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Violenze sulle donne in aumento a Parma

Il 25 novembre è la giornata mondiale dedicata alla sensibilizzazione a questo tema

Violenze sulle donne in aumento a Parma
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Anche quest’anno, in occasione del 25 novembre, Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, l’Associazione Centro Antiviolenza Onlus di Parma rende pubblici i dati che la riguardano e presenta le iniziative che la coinvolgeranno.

I dati
Al 31 ottobre 2014, sono 225 le donne accolte al Centro Antiviolenza, di cui 210 hanno subito violenza, in leggero incremento rispetto all’anno scorso quando le donne accolte erano state 201. Di queste 189 sono nuovi contatti, mentre 21 sono le donne che hanno continuato a seguire un percorso di uscita dalla violenza iniziato negli anni passati. La maggior parte delle donne (103) sono italiane; le straniere che si sono rivolte al Centro nel corso di quest’anno sono state 79. La maggior parte di loro (142 donne) ha uno o più figli/e, spesso vittime di violenza anche loro. Su un totale di 251 figli/e, infatti, il 66,53% è vittima di violenza (167 figli/e).
La violenza più diffusa è quella psicologica (riscontrata in 177 casi), seguita da quella fisica (143). Più rare la violenza economica (97) e sessuale (37). Nell’analizzare questi dati bisogna tener conto che difficilmente la violenza viene esercitata in una sola forma. Molto più spesso, le donne che si sono rivolte al centro hanno subito più forme di violenza in forma congiunta. Nella maggior parte dei casi la violenza è agita da un partner, un convivente, un ex o comunque un familiare/conoscente.
Per quanto riguarda le case rifugio, nel corso di questo 2014 sono state ospitate 28 donne, ventiquattro delle quali sono state accolte insieme ai loro figli/e (42) per un totale di 70 persone ospitate, tra donne e figli/e. Anche qui registriamo un sensibile aumento rispetto all’anno passato, quando le donne ed le/i figle/i accolti erano 31. Certamente questo aumento è anche il risultato del lavoro di rete che nel tempo si è andato rafforzando e che vede il Centro Antiviolenza riconosciuto dalle istituzioni del territorio nella sua specificità e metodologia non neutra ma basata sulla relazione tra donne che sa garantire sostegno, grazie al lavoro delle proprie operatrici e volontarie, nei percorsi di autonomia delle donne che subiscono violenza maschile.
Certo il costante incremento delle donne che chiedono aiuto e sostegno è preoccupante "ma vogliamo credere che quanto stiamo facendo da anni per far conoscere il fenomeno della violenza maschile sulle donne - spiegano dal centro - il lavoro di diffusione capillare delle informazioni sul fenomeno anche nelle scuole stia contribuendo a fare in modo che le donne possano aver acquistato maggiore consapevolezza e che quindi riescano con minore difficoltà a chiedere aiuto alla nostra Associazione. Ciò che è indubbio è che questi numeri dimostrano, ancora una volta, come la violenza di genere sia radicata anche a Parma e provincia. Alla luce di ciò il ruolo svolto dall’Associazione Centro Antiviolenza è sempre più importante, visto che rappresenta una risposta competente alla richiesta di aiuto per tutte quelle donne che nel corso della loro vita sono state vittime di violenza. Ma è fondamentale anche tutta l’attività che l’associazione svolge per formare le/gli operatrici/operatori del settore e sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto a questa tematica".

Tutti gli appuntamenti a Parma per la giornata mondiale contro la violenza alle donne
Ed è proprio nell’ambito della sensibilizzazione che si inseriscono le tante iniziative organizzate dall’Associazione per far conoscere il proprio lavoro ed il proprio pensiero, come quelle organizzate in occasione della Giornata internazionale contro la violenza alle donne, come l’aperitivo solidale “No(t)te di donne”, che vuole essere un momento di condivisione, durante il quale fare un bilancio dell’attività dell’associazione in questi anni, ma anche confrontarsi sugli scenari futuri. Con noi ci saranno le donne dell’associazione di Promozione sociale ZonaFranca Parma con il loro reading teatrale “Ci sono però anche grandi alberi…” e la band “Enemy Mother” che presenterà alcuni classici del “rock al femminile”. L’appuntamento è per il 26 novembre alle ore 19:00 presso On/Off in via Naviglio Alto 4/1 – Parma. 

