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Renzi rullo compressore che rischia di incepparsi

Renzi rullo compressore che rischia di incepparsi
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Quel rullo compressore chiamato Matteo Renzi sta asfaltando tutti gli ostacoli che trova sulla strada delle riforme. Senza troppi riguardi: un rullo compressore non va tanto per il sottile. Il premier, convinto di avere la verità in tasca, non si cura di chi lo invita alla cautela, e anzi si irrita non poco se qualcuno gli fa osservare che non proprio tutte le sue riforme istituzionali sono ineccepibili. «Se non va bene così, salta tutto e andiamo a casa», risponde inevitabilmente l'«enfant prodige» a chi osa contraddirlo, ben sapendo che non esiste un'alternativa al suo governo che non sia quella del caos.
Questa presunzione di ritenere che nessuna delle tante riforme annunciate sia migliorabile è il punto debole del premier. Non si può dire che tutte le obiezioni fatte alla riforma elettorale o a quella del Senato siano da cestinare. Non ci si può irritare, come fa ad esempio il ministro Boschi, per le critiche dei «professori», trattandoli alla stregua di parrucconi incompetenti. Questa spocchia è fastidiosa. Non sarebbe preferibile che il premier, pur mantenendo fede agli impegni presi, si degnasse almeno di ascoltare chi non la pensa come lui? E' certamente apprezzabile l'entusiasmo di Renzi, il suo decisionismo, la sua determinazione nel riformare l'apparato statale tagliando i costi, ma il rischio di questa corsa senza freni è quello di combinare anche qualche pasticcio. Che sarebbe evitabile se si fosse un pochino più prudenti, se si riflettesse maggiormente prima di annunciare decisioni irrevocabili, se non ci fosse tutta questa impazienza.
Cambiare va bene, ma attenzione a non cambiare in peggio. Giustissimo, ad esempio, eliminare il bicameralismo perfetto, ma davvero dobbiamo credere che non ci sia nulla di meglio di quel Senato delle autonomie con i sindaci e i governatori in cui ogni regione avrebbe l'identico peso a prescindere dalla sua popolazione? Dove 107 dei 148 membri non saranno scelti dai cittadini ma dai partiti e dal Quirinale? Giustissimo, ad esempio, prevedere una legge elettorale in grado di dare subito dopo lo spoglio dei voti il nome del vincitore, ma siamo certi che non ci sia niente di meglio dell'Italicum? Perché, tanto per dirne una, sarà ancora consentito a un candidato di presentarsi in otto circoscrizioni diverse? Perché, tanto per dirne un'altra, gli elettori continueranno a non poter scegliere da chi farsi rappresentare? Giustissimo, ad esempio, tagliare i costi della politica ma siamo certi che eliminando le giunte provinciali non si provochi al contrario una grossa confusione sulle competenze e un conseguente aumento dei costi?
«Indietro non si torna - dicono Renzi e i suoi - prendere o lasciare, se la classe politica non accetta di fare le riforme, è finita». Il fatto è che qui di riforme non ne vedremo nemmeno mezza se a Renzi verranno a mancare i voti. I numeri non sono per niente tranquillizzanti: c'è la fronda nel Pd e l'incognita dell'atteggiamento di Forza Italia (in attesa della decisione di giovedì prossimo sulla sorte giudiziaria di Berlusconi). Ma i consensi si raccolgono solo se si è disposti al dialogo, se si ammette qualche sbaglio, se si fa qualche concessione, se si corregge quel che non va.
Altrimenti, anche se si è un rullo compressore, si rischia di andare a sbattere.

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  • Nicola Martini

    07 Aprile @ 19.20

    Ringrazio il commentatore odierno delle ore 11.26, purtroppo completamente anonimo, per la "promozione" a professore e per il giudizio lusinghiero. Con una laurea in giurisprudenza al massimo posso considerarmi un semplice "giurista di provincia". Cordialmente.

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  • Vercingetorige

    07 Aprile @ 11.29

    VISTO CHE SI PUO' DIRE che "forti centri di potere occulto cospirano da decenni allo stupro della Costituzione" , si può anche dire che Renzi , per questa ragione, non cadrà , qualunque cosa faccia ?

    Rispondi

  • Vercingetorige

    07 Aprile @ 11.26

    I COMMENTI DEL PROFESSOR NICOLA MARTINI sono sempre di una lucidità impressionante !

    Rispondi

  • Fabrizio

    06 Aprile @ 21.00

    Caro Bastiano, condivido in pieno il tuo pensiero, speriamo che si crei una massa critica CH renda questo rinnovamento irreversibile a dispetto di chi vuole tenere questo paese nel pantano. Fabrizio

    Rispondi

  • Nicola Martini

    06 Aprile @ 19.21

    Le criticità presenti nei progetti di riforma elaborate dal Governo Renzi sono innumerevoli. Purtroppo il clima nel Paese è talmente deteriorato da far apparire normale ciò che normale non è. E' anormale, infatti, che i primi rilievi da farsi relativamente alle riforme costituzionali (e non) siano di metodo e non di merito. Solo in un Paese in cui si è persa la bussola risulta accettabile ai più il diktat "prendere o lasciare" in merito a questioni fondanti come la modifica della Costituzione, la quale è (e resta) la base del sistema politico-istituzionale italiano. Cercare di soffocare la discussione, elemento fondante delle democrazie, rispondendo alle critiche (legittime) con attacchi personali è inaccettabile. Purtroppo non è possibile entrare nel merito delle questioni trattando l'argomento in poche parole. Il progetto di riforma costituzionale, a mio modesto parere, viene giustificato con argomenti tanto pretestuosi quanto pressapochisti. Negli ultimi decenni si è utilizzata la Carta Fondamentale quale parafulmine per nascondere l'inadeguatezza della politica. L'iter legislativo a detta di alcuni eccessivamente lungo, ad esempio, non è imputabile alla Costituzione, bensì alla mancanza di volontà delle forze politiche. A riprova di ciò v'è l'approvazione del lodo Alfano, il quale nonostante i due passaggi parlamentari divenne Legge dello Stato in neanche un mese. Per converso il Bicameralismo perfetto, tanto bistrattato in questi giorni, ha evitato l'approvazione di riforme, a mio modesto avviso scellerate, che avrebbero prodotto danni enormi al sistema. Un esempio su tutti: la riforma dell'Istituto delle intercettazioni. Se effettivamente si mirasse alla stabilità e ad uno snellimento degli iter legislativi si agirebbe approvando una Legge elettorale decente e modificando i Regolamenti parlamentari, evitando così di dover attivare iter legislativi c.d. aggravati di riforma costituzionale. Personalmente credo che la nostra Costituzione debba essere solamente attuata nel suo complesso. Adottare frettolosamente progetti di riforma semplicistici, archiviando le critiche costruttive con malcelato fastidio è un atteggiamento miope, il quale non produrrà risultati di cui andar fieri. Nel clima attuale si rischia di rovinare proprio quella Costituzione che, nei momenti storici gravi attraversati dalla nostra Repubblica, ci ha evitato di imboccare svolte di tipo autoritario.

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