editoriale

Europee, la strana alleanza per arginare Beppe Grillo

L'opinione di Giuliano Molossi

Europee, la strana alleanza per arginare Beppe Grillo
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A poco più di tre settimane dal voto europeo, i sondaggi, per quel che valgono, ci dicono che i partiti populisti anti-euro andranno molto forte ovunque e potrebbero addirittura conquistare il 30 per cento dei seggi. Saranno in tanti a votare contro la moneta unica, contro la politica di rigore, contro i sacrifici. Per andare dove non si sa, ma il futuro per gli spregiudicati guru come Grillo è un particolare insignificante. Quel che conta è il presente, è raccogliere più consensi possibile, dicendo che l'Europa di oggi fa schifo, che siamo schiavi della Merkel, che i banchieri sono tutti ladri, che se la gente non arriva a fine mese è solo colpa dell'euro. Insomma, il solito copione che però continua ad avere un certo innegabile successo. 

Il Movimento 5 Stelle punta a trasformare il voto in un referendum sul governo Renzi.
E questo il premier lo ha capito bene: alcune sue recenti mosse, dal taglio degli stipendi dei manager pubblici a quello delle auto blu, sono chiaramente indirizzate all'elettorato grillino. Ma da qui al 25 maggio Renzi dovrà portare a casa qualche altro risultato concreto, se vorrà pescar voti fuori casa. Non basterà andare in tutti i talk show a dire: come sono stato bravo, ho restituito 80 euro al mese a chi non ha nemmeno gli occhi per piangere.
Renzi ha l'obbligo di vincerle queste elezioni e di vincerle bene, con un distacco significativo sul secondo. Che sarà, con ogni probabilità, Beppe Grillo. Forza Italia dovrà accontentarsi del terzo posto. L'obiettivo di Berlusconi è di arrivare almeno al 20 per cento.
Il Cavaliere ha alzato i toni della campagna elettorale, sparando sulla Germania, su Grillo «Robespierre», sul Colle che avrebbe dovuto dargli la grazia, e come al solito sulla magistratura, incurante del rischio di finire agli arresti domiciliari. Berlusconi pensa così di poter scongiurare il tracollo di un partito, il suo, che non ha una linea politica, che è all'opposizione del governo ma che con il capo di quel governo fa insieme le riforme istituzionali. E se gli attacchi ai magistrati si faranno più veementi fino a costringere il tribunale di sorveglianza a revocargli i servizi sociali, potrà sempre indossare i panni del perseguitato, della vittima, del martire. E anche questo sarebbe un modo sicuro, anche se rischioso, per conquistare dei consensi.
Una sostanziale tenuta di Forza Italia farebbe senz'altro comodo anche a Renzi. In caso di disfatta elettorale, infatti, che interesse avrebbe il Cavaliere a fare le riforme istituzionali con il premier? A fare il portatore d'acqua, continuando a correre nelle retrovie? In un cliccatissimo fuorionda, il portavoce Toti diceva alla Gelmini: «Berlusconi non sa cosa fare con Renzi, non sa come sganciarsi, ha capito che questo abbraccio mortale ci sta distruggendo». Ecco, una débacle elettorale sarebbe un ottimo pretesto per andarsene, per gettare l'Italicum nel cestino, per dire a Renzi di arrangiarsi. Ma il fallimento delle riforme sarebbe devastante per il governo e aprirebbe delle praterie ai grillini. E' per questo che Renzi deve sperare che Berlusconi regga e Berlusconi deve sperare che Renzi vinca senza stravincere, senza umiliarlo. In campagna elettorale si punzecchieranno, com'è ovvio, ma stando bene attenti a non farsi troppo male.

 

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  • Giuseppe

    18 Maggio @ 13.15

    Sempre le stesse storie, ma non di Grillo, ma quelle di voi giornalisti. Populista,fascista,demagogo. "I PARTITI POPULISTI ANTI EURO VANNO MOLTO FORTE" (Si chiama democrazia e maggioranza di sondaggi dati da cittadini). Sempre a screditare il lavoro di Beppe e dei suoi ragazzi che fino ad oggi stanno facendo più loro che il governo attuale in 20 anni. Ma poi, ci soffermiamo su domande come "dove prende i soldi?" "come trova il lavoro?" "Non ci dice nulla?". A parte che se volete queste risposte dovreste andare sul sito di Grillo, invece di razzolare sempre su siti dove la verità non è mai a galla. E poi, invece di farvi queste domande su Grillo, ma vi fate le domande su dove prende i soldi Renzi? Su dove li prenderà Berlusconi? Ah su Grillo si, sugli altri no? La verità è che volete solo parole,falsità, come ci dicono e come ci hanno sempre detto (Cit. Silvio: 1 milione di posti di lavoro, lo stretto di messina, no IMU) robe mai viste. Io non amo vedere un giornale che lodi Grillo, ma nemmeno uno che dedica un'intera pagina su Silvio Berlusconi, metà su Renzi e un piccolo articolino su Grillo(che lo giudica tra l'altro) con un titolo che fa illudere la gente. Vorrei un giornale equo. Mi dispiace non trovarlo ne "La Gazzetta Di Parma".

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  • Franco

    02 Maggio @ 21.01

    Abbiamo più di 2000 miliardi di debito pubblico, l'Italia devastata dalla corruzione e dalle mafie, dai clientelismi, dalle lobby, da gente senza onore e senza capacità che ci ha governati da più di 20 anni... e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Di che stiamo parlando?