Ma non solo Parma città. L’Associazione, infatti, è presente anche sul territorio della Provincia con gli sportelli del centro antiviolenza aperti in diverse realtà. Proprio per questo abbiamo deciso di collaborare con l’associazione felinese FareLegna. “La voce delle donne contro il silenzio della violenza” prevede due incontri. La prima serata, "Il grido delle sirene", c’è stata il 22 novembre alle 21 al Teatro Comunale di Felino. Stessa location per "Tre poetesse e le grandi interpreti del rock", la seconda serata in programma il 29 novembre alle 21.00. I testi di tre poetesse (Vivian Lamarque, Carol Ann Duffy e Loredana Villani), interpretati egregiamente dalle voci di Rosanna Varoli e Andrea Gatti, si intrecciamo in un percorso che nasce da uno sguardo ironico, acuto, non omologato e sorridente, da cui prende corpo una galleria di ritratti femminili intensi, insoliti e talvolta irriverenti. La band degli Enemy Mother arricchirà lo spettacolo proponendo alcune tra le più amate e belle canzoni delle grandi "donne del rock".
Ma in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, l’Associazione Centro Antiviolenza di Parma vuole anche presentare la campagna One Billion Rising 2015. Come gli anni passati, infatti, l’onlus ha deciso di farsi portavoce e promotrice sul territorio della campagna lanciata a livello globale da Eve Ensler. Abbiamo danzato, nel 2013. Abbiamo preteso giustizia, l’anno scorso. Ora pretendiamo cambiamenti. Non a caso il tema cardine di questa edizione sarà la rivoluzione. Il cambiamento, infatti, può esserci solo con un mutamento radicale nelle coscienze da attivare con azioni ancora più coraggiose, più audaci, più creative e più determinate di quelle messe in campo fino ad ora. 

Video: il servizio del TgParma

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  • hal

    25 Novembre @ 20.23

    (Sara) Mi dispiace parecchio dire questo, ma purtroppo è la cruda realtà. Le manifestazioni che si fanno non servono a nulla. Si capisce dai dati delle continue violenze sempre in aumento..

    Rispondi

  • hal

    25 Novembre @ 00.04

    In ogni caso senza contare che ogni 3 giorni viene uccisa una donna, il 90% da fidanzati, mariti e ex

    Rispondi

  • hal

    24 Novembre @ 23.57

    Quei bastardi degli uomini che maltrattano le donne dovrebbero subire lo stesso trattamento da chi è più forte di loro (fisicamente). Loro lo sanno che noi donne non abbiamo sufficiente forza per difenderci i vigliacchi, Ma c'è da dire anche che anche la legge non ci tutela. Donne che vanno a denunciare il propio compagno o marito, . prendono le denunce e le mettono nel cassetto, fino a quando ci scappa il morto. Donne che arrivano a fare anche 10 denunce. Ignorate. E'anche colpa delle autorità questo fenomeno che va crescendo. Gli uomini ci maltrattano perchè sanno che le autorità non fanno niente per proteggerci. Perchè quando andiamo a denunciare compagni e mariti non gli danno qualche anno di carcere? Al massimo si farà qualche processo fra un minimo di 3 anni. E magari continuano a maltrattarci e anche la beffa di essere prosciolti. Compresa anche la violenza psicologica in questo caso che in alcuni casi è forse peggiore di quella fisica.

    Rispondi

  • giu

    24 Novembre @ 20.10

    Siete delle persone fantastiche!

    Rispondi

  • Marco

    24 Novembre @ 13.49

    Suggerirei che le donne si sensibilizzassero ad iscriversi a corsi di difesa personale per avere almeno una chance di decidere se difendersi anzichè avere l'unica scelta di subire le violenze. A Parma ci sono 2 importanti e serie scuole di difesa personale.

    Rispondi

    • hal

      25 Novembre @ 12.31

      (Sara) Marco grazie per la tua solidarietà, ma sai , non tutte hanno la possibilità di farlo. Lavoro, soldi, figli.....ecc..... (specialmente x i soldi e parecchie non se lo possono permettere economicamente) Comunque la cosa che hai detto va veramente valutata. E lo stato dovrebbe aiutarci facendo corsi gratuiti che permettano a noi donne di poterci difendere. il dato che dice che ogni 3 giorni muore una donna è orripilante un orrore, senza contare quelle mandate all'ospedale o quelle che subiscono e stanno zitte.(peggio ancora).

      Rispondi

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