LA STORIA

«A Mosca porto il know how parmigiano"

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Di certo non teme le sfide e neppure i cambiamenti. Curiosa, flessibile, determinata: il piglio giusto per una manager di successo che esporta l'eccellenza del know how italiano - o meglio ancora, parmigiano - nel mondo. Barbara De Magistris, per 12 anni retail director del Fidenza Village (gruppo Value Retail), è stata chiamata a Mosca per collaborare con il colosso Mercury, la più grande azienda retail del mondo del lusso in Russia.

Il gruppo è l'artefice della versione moscovita di via Monte Napoleone ed è, tra l'altro, proprietario della casa d'aste e arte contemporanea Phillips. Alla De Magistris è stato affidato il compito di guidare le divisioni Fashion e Home: 63 boutique moda e 10 di oggetti d'arredamento, per un totale di 32 dei più importanti marchi internazionali, tra cui Valentino, Armani, Dolce&Gabbana, Ralph Loren, Saint Laurent, Celine, Frette Lalique, oltre a un negozio multibrand e, tra le altre, due location esclusive (Barvikha Luxury Village e Tretyakovsky proezd), per un totale di circa 1.300 dipendenti.

Da Parma a Mosca, con quale spirito?

Lo spirito di una persona che si è sempre mossa con grandissima curiosità per nuove avventure. Mi attrae l'idea di partecipare e poter influenzare in qualche modo la crescita di un'azienda estera portando il know how italiano.

Le prime impressioni?

E' una realtà molto attiva. Nonostante una situazione di crisi, come peraltro stiamo vivendo anche in Europa, il rublo in difficoltà, l'embargo e le sanzioni, c'è una gran voglia di crescere e di fare, un fermento che forse non trovi altrove. E' un paese giovane, curioso, che comunque per quanto ho potuto constatare sta guardando all'Europa e si sente europeo più di quel che pensiamo.

Qual è l'impatto con il gruppo Mercury?

Mi sono trovata a mio agio perché comunque si parte dal fatto che i russi adorano l'Italia, apprezzano molto la nostra cultura, la nostra storia. D'altronde è un popolo che ha una sua cultura ben determinata e un'attenzione a tanti aspetti molto vicini a noi. Nella struttura che guido ho manager che si occupano del ramo commerciale, di marketing e, non ultimo, una struttura dedicata esclusivamente all'assessment e alla formazione delle persone. Questo fa capire quanta attenzione sia dedicata alla formazione e ai talenti. In più, ho l'incarico di seguire tutto il personale di gestione dei punti vendita.

Quali sono le sfide nel breve periodo?

Innanzitutto rendere più internazionali le realtà dei punti vendita e quindi aiutare le persone che lavorano all'interno ad acquisire il know how di servizio più internazionale. Abbiamo marchi internazionali, una scelta incredibile di prodotti e pertanto occorre fare in modo che siano più riconoscibili ai clienti stranieri e ai russi abituati a viaggiare. Questo significa formare le persone, influenzare, lavorare tutti per l'attività di marketing per veicolare i messaggi attraverso i canoni internazionali e al tempo stesso riconoscibili al cliente russo.

C'è qualcosa che colpisce particolarmente nella nuova realtà lavorativa?

Vedo persone attente all'ascolto, propositive e tanti giovani, che hanno voglia di fare. Ora la parola d'ordine è integrazione: un esempio è il progetto avviato con Milano Fashion Institute per accogliere studenti a Mosca e viceversa portare le persone che lavorano in Russia a seguire in Italia corsi di formazione.

Qual è l'appeal del made in Italy in Russia?

E' fortissimo, non solo nella moda, ma anche per quel che riguarda il turismo e in particolare il life style. I grandi marchi italiani sono percepiti come un'eccellenza sotto tutti gli aspetti, dalla qualità del prodotto, alla creatività, al design.

La forza del gruppo Mercury è che esiste già un'impostazione molto attenta a rispettare il Dna dei marchi e questo è molto importante perché c'è una relazione forte e continuativa. Per questo Mercury assume persone che provengono dal mondo del lusso e conoscono il linguaggio di ogni griffe. Anche il mio lavoro va in questa direzione: integrazione piena, riconoscibilità immediata nel rispetto dei canoni. Ad esempio, Valentino ha aperto un flagship store con Mercury e la maison lavora fianco a fianco con il gruppo per lo sviluppo del business in Russia.

Quanto ha inciso il bagaglio culturale e professionale nell'approcciare la nuova attività a Mosca?

Sicuramente ha influito il fatto che io abbia avuto un percorso professionale di forte vicinanza a tantissimi marchi, che mi ha permesso di conoscere bene il loro Dna. Non solo. Essere stata un po' l'artefice dello sviluppo di Fidenza Village mi ha permesso di attivare conoscenze a 360 gradi su come far crescere un'attività commerciale multimarca, nel rispetto di ciascuno, dando al tempo stesso una connotazione di unità che crea massa critica e forza.

Qual è il bilancio dell'esperienza al Fidenza Village?

Estremamente positivo. Mi ha insegnato a relazionare con entità diverse, per estrazione professionale e nazionalità. Far parte di un gruppo internazionale, lavorando per una realtà nazionale che si inserisce in un territorio locale, permette di decodificare tanti linguaggi diversi cercando la massima integrazione per una crescita reciproca.

Quanto manca la dimensione di una piccola città?

La prima cosa che faccio quando torno a Parma è inforcare la bicicletta, modalità impraticabile a Mosca, per questione di distanze. Mi mancano il fatto di avere tutto quanto a portata di mano, la rete di amici e la frutta e la verdura fresca.

Qual è il percorso formativo ideale per chi aspira al tuo percorso professionale?

Nell'ambito moda, a livello commerciale e di marketing credo che una facoltà tecnica come economia sia importante. Inoltre, non si può prescindere dalle conoscenze legate al digitale alle nuove tecnologie social. Non ultimo, tanta passione e sacrificio e la conoscenza delle lingue. Oltre all'inglese, oggi indispensabile, direi, al secondo posto, il cinese.

Rimpianti, un sogno nel cassetto?

Rimpianti mai, un sogno invece c'è, ma posso solo anticipare che è legato a Parma. La mia base è in questa città, un punto di riferimento dove partire e ritornare.

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