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  • HARRIS

    02 Maggio @ 18.27

    L'altra dedica nel caso in cui dovesse succedere ma non succederà è per la signora Annamaria. Glielo spiego subito cosa faremo se vinceremo le elezioni: rivediamo immediatamente il fiscal compact ovvero 50 miliardi di euro che lo stato italiano versa per non precisati fini, e questo è un macigno che pesa tantissimo su di noi. Per fare capire le proporzioni l'imu portò appena 4 miliardi, girati poi al Monte Paschi. Signora Annamaria mi dice che fine hanno fatto i 20 miliardi di buco? Me lo dica!! Con 50 miliardi ce ne fai di cose.... senza parlare degli 80 miliardi che ci andremo a riprendere condonati alle lobby delle slot machines dove il pdpdl non vuole mai mettere le mani.... Però, ripeto non capisco come mai Molossi dica "Per andare dove non si sa" riferito a Grillo, e poi dice che per il leader genovese questo è un particolare insignifcante. Siccome le parole hanno un peso o Molossi è miope e poco attento oppure ribadisco si tratta di una presa di posizione ancora per il PD di questo giornale cittadino. Perchè io vorrei allora capire da Molossi se invece ha capito dove vuole andare Renzi: Travaglio, giornalista più libero di altri, disse che Renzi sembra Forrest Gump, va ma non si sa bene dove. Invece se Molossi fosse un attimo più attento e più svincolato da quelle linea politica che lo definì con l'articolo di fondo pro Bernazzoli saprebbe che Grillo sa dove andare, sa cosa fare in Europa rivedendo i trattati, avrebbbe saputo utilizzare diversamente il fondo 10 miliardi con cui Renzi si compra i voti con gli 80 euro dati in busta paga perchè questi soldi il M5S li avrebbe usati per un piano energetico nazionale di lungo periodo che avrebbe portato lavoro e riduzione delle bollette. E poi un'infinità di cose che il M5S all'opposizione ha fatto come la compensazione tra crediti e debiti per le imprese che vantano crediti con lo Stato. E tanto altro. Le politiche di breve e lungo periodo secondo un'idea di politica nuova ci sono, forse Molossi non se ne è voluto accorgere. Questo mi porta veramente a dire che l'incipit del suo articolo di oggi suona molto simile all'articolo spudorato (ha piena libertà di farlo, per carità) per Bernazzoli, perchè dire che Grillo non sa dove andare e che a Grillo importa poco questo non è un'analisi politica come mi avete detto. Non la è, è un modo per orientare il lettore perchè la realtà è completamente diversa. Da quando Renzi è al governo non ha partorito una legge: Renzi è uno che non sa dove andare. REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Oggi il direttore non è in servizio, ma permettimi - Harris - di farti una domanda a mia volta: a te non pare che in realtà fra le tre principali alternative politiche di oggi (e forse anche fra le altre) di prospettive politiche davvero chiare e del tutto convincenti non ve ne sia neppure una? Poi tu fai benissimo a seguire le tue idee sul M5s, così come un altro ha il diritto di avere idee diverse.

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  • Enrico

    02 Maggio @ 18.00

    Ma guardi lei, in testa articolo, ha dato un giudizio ben preciso su Grillo, ... "Saranno in tanti a votare contro la moneta unica, contro la politica di rigore, contro i sacrifici. Per andare dove non si sa, ma il futuro per gli spregiudicati guru come Grillo è un particolare insignificante". Questa, per lei è una scelta editoriale o cronaca? Se è cronaca mi preoccupo (guru spregiudicato). Mi creda, chiunque legga l'articolo, con un cappello cosi, la penserà esattamente come me (veda anche altri commenti). Per dovere le dico che altri punti dell'articolo li condivido pienamente. Guardi forse è vero, io come altri leggo con il monocolo, forse perché spesso l'informazione (non nel vs. caso) è tendenziosa, non crede? REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Premesso che nè guru nè spregiudicato sono parolacce, se vogliamo catalogarle come critica non lo sono di più del "Non basterà andare in tutti i talk show a dire 'come sono stato bravo' " che Molossi dedica a Renzi o del "partito che non ha linea politica" riservato a Berlusconi. Pur nelle differenze (e quindi, come dicevo prima ad Harris, è sacrosanto che ci sia chi si fidi solo della linea di Grillo così come altri si fidano solo di Renzi o di Berlusconi), la realtà è che le tre opzioni principali di questo momento politico non convincono del tutto. Che non significa fare del qualunquismo o che siano tutte uguali: ma forse (e questo vale per tutti e tre, lo dico da lavoratore del settore comunicazioni), se uno dei tre avesse il coraggio di non proporsi come depositario della Verità, ma di un progetto politico certo imperfetto ma che fa leva su idee, credo che conquisterebbe soprattutto una parte di quel terzo di italiani che fra Grillo-Renzi-Berlusconi sceglierà di starsene a casa. Ovviamente questa è una mia opinione personale, e purtroppo devo ammettere con lei che anche l'informazione (a iniziare da quella nazionale) fa poco, e malamente, per approfondire davvero le idee e le contraddizioni dei vari schieramenti (G.B.)

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  • annamaria

    02 Maggio @ 16.31

    Ma quanti grillini capaci di salvare l'Italia : non dicono come, nè cosa succede se usciamo dall'euro, nè dove trovare i soldi per le casse dello stato, nè come dare lavoro ai disoccupati, nè come risolvere il problema immigrati ecc ecc, Ma cosa importa, l'importante è la rivoluzione. Evviva.

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