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Un futuro ricco di incognite

Un futuro ricco di incognite
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Ora più che mai si guarda al futuro. Con la manovra   Monti cambiano le regole e il mondo agricolo si interroga sulle   prospettive. Di fronte all'impennata dei costi fissi diventa indispensabile un'adeguata valorizzazione dei prodotti. Ecco le considerazioni  dei rappresentanti delle organizzazioni professionali e di prodotto e dell'assessore provinciale Pier Luigi Ferrari.

Con l'Imu costi quintuplicati

Lorenzo Bonazzi
Presidente Confagricoltura Parma
I primi 8 mesi del 2011 hanno visto il positivo andamento del prezzo del parmigiano. Poi, come sempre accade in queste situazioni, è giunta la spada di Damocle dell’aumento dell’offerta nonostante gli inviti   a contenere la produzione. Così,  ora, dopo i buoni prezzi raggiunti, ci potremmo trovare di fronte ad un’inversione di tendenza. Nonostante gli indicatori i prezzi restano  su livelli soddisfacenti grazie anche alle esportazioni. E’ però poi giunto il duro colpo della nuova manovra. Quello del governo Monti sarà anche un decreto per salvare l’Italia, ma visti i contenuti il rischio è che lo si faccia distruggendo il mondo agricolo. Le linee guida, in primis con l’Imu sui fabbricati rurali, rischiano di essere devastanti per il settore, con aumenti stimati dal nostro ufficio studi che andranno al 400-500% rispetto alla vecchia Ici con impatti notevoli sulle aziende più piccole intorno ai 20 ettari e a conduzione famigliare. Così si mette a rischio non solo l’impresa, ma la capacità di sostentamento di una famiglia. Non vogliamo sottrarci ai sacrifici, ma il governo non deve dimenticare che gli immobili utilizzati dagli agricoltori non sono  fonte di elevato reddito come   in altri settori.

C'è bisogno di unità di intenti
Guido Baratta
Presidente della Cia
L’annata a si chiude positivamente per il  parmigiano   a marchio 2010. Le novità introdotte hanno creato prospettive favorevoli ma bisogna   chiudere l’annosa questione delle multe per le quote latte. Il comparto del pomodoro   si è dato regole condivise che si auspica continuino anche il prossimo anno. Il settore bieticolo che è in attesa da anni del giusto riconoscimento delle somme dovute dallo Stato, per il 2012 si spera riesca a consolidare la sua presenza in ambito provinciale. Sul fronte della Politica agricola comunitaria valida dal 2014-2020 sarà fondamentale fare modifiche per consentire la valorizzazione dei prodotti e delle aziende del territorio   già   penalizzate dalla manovra fiscale che ha aumentato la contribuzione. Serve  unità di intenti e di azione da parte delle organizzazioni professionali.

Ora spuntare prezzi adeguati
Mauro Tonello
Delegato provinciale Coldiretti
Si chiude un’annata favorevole per quanto riguarda il prezzo del latte e del formaggio. Buono anche l’andamento dei cereali e del pomodoro. Di contro si ha un rincaro dei costi di produzione soprattutto del gasolio agricolo   passato da 0,55  a 0,80 euro al litro in un solo anno. L’auspicio   è   di riuscire ad impostare una migliore rete di commercializzazione. Serve un sistema di vendita che non punti sulle offerte ma sul prezzo calibrato che tenga conto dei reali costi di produzione così da ottenere la giusta remunerazione della distribuzione e degli agricoltori. Vogliamo impostare contrattazioni su grandi quantità in modo da spuntare prezzi che tengano  conto dei costi di produzione.

Notevole crescita dei costi
Enrica Pezzoni
Presidente provinciale Upg
Il 2011 dimostra una sostanziale tenuta dei valori per cereali, carni, latte alimentare, pomodoro mentre segna il passo, anche se mantiene livelli  interessanti, il prezzo del formaggio. La produzione del latte per la caseificazione ha manifestato una decisa crescita con punte del 10% a cui va associato il rallentamento dei consumi.   Il 2011 è stato segnato anche da consistenti aumenti dei costi di produzione accentuati dall’ultima manovra fiscale.

Parmigiano, ora programmiamo
Paolo Bandini
Presidente sezione di Parma del Consorzio del Parmigiano-Reggiano
Si chiude un anno che ha visto il Consorzio protagonista di scelte coraggiose per la tutela dei redditi e  la valorizzazione del marchio, anche se non sempre condivise. Le esportazioni stanno crescendo   con un trend molto positivo che stiamo rafforzando con la raccolta di 188 mila forme destinate ai mercati internazionali e con i programmi di promozione all’estero. Le nuove regole imposte dal disciplinare sono  in vigore dopo anni di attesa e già si intravvede la necessità di rivederle per creare un legame ancora più forte con il territorio. Straordinaria importanza ricopre, l’accordo politico raggiunto in ambito europeo sul Pacchetto Latte, che consentirà, nel rispetto delle regole della   concorrenza, di programmare e gestire la produzione dei formaggi Dop, percorso da noi già intrapreso con la  proroga dei Piani Produttivi fondamentale per dare stabilità al settore.

