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Dal lavoro cercato al lavoro creato

Dal lavoro cercato al lavoro creato
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Stefano Rotta
Parla di «ritardo storico nella concezione del mestiere di imprenditore», e di «lavoro creato e non cercato», Marco Ferrari, a 27 anni fondatore di  Neo Network, divenuta in pochissimo una fra le aziende digitali leader in Italia, tanto da essere acquisita dal Gruppo De Agostini. Oggi la sua creatura si è trasformata - con il nome Zodiak Active - nella divisione globale per tutte le attività digital e brands di Zodiak Media, la multinazionale dei contenuti controllata dal Gruppo di Novara, 600 milioni di fatturato, fra le prime al mondo nel settore. Ferrari, nato, cresciuto e formatosi a Parma, ormai cittadino del mondo per impegni professionali, si può dire sia uno di quelli «che ce l’hanno fatta». Partendo da una start up. Spiega: «Fino a non molto tempo fa era una parola esotica, divertente, da smanettoni, oggi è una realtà molto concreta. Il mercato del lavoro è bloccato per i giovani. La riforma del governo non incentiverà ad assumerli. C’è una generazione che il lavoro non lo cerca, ma lo crea».
 L’analisi sulle start up, che per Ferrari è pure un «elemento culturale», si riassume con questa pennellata: «Finché l’imprenditore è visto come quello che, affamando i collaboratori, ha come obiettivo di vita evadere le tasse per comprare il Suv, non andremo da nessuna parte». Il mondo start up, per questo manager, che startupper lo è stato, «può esser visto anche come una moda, oggi, ma rimane chiave. Per quanto sconosciuto dai politici, è una delle prime fonti di nuova occupazione giovanile. Siamo indietro rispetto a Stati Uniti, Francia e Germania». La proposta: «Favorire questo mercato, sostenere l’imprenditoria giovanile, fare sistema con progetti di incubazione». Nel clima economico e politico italiano, quindi, «un giovane imprenditore resta un mezzo eroe, si è visti spesso con occhi di sospetto».
Mauro Del Rio, presidente e fondatore, nel 1999, di «Buongiorno», sposta invece l’attenzione sul tentativo di una generazione, nata fra gli anni Sessanta e Ottanta, di farsi strada, pur controvento: «Molti subiscono e subiranno i problemi del debito contratto dalle vecchie generazioni». E inoltre: «L’altro tema molto rilevante, di cui è bene discutere, è la crescita. L’attuale governo ha messo da parte l’emergenza, ora bisogna concentrarsi sulla crescita. Imprenditoria giovanile e start up, termine forse più accattivante, sono la stessa risposta a questi temi». Del Rio riprende uno dei motti più rappresentativi dell’epoca contemporanea, «pensare globalmente, agire localmente», e indica nel «biotech, nel food e nel turismo in chiave nuova» i settori nei quali investire. Conclude così: «Anche nella nostra città è necessario aiutare nuove aziende a partire. Mi auguro che chiunque sia il futuro sindaco, abbia questa come una delle priorità».

Oggi due pagine sulla Gazzetta di Parma in edicola

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