche se non parlo ancora bene l'italiano. Ma sono sicura che presto me la saprò cavare, perché voglio diventare una vera parmigiana».
Il suo lavoro però non le consentirà di stare molto qui...
«E' vero. Negli ultimi due mesi non mi sono mai mossa da Parma e per me è stato un sogno, ma ora ricomincio a viaggiare, ma mi ritengo molto fortunata perché faccio un lavoro che mi piace moltissimo».
Quali sono i suoi obiettivi per il futuro?
«Come giocatrice, vincere un torneo, non importa quale. Ci sono andata molto vicino arrivando seconda e vorrei provare l'ebbrezza del primo posto. Come giornalista televisiva voglio continuare a lavorare con la Espn perché sono ai massimi livelli».
E il sogno nel cassetto?
«Imparare così bene l'italiano da poter un giorno lavorare per la televisione italiana».

 

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