Allevatori, cambio radicale
Fabio Boldini
Presidente Associazione allevatori
Il settore bovino ha ripreso slancio, dopo la lunga crisi, con la ripresa del mercato del parmigiano. L’emorragia d’allevamenti  si è arrestata. Il numero di vacche, ridotto di circa 9 mila capi negli ultimi cinque anni,  è tornato a salire di 3 mila unità. L’Apa, pur avendo ulteriormente aumentato il numero di capi controllati, recuperato una buona percentuale dei crediti accumulati e ridotto sensibilmente i costi di gestione, si  trova però ad affrontare la riduzione del 35% del contributo pubblico. Tale   calo, destinato ad accentuarsi negli  anni, ha accelerato il processo di riorganizzazione del sistema allevatoriale:  nel 2012, sarà   costituita un’unica Associazione allevatori in regione e  ci saranno tipologie di controllo semplificate, per ridurre i costi.
 
Cereali, annata positiva
Umberto Borlenghi
Funzionario   Consorzio agrario Parma
L’annata è stata positiva per i cereali a paglia, dal punto di vista qualitativo ed eccezionale per il mais. I grani teneri e duri hanno registrato sia un peso specifico elevato, superiore a 80 chilogrammi per ettolitro, sia elevati valori proteici. Le produzioni sono risultate scarse, attestandosi tra i 45 e i 50 quintali per ettaro (nel 2010 il grano duro aveva prodotto 50-55 quintali/ettaro e il tenero 55-60 quintali/ettaro). L’orzo ha prodotto tra i 40 e i 45 quintali per ettaro (contro i  45 del 2010). Il discorso cambia per il mais, la cui produzione per ettaro è arrivata a 130 quintali (+30%). Rispetto a quanto seminato nel 2010 (13 mila  ettari a   tenero, 3.300 a   duro e 1.450 a orzo), nel 2011 si è registrato un aumento di circa il 10%  per  duro e tenero e la diminuzione del 10% dell'orzo. Il mais è passato da 7.100 ettari a 9.070.

Pomodoro, qualità buona
Filippo Arata
Presidente Ainpo
La campagna del pomodoro da industria si è chiusa con soddisfazione dal punto di vista agronomico grazie alla buona qualità del prodotto per gradi brix. Abbiamo avuto un considerevole incremento dei costi   e alla chiusura della campagna si è registrato un ritardo nei pagamenti da parte di alcune industrie che poi, fortunatamente, si è risolto. I dissapori sul fronte dei pagamenti sono stati una nota stonata in una campagna positiva dal punto di vista produttivo ora è fondamentale lavorare per preservare la filiera e per questo servono lealtà e correttezza da parte di tutti.

Ridurre le semine di pomodoro
Gianni Brusatassi
Presidente Asipo
L’annata  è stata caratterizzata da rese di produzione medio basse non interamente compensate dal livello elevato del brix. Le soddisfazioni   legate al prezzo contrattato  non  sono state pienamente ottenute. I mercati dei derivati sono ancora bloccati ai livelli dello scorso anno specie  il concentrato. Ora è indispensabile programmare le semine riducendole  di almeno il 10-15% per   mantenere le condizioni contrattuali, tenendo conto della riduzione dei consumi. Per il futuro si auspica che la compattezza della filiera si mantenga per fortificare il cammino percorso.

Bietole, si guarda al futuro
Guglielmo Ghiselli
Responsabile di bacino Anb
 La barbabietola   ha dato  risultati economici e produttivi   positivi grazie ad una filiera organizzata, a una tecnica di coltivazione consolidata e  alla professionalità dei bieticoltori. Lo stabilimento di San Quirico ha iniziato i ricevimenti l’11 agosto e ha trasformato circa 5 milioni di quintali di bietole con polarizzazione media di 16,50 gradi. Le produzioni medie di saccarosio sono state di soddisfazione (9 tonnellate ad ettaro) e la provincia di Parma ha fornito ottime risultanze produttive. Il prezzo di 50 euro a tonnellata, valido per il 2012, è frutto dell’incremento del prezzo di pertinenza industriale e della valorizzazione delle polpe surpressate.

Gli aiuti non ancora pagati
Vittorio Artoni
Presidente Cnb
Nonostante le non favorevoli condizioni climatiche primaverili e le  semine tardive, la campagna ha dato risultati di soddisfazione soprattutto a livello di saccarosio prodotto. Altro fatto positivo che va sottolineato è la firma dell’accordo sul prezzo per il  2012 con un minimo  di 50 euro a tonnellata e il legame al prezzo dello zucchero che ha creato le basi per una prevedibile estensione della coltura. Lascia  l’amaro in bocca il mancato pagamento degli aiuti nazionali da parte del precedente governo: l’auspicio è che il nuovo sappia mantenere gli impegni assunti a Bruxelles a suo tempo.

Il raddoppio del girasole
Roberto Zampolini
Servizio provinciale agricoltura 
 La cipolla  ha prodotto mediamente 307 quintali per ettaro (299 quintali nel 2010) e il sorgo 86 quintali per ettaro (contro i 75 del 2010). L’avena è passata da 40 quintali per ettaro (nel 2010) a 43 e la soia da 34 quintali a 35. Per contro, sono calate le produzioni medie del girasole (da 34 a 31  quintali per ettaro) per il quale, però è più che raddoppiata la superficie   seminata in provincia, passata da 68 a 150 ettari. E' diminuito invece l'interesse per  cipolla (da 190 a 180 ettari),  soia (da 530 a 330),  sorgo (da 480 a 448) e avena (da 60 a 51).

Suini, il tempo dell'ottimismo
Carlo Andrea Sartori
Presidente sezione economica suinicola Unione agricoltori Parma
Il secondo semestre  è stato meno negativo del primo e degli ultimi anni, perché i prezzi dei cerali sono calati e in generale si è avuto un ridimensionamento del costo delle materie prime nell’ordine del 20% rispetto al primo semestre. Questo è   fonte di una maggiore remunerazione nella vendita e consente di guardare al futuro  in modo più ottimistico. Bisogna tener conto che sono state chiuse diverse aziende, in particolare di piccole dimensioni, con   concentrazione in grandi  allevamenti.
 
Vini, ottime caratteristiche
Maurizio Dodi
Presidente Consorzio vini dei colli
La vendemmia è stata caratterizzata da una produzione leggermente inferiore a quella del 2010. Le uve, a causa del periodo siccitoso e molto caldo, hanno sofferto. In certi casi, soprattutto con le bianche, si è dovuto procedere a una cernita selettiva, al fine d’eliminare i grappoli colpiti in modo eccessivo dal sole. Le uve rosse sono state raccolte in ottime condizioni. Al momento della vinificazione, si è riscontrato un grado alcolometrico leggermente superiore al passato. In complesso, i vini hanno ottime caratteristiche organolettiche, di buon auspicio per la commercializzazione.

Vendemmia scarsa, uve buone
Alberto Cortesi
Presidente Consorzio viticoltura
L’annata 2011 si è rivelata molto strana e anomala. La maturazione è stata precocissima, con conseguenti problemi fitosanitari, come  il marciume. La raccolta è cominciata verso la fine d’agosto e il 20 settembre sono terminati i ritiri. La vendemmia  è stata scarsa rispetto alle aspettative, con un calo di circa il 25% sul 2010. Sotto il profilo della qualità, il  vino è nella media buono,   con ottime gradazioni zuccherine, pur in presenza di scarsa acidità.

Bardigiano sempre in crescita
Luca Marcora
Presidente   Associazione cavallo bardigiano
Nel 2011, l’Associazione ha messo in atto numerose iniziative per l’utilizzo del cavallo bardigiano nell’ippoterapia. In generale, l’attività d’allevamento ha dato buone soddisfazioni, portando avanti la promozione e la divulgazione della razza, anche a livello  internazionale. Diversi esemplari bardigiani hanno partecipato a manifestazioni ippiche di rilievo, come Fieracavalli. 

Danni da caldo e stress idrici
Valentino Testi
Direttore Consorzio fitosanitario
L’annata, caratterizzata da  tempo  caldo e siccitoso, ha condizionato negativamente gran parte delle avversità parassitarie.  Le coltivazioni agrarie, così come le piante ornamentali e forestali, hanno subito soprattutto danni da caldo e stress idrici. Si evidenziano: le batteriosi del pomodoro, i giallumi della vite, la diabrotica del mais, la vespa cinese del castagno, la cameraria dell’ippocastano, la grafiosi dell’olmo, la tentredine del frassino, le infestazioni di lymantria dispar nei boschi di quercia e carpino a Bardi e di grilli nella Bassa, le batteriosi e la mosca del noce. 
 
Crescono le polizze bestiame
Paolo Mozzoni
Segretario Consorzio difesa
L'attività si chiude con un notevole incremento delle polizze bestiame. Rispetto al 2010 i capitali assicurati sono aumentati dell'84%. Le coperture assicurative, per la prima volta, hanno coinvolto una decina di allevamenti suinicoli, alcuni dei quali  nella vicina provincia di Reggio. Per le produzioni vegetali l’incremento dei capitali assicurati è stato pari all’8% sulle polizze uva e al 24% per gli  altri prodotti. Buona parte dei soci ha  scelto i contratti assicurativi tradizionali monorischio grandine, di soddisfazione anche il comportamento delle «innovative» polizze pluririschio.

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