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Piccole storie di grandi parmigiane/6

Piccole storie di grandi parmigiane/6
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Piccole storie di donne parmigiane - alcune note, altre no - che hanno fatto un pezzetto della nostra storia. Oggi - ed è bello che lo sia proprio l'8 marzo - il sesto degli appuntamenti settimanali che abbiamo voluto dedicare alle parmigiane di un passato più o meno recente, celebrandole sul nostro sito e raccontandole grazie al prezioso lavoro di Fabrizia Dalcò, che proprio a loro ha dedicato "Il dizionario biografico delle parmigiane", da cui queste schede sono tratte e che è stato voluto dalla Provincia di Parma. Ecco le quattro della settimana:

Cozzi Amelia
Parma 25 settembre 1903 - 23 maggio 1994
Attivista antifascista. Donna del popolo, visse in Oltretorrente. Si sposò con Giuseppe Bertozzi ed ebbe sette figli. Chiamata da tutti “Stella”, lottò sempre per la conquista dei diritti: in particolare fu sempre schierata dalla parte delle donne. Lavorò, dapprima con la madre come ortolana in Piazza Ghiaia: con un carretto vendevano frutta e verdura, fiori per la festività dei morti, abeti per il Natale. Poi, per molti anni, gestì un banco per la vendita di torta fritta in Piazzale Picelli. Sempre attiva, capace di coinvolgere le donne dell’Oltretorrente e di Piazza Ghiaia, si occupò dell’organizzazione di viaggi in corriera che prevedevano, sempre, il passaggio e la sosta a Padova: qui era imprigionato l’antifascista Dante Gorreri a cui portava vestiti e cibo. Fu arrestata per la sua attività di diffusione e distribuzione di volantini. La sua è stata una vita di resistenza attiva, per le strade, nelle case delle vicine, nell’assistenza alle altre donne, nell’aiuto ai partigiani sulle montagne. Il lavoro di ortolana prevedeva anche di viaggiare per il territorio: così quando, con il suo camion si recava nei mercati di paese, sprezzante del pericolo, portava messaggi ai partigiani nascosti sulle montagne. Sempre in sella alla sua bicicletta, faceva chilometri per assicurare un po’ di pane ai suoi figli: un giorno si recò a Langhirano per trovare un po’ di farina, il giorno dei funerali di Attila Alberti (maggio 1950): partecipò al funerale portando con sé la bandiera, dopo aver trovato la farina per i figli. Fu sempre iscritta all’UDI e l’8 marzo si occupava della distribuzione la mimosa. Grande lavoratrice, rimasta vedova molto presto, si occupò del mantenimento della famiglia, pensando sempre anche agli altri e alle donne, le vicine di casa, le compagne del lavoro, le compagne di lotta. Ha sempre combattuto per la conquista del diritto di voto, considerandolo un elemento essenziale della vita democratica da cui le donne non potevano essere escluse.
Fonte: notizie fornite da Ennia Bertozzi.

Balestrazzi Gianna
San Lazzaro P.se 7 febbraio 1939 - Parma 11 settembre 1995
Commessa al grande magazzino Upim e Militessa della Pubblica Assistenza. Fu ammessa al Corpo Militi Volontari il 15 marzo 1971 e vi rimase fino alla morte con anzianità di servizio di 24 anni e 6 mesi. Il 5 ottobre 1982 fu promossa Capo Squadra e Vice Comandante del Corpo Militi Volontari - la prima volta per una donna - incarico che mantenne fino al febbraio dell’anno successivo. Fu una strenua sostenitrice dell’importanza della presenza femminile nell’Assistenza Pubblica: la presenza delle donne venne ufficialmente riconosciuta durante le solenni premiazioni dei volontari nel 1953, con l’attribuzione di encomio solenne a dieci Militesse e di encomio semplice ad altre dieci. Era stato solo nel 1948 che il Consiglio Direttivo aveva deciso di inserire tra i Volontari le Militesse con mansioni di raccolta fondi e, solo saltuariamente, per i servizi di ambulanza. Nel 1971, in occasione dell’alluvione di Parma, Casaltone e Sorbolo Militi e Militesse, tra cui appunto Gianna, si ritrovarono di notte a riempire decine e decine di sacchetti di sabbia per rafforzare gli argini dell’Enza a Casaltone. Forse fu in quella notte di fatica, che non ha distinto maschi e femmine, che Gianna e le colleghe Militesse capirono che la “Pubblica” necessitava di un rinnovamento. Nel 1977 sul notiziario “Il milite” scriveva: “Che funzione hanno le militesse nell’ambito dell’Assistenza Pubblica? Vediamo: possono stare al centralino, fare servizio sulle ambulanze, uscire per la raccolta annuale, cucire e anche fare da mangiare. I tempi però sono cambiati e le militesse si sono adeguate ai vari servizi che le esigenze moderne richiedono. Col tempo (e la buona volontà degli Addetti ai lavori) si aggiornerà anche lo Statuto, speriamo. In tale attesa le militesse continuano imperterrite a fare tutte quelle cose alle quali si sentono più predisposte, cercando di vincere le ultime diffidenze di qualche nostalgico rappresentante del cosiddetto sesso forte (ma non troppo), che considera ancora le donne solo come ottime massaie e casalinghe buone a far figli”. Fu straordinario il suo impegno nel gruppo S.O.G. (Servizi Operativi Generali) dopo il primo grande intervento di protezione civile a Gemona (terremoto del Friuli 1976). Molte le medaglie ricevute per il servizio prestato: l’ultima fu la medaglia d’argento di primo grado alla memoria conferita il 25 maggio 1996.
Fonte: notizie fornite da Assistenza Pubblica Parma Onlus.

Provinciali Medea
Parma 27 giugno 1846 - Gubbio 21 dicembre 1879
Soprano. Dal 1861 al 1866 fu allieva della Regia Scuola di musica nella classe di canto del maestro Giuseppe Griffini, ottenendo la medaglia d’argento e un premio di 300 lire. Dopo aver preso parte a numerosi concerti nelle sale del Casino di Lettura, il 26 dicembre 1866 debuttò a Milano, nella rivista musicale Se sa minga del compositore brasiliano Carlos Gomes con la compagnia di Antonio Scalvini. Invece il debutto lirico avvenne nella stagione di Quaresima dell’anno successivo nella Muta dei Portici di Auber al Teatro Vittorio Emanuele di Torino. Nel frattempo continuò a studiare: a Milano con il maestro Corsi e poi a Parma con Giovanni Rossi. Nel carnevale 1868 cantò al Teatro di Orvieto in Rigoletto e Lucrezia Borgia, subito dopo a Gubbio e a Sassari, dove si esibì nel Trovatore e nella Contessa di Amalfi di Petrella: accolta sempre con entusiasmo, collezionò molti successi. Invitata al Teatro di Urbino, conobbe il marchese Polidoro Benvenuti di Gubbio che sposò nel 1869. Poi il ritiro dalle scene.
Bibl.: Vetro G. N., Dizionario dei musicisti di Parma dalle origini al 1950, Tecnografica, 2008, p 276.

Dizionario biografico delle donne parmigiane: guarda le puntate precedenti

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