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Indennità per tubercolosi: necessari 52 contributi

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Sono una collaboratrice domestica che si è ammalata di tubercolosi.  Cosa devo fare per ottenere l’indennità prevista per questa malattia?
S.B. - Parma

Risponde Carlo Padovani

Le indennità antitubercolari sono prestazioni concesse dall’Inps dopo l’accertamento dei requisiti contributivi e sanitari e sono, nella prima fase, un’indennità giornaliera poi un’indennità post-sanatoriale e infine, in determinate condizioni, un assegno di cura e sostentamento. La persona che si ammala all’atto della domanda deve avere versato almeno 52 contributi nell’arco della vita lavorativa mentre il requisito sanitario verrà accertato dal Centro Medico Legale della Sede Inps. Il diritto all’indennità viene esteso anche ai famigliari nel caso in cui venissero colpiti dalla malattia indipendentemente dalla loro iscrizione all’Inps.
La domanda deve essere presentata in via telematica o direttamente dal soggetto interessato tramite Pin attraverso il portale dell’Istituto o attraverso il Contact Center Multicanale al numero verde n. 803164, solo per gli utenti dotati di Pin dispositivo, oppure l’assicurato può rivolgersi ad un Ente di Patronato. Al soggetto che ne fa richiesta spetta, quando non ha diritto all’intera retribuzione,  un'indennità giornaliera per il periodo delle cure ospedaliere o ambulatoriali dal giorno dell’inizio della malattia tubercolare.
L'indennità  viene concessa fino alla stabilizzazione o alla guarigione clinica ed è:  pari a quella che sarebbe stata corrisposta, nel caso di malattia comune, dall’Ente presso il quale l’assistito è assicurato contro le malattie;   in misura intera, nelle stesse percentuali della malattia comune; si riduce, dal 181° giorno, nella misura fissa;  non può essere, in nessun caso, inferiore alla misura fissa;  ai titolari di pensione, categoria SO, la misura fissa si riduce del 50%; ai famigliari (se colpiti da malattia) spetta in misura fissa del 50%.
Dal giorno successivo la guarigione clinica o la stabilizzazione, a condizione che risultino almeno 60 giorni di cura (ricovero o cura ambulatoriale)  e di assenza dal lavoro anche se si ha diritto all’intera retribuzione o ad altre prestazioni previdenziali non tubercolari, spetta un’indennità post-sanatoriale in misura fissa per 24 mesi; rimane sospesa nei casi di ricovero, di cura ambulatoriale o domiciliare inferiori a 60 giorni, si interrompe oltre i  60 giorni. Ai famigliari la misura fissa si riduce del 50%.
Se la capacità di guadagno si riduce a meno della metà per effetto o in relazione alla malattia e se non viene percepita una normale retribuzione continuativa viene riconosciuto, in misura fissa, un assegno di cura e sostentamento. L’accertamento decorre: dal giorno successivo alla fine dell’indennità post-sanatoriale  se la domanda viene presentata entro 90 giorni; dal giorno successivo alla fine del precedente assegno se viene presentata entro 90 giorni; dal 1° giorno del mese successivo alla presentazione della domanda qualora questa venga presentata dopo il 90° giorno. Viene corrisposto per 24 mesi dopo la fine di quella post-sanatoriale, è rinnovabile di 24 mesi in 24 mesi, senza limiti di tempo fino a quando permangono i requisiti amministrativi e sanitari.
 

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