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Un voto per l'Europa
un voto contro il caos

L'opinione del direttore Giuliano Molossi

Un voto per l'Europa
un voto contro il caos
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Si sa già chi vincerà. ll primo partito, purtroppo, sarà quello di chi non andrà a votare. Un grave errore far scegliere ad altri quello che puoi scegliere tu, ma bisogna riconoscere che questa volta hanno fatto proprio di tutto per allontanare la gente dalle urne. Anziché confrontarsi sull'Europa, hanno parlato di Dudù, di Hitler, di gogne, di piazzale Loreto, di tribunali del popolo. Sono tantissimi anche gli indecisi. Per conquistarne la fiducia, per rassicurare i più anziani e moderati fra loro, Grillo è andato persino a Porta a Porta. Non ha urlato, non ha detto parolacce, ma sui programmi è parso debolissimo. Uscire dall'euro, fermare i cantieri dell'Expo, bloccare gli inceneritori, sospendere la Tav: ecco l'Italia, la povera Italia, di Grillo. E a Vespa che gli faceva osservare che per governare occorre il 50,1 per cento, ha risposto, infastidito, che in caso di vittoria porterà i suoi sotto il Quirinale per chiedere le dimissioni di Napolitano e di Renzi e per andare subito ad elezioni politiche. Il Movimento 5 Stelle, che ha occupato gli enormi spazi lasciati liberi dalla sinistra e dalla Lega, avrà certamente un ottimo risultato elettorale, superiore al 25 per cento di un anno fa, stando alle previsioni. Bisognerà però vedere come si comporterà il nuovo Pd di Matteo Renzi. Il premier ha l'obiettivo minimo di conquistare almeno un voto in più di Grillo. Ma per salvare il tavolo delle riforme deve vincere bene (sopra il 30 per cento e con qualche punto di vantaggio su Grillo) e sperare che Forza Italia non crolli, anche se il discusso Italicum (che prevede il ballottaggio fra i primi due) sarebbe già stato accantonato. Berlusconi infatti non darebbe certo la sua benedizione a un sistema elettorale a doppio turno che, come terza forza, lo taglierebbe fuori da tutte le sfide.
Grillo è abile e fortunato. E' riuscito a catalizzare la rabbia sociale di chi fatica a campare e continua a vedere sprechi e privilegi intollerabili. I recenti scandali per fatti di corruzione all'Expo, che hanno portato in manette esponenti di destra e di sinistra, hanno senz'altro fornito altra benzina allo sceriffo anticasta. Ma Renzi è un osso duro anche per lui. Per cominciare ha trent'anni di meno (e non è un particolare insignificante), fino a prova contraria non ha scheletri nell'armadio, in questi primi mesi si è dato parecchio da fare (alcune cose buone, altre meno, ma l'impegno è indiscutibile), ha progetti interessanti per rilanciare il Paese. Per la prima volta è chiamato alla prova del voto. Sono elezioni europee, ma non c'è dubbio che il risultato del Pd sarebbe letto da tutti come un giudizio al suo governo. Forse è un po' presto per sperare in una pagella di tutti 8, ma al premier basterebbe la sufficienza per andare avanti.
Il voto di domani metterà a confronto europeisti (più o meno scettici) e populisti, quelli che vogliono un'Italia più forte in un'Europa migliore e quelli che al contrario disprezzano la Ue e vogliono abbandonare l'euro per tornare alla lira, ma sarà anche un referendum pro o contro il governo. E' sempre stato così. Ma questa volta la posta in gioco è più alta che in passato. La bocciatura di Renzi aprirebbe scenari preoccupanti nella loro imprevedibilità. Non ci fa paura Grillo, ci fa paura il caos.

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Elezioni europee: la parola ai lettori nello spazio commenti di questo articolo

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  • franky

    25 Maggio @ 21.50

    In Francia ha vinto Le Pen. Il caos ( x il direttore... ) avanza....

    Rispondi

  • Marcus

    25 Maggio @ 09.17

    Caro direttore a me non interessa di che colore è il gatto, mi importa che prenda i topi, allo stesso modo non importa la sua opinione (legittima), ma conta l'informazione corretta e attinente ai fatti e quest'articolo non rispetta questi requisiti. REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - "I fatti separati dalle opinioni": è lo slogan del giornalismo anglosassone, da tutti ritenuto il più corretto. L'opinione è una cosa personale (o in questo caso di un giornale): sarà discutibile, sarà o no condivisibile, ma è corretta proprio in quanto opinione (e come tale ha anche una precisa veste grafica: il giornale non la mescola con la cronaca dei fatti ma dice chiaramente: caro lettore, noi la pensiamo così). I fatti li raccontiamo ogni giorno: sicuramente a volte faremo degli sbagli, ma se non fosse una cronaca nella sostanza corretta, non credo che la Gazzetta sarebbe ancora qui dal 1735. Temo invece che molti lettori, magari in buona fede, facciano confusione tra silenzio elettorale (che riguarda i candidati), cronaca (che dev'essere oggettiva) e un editoriale (che è dichiaratamente una scelta "di parte", sulla Gazzetta come su qualunque giornale o blog di tutto il mondo nessuno escluso). Vivere in un Paese nel quale ognuno, dalla Gazzetta all'Unità, dal Giornale al blog di Grillo, può esprimere la sua opinione è indice di democrazia: teniamocela stretta...

    Rispondi

  • Marco

    24 Maggio @ 21.48

    Bell'articolo Direttore, complimenti. Oltre alle mie risate ha ottenuto che da domani non comprerò più la Gazzetta. A tutto c'è un limite. REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - A noi fa più ridere il commento: vollete cambiare l'Italia con la bandiera della trasparenza e non accettate che un giornale esprima la sua opinione ? Se poi non è d'accordo farà liberamente (finchè siamo in democrazia...) le sue scelte. Come hanno fatto per 50 anni i tanti parmigiani che votavano PCI infischiandone di ciò che scrivevamo sulla Gazzetta negli editoriali. Però nessuno di loro metteva in discussione che fossimo liberi di scriverli....E mi permetta di contraddire la sua ultima frase: speri invece di vivere sempre in un Paese dove un limite, alle idee (come invece accadde negli anni '20-'40) non c'è.....

    Rispondi

  • salamandra

    24 Maggio @ 21.16

    Caro Direttore, in questa campagna è mancato totalmente il senso di cosa stiamo andando a votare. Sono Europee e non elezioni nazionali. Tutti, Grillo, Renzi ma anche gli altri hanno fatto propaganda nazionale e molto meno sui temi europei. In realtà domani non voteremo per Renzi o per Grillo ma per o contro Martin Schulz. Basterebbe leggere un minimo della biografia di Schulz per capire che è la scelta sbagliata. Domani è obbligatorio non votare Renzi! Quindi ben venga una vittoria di Grillo.

    Rispondi

  • Marcus

    24 Maggio @ 16.24

    che lo vogliate o no c'è un nuovo soggetto nella politica italiana: L'ONESTO. Dovrete farvene una ragione.

    Rispondi

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