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EDITORIALE

Pizzarotti a un passo dal cartellino rosso

Pizzarotti a un passo dal cartellino rosso
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  Non ci sarebbe da stupirsi troppo se uno di questi giorni Beppe Grillo chiedesse al «popolo del web» di esprimersi sull'espulsione dal Movimento di Federico Pizzarotti, primo sindaco 5 Stelle di un capoluogo di provincia. Siamo alle battute finali di un matrimonio entrato in crisi subito dopo la sorprendente vittoria elettorale, quando il neo primo cittadino annunciò (e poi subito ritirò) la nomina a city manager di uno (Tavolazzi) che tre mesi prima era stato espulso dal Movimento. Da allora Capitan Pizza, come lo ha definito Grillo in modo sprezzante, è stato prima bersaglio di ironie, punzecchiature, battutine velenose e poi di veri e propri attacchi, di inviti a far le valigie. Uno stillicidio di provocazioni che il sindaco non ha mai raccolto. A volte erano gli stessi Grillo e Casaleggio ad affondare i colpi, a prendersela con il sindaco per il deludente risultato di Parma alle Europee (solo il 19 per cento), o per aver convocato riunioni non autorizzate di aspiranti sindaci, ma più spesso hanno ospitato volentieri sul blog gli attacchi di qualcun altro. L'ultimo è stato quello di un consigliere comunale 5 Stelle di Bologna, secondo il quale Pizzarotti non avrebbe mantenuto le promesse elettorali sull'inceneritore, rinunciando pure a consultare i parmigiani con un referendum sullo stesso tema.
Il sindaco, evidentemente molto irritato per essere continuamente sotto attacco e vittima del «fuoco amico», non ha mai perso la pazienza, ha sempre minimizzato, difendendo il suo operato e affermando di rappresentare i valori del Movimento. Sul web dicono di lui che è campione mondiale di dribbling, che è un muro di gomma. Nemmeno la Gruber, poche sere fa, a «Otto e mezzo» è riuscita a fargli dire una mezza parola contro Grillo. Anzi. Pizzarotti aveva ribadito, sempre meno convincente per la verità, che con il leader del Movimento non c'era nessun problema. Peccato che solo pochi minuti dopo la fine della trasmissione, il blog di Grillo ospitasse l'ennesimo attacco intitolato «Le mancate promesse di Pizzarotti». La firma era del consigliere bolognese Bugani, il quale, a differenza di Pizzarotti, ha libero accesso al blog del Capo.
Un famoso epurato della prima ora, Giovanni Favia, ha detto che Pizzarotti è «un espulso che cammina». Pizzarotti resiste, dice che non si farà cacciare tanto facilmente, ma non può far finta di non sapere che in un modo o nell'altro i «cervelli» della Casaleggio Associati troveranno presto il sistema per espellerlo. C'è chi dice, ad esempio, che potrebbero impedirgli di usare il logo del Movimento. Una decisione del genere provocherebbe un terremoto fra i 5 Stelle. Pizzarotti non è solo, molti lo seguirebbero, sarebbe la scissione. Sono in parecchi, anche fra i parlamentari, a non tollerare più le prepotenze di Grillo, a non capire il motivo dell'offensiva scatenata contro il sindaco di Parma. Se Pizzarotti venisse buttato fuori, le «colombe» dei 5 Stelle non resterebbero lì a farsi impallinare. Prima di estrarre il cartellino rosso, Grillo dovrebbe valutare attentamente le conseguenze della sua decisione. Può togliergli la tessera ma non la fascia da sindaco. A meno di non riuscire a convincere quatro o cinque consiglieri comunali a votargli contro. Ma per ottenere cosa? Di regalare la città al Pd di Renzi? Non c'è dubbio che Pizzarotti, magari alla testa di un nuovo movimento civico, ci riproverebbe. Per vincere e ottenere un secondo mandato dovrebbe riuscire a convincere i parmigiani di aver amministrato bene in condizioni difficili. Non basterà dire: non abbiamo rubato. La gente non si accontenta più di ammnistratori onesti. Li vuole anche bravi.

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  • Vercingetorige

    16 Giugno @ 09.48

    " SONO I CITTADINI CHE LO HANNO VOTATO , SONO LORO CHE LO CACCIANO " . SI , MA ALLE ELEZIONI , che ci saranno nel 2017 , se Pizzarotti e Giunta non si dimetteranno prima. Perchè , se vogliamo guardare i "referendum senza quorum" , la "Gazzetta" ne ha appena fatto uno , sotto forma di "sondaggio" , sull' infame raccolta dei rifiuti , per i cui risultati Folli avrebbe dovuto dimettersi entro 24 ore ! E va bene così , nella speranza che i "boccaloni" capiscano che andare a votare non è come andare alla Fiera degli " Oh bej oh bej " !

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  • Gianni Cesari

    15 Giugno @ 22.17

    giannicesari

    La mia onesta opinone (IMHO come scