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Piccole storie di grandi parmigiane/12

Mirka Polizzi

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Piccole storie di donne parmigiane - alcune note, altre no - che hanno fatto un pezzetto della nostra storia. Oggi il dodicesimo degli appuntamenti settimanali che abbiamo voluto dedicare alle parmigiane di un passato più o meno recente, celebrandole sul nostro sito e raccontandole grazie al prezioso lavoro di Fabrizia Dalcò, che proprio a loro ha dedicato "Il dizionario biografico delle parmigiane", da cui queste schede sono tratte e che è stato voluto dalla Provincia di Parma. Di solito solo tre: questa volta quattro, anche pensando alla ricorrenza della Liberazione: due sorelle antifasciste, una partigiana ("la" partigiana") e una viaggiatrice.

Faraboli Bianca
San Secondo P.se 13 agosto 1904 - Roccabianca 5 settembre 1996

Antifascista. Nipote di Giovanni Faraboli. Segnalata dalla polizia politica perché accusata di avere sottoscritto, insieme alla famiglia, per il periodico socialista “La Giustizia”. Fu schedata nel Casellario politico provinciale della Questura di Parma con apertura del fascicolo il 22 gennaio 1924.
Bibl.: Manotti B., Un universo sommerso. Frammenti di vita di “sovversive” parmensi, in Giuffredi M. (a cura di), Nella rete del regime, Carrocci, 2004, p 138; Palazzino M., Elenco degli antifascisti parmensi, in Giuffredi M. (a cura di), Nella rete del regime, Carrocci, 2004, p 184.

Faraboli Iolanda
Roccabianca 20 agosto 1906 - 6 gennaio 1989

Antifascista. Nipote di Giovanni Faraboli. Segnalata dalla polizia politica perché accusata di avere sottoscritto, insieme alla famiglia, per il periodico socialista “La Giustizia”. Fu schedata nel Casellario politico provinciale della Questura di Parma con apertura del fascicolo il 1 gennaio 1923.
Bibl.: Manotti B., Un universo sommerso. Frammenti di vita di “sovversive” parmensi, in Giuffredi M. (a cura di), Nella rete del regime, Carrocci, 2004, p 138; Palazzino M., Elenco degli antifascisti parmensi, in Giuffredi M. (a cura di), Nella rete del regime, Carrocci, 2004, p 184.

Polizzi Laura
Parma 30 settembre 1924 - 22 gennaio 2011

Partigiana. Crebbe in una famiglia antifascista nell’Oltretorrente, in vicolo Santa Maria. Il padre Secondo è falegname, la madre Ida casalinga. Entrò giovanissima nella Resistenza parmense, già quando lavorava come commessa da Campanini, e partecipò allo storico incontro di Villa Braga il 9 settembre 1943 insieme a Maria Zaccarini e Jole Benna. Dal PCI le fu affidato il compito di coordinare il settore agitazione e propaganda. Costretta a lasciare la città perché braccata, si trasferì a Reggio Emilia, dove organizzò il movimento clandestino delle donne: coordinò, con successo i Gruppi dei difesa della donna a Reggio Emilia tra aprile e maggio 1944. Intanto i fascisti avevano deportato tutti i suoi famigliari: il padre non tornò dal lager. Nell’estate del 1944, con il nome di battaglia di Mirka, entrò nelle formazioni partigiane di montagna e, nel luglio, divenne vicecommissaria dei garibaldini del Reggiano. Venne insignita della Stella d’oro al valore. Dopo aver partecipato ai combattimenti in difesa della “zona libera” attaccata dai repubblichini e dai tedeschi, riprese in pianura la sua attività nei Gruppi di difesa della donna. Dal febbraio 1945 è stata molto attiva nell’attività clandestina a Milano, dove si era spostata. Proseguì la propria militanza nelle file del Partito Comunista e ricoprì incarichi di dirigenza: fu consigliera comunale per il PCI nelle elezioni del 1951, del 1956 e del 1970. Fu anche anima dell’Unione Donne Italiana di Parma: nel settembre 1945 fu animatrice della “Settimana della compagna” istituita dalla Federazione comunista per fornire informazioni sui problemi della donna e del suo inserimento nel tessuto politico e sociale: a lei furono destinati Sorbolo, San Secondo, Busseto, Noceto, Langhirano, Fornovo, Salsomaggiore e Traversetolo. Per le responsabilità di comando, durante la resistenza, le venne successivamente conferito dal ministero della Difesa il grado onorifico di capitano. Sposò l’ex comandante Pio “Luigi” Montermini, da cui ebbe un figlio. Per anni lavorò presso l’Amministrazione Provinciale di Parma dove si occupò di relazioni internazionali: molti e importanti sono stati i suoi rapporti col mondo, dalla Jugoslavia al Vietnam. Nel 1991 le fu conferito l’attestato di benemerenza del Premio Sant’Ilario e, nel 2009, la medaglia d’oro. Per anni si recò nelle scuole della città e della provincia per parlare ai giovani dei valori della resistenza, della dignità e della libertà. Fece parte anche della dirigenza nazionale dell’ANPI, della quale è stata per anni membro della Presidenza onoraria. A lei si devono molte importanti iniziative, come il Convegno nazionale sulla storia delle donne nella Resistenza che si tenne a Brindisi e la fondazione, presso l’Istituto storico di Parma, dell’Archivio delle donne.
Bibl.: Mora A., Per una storia dell’associazionismo femminile a Parma. GDD e UDI tra emancipazione e tradizione (1943-1946) in Sicuri F. (a cura di), Comunisti a Parma, Grafiche Step 1986, pp. 299-348; Varoli M., Mirka, la piccola grande donna della Resistenza, Gazzetta di Parma, 23 gennaio 2011.
Sitografia: www.anpi.it/donne-e-uomini/ ; www.8settembre.it/

Rangoni Elisabetta
Marsiglia ? - Dresda 1832
Viaggiatrice. Figlia di un banchiere bolognese, sposò il principe Luigi II Gonzaga. Sul suo stato sociale vi sono opinioni contrastanti. Secondo Pompeo Litta era figlia di un banchiere di Marsiglia. Sul matrimonio non fanno luce nemmeno le sue Lettres sur l’Italie, la France, l’Allemagne et les beaux-arts (Berlino 1796 e Amburgo 1797); alcune, scritte dalla Germania tra il 1790 e il 1794, riferiscono i risultati della sua missione, che era di perorare presso l’imperatore Leopoldo II la restituzione dei diritti che il marito, un principe Gonzaga, rivendicava sui feudi di famiglia. E’ conosciuta come Elisabeth de Gonzague. Fu a Parma nel luglio del 1779. Descrisse le arti, l’industria, il commercio e le bellezze della campagna parmense: “non mi stupisce per nulla che questa terra abbia fatto nascere così grandi pittori. Si è tentati di diventare imitatori di una natura così bella: essa di per sé pone, senza che ci si pensi, il pennello in mano”. Rimangono anche descrizioni dettagliate della città: “Parma mi piacque per la sua aria animata. E’ una città allegra, quasi bella. (…) Stavamo per partire e me ne dispiacque. Questa piccola capitale mi piace: c’è in essa pressappoco tutto quello che si trova nelle grandi città, e forse più felicità”. Visitò il Palazzo Ducale e l’Accademia, lasciando una descrizione della Madonna di San Girolamo di Correggio. Morì a Dresda, sostenuta da una piccola pensione concessa dal re di Prussia.
Bibl.: Dall’Acqua M. (a cura di), Enciclopedia di Parma. Dalle origini ai giorni nostri, FMR, 1998, p 382; Il viaggio a Parma. Visitatori stranieri in età farnesiana e borbonica, Guanda, 1990, p 91 e p 119; Marocchi M., Luigi Gonzaga in Dizionario Biografico degli Italiani, 57, 2002.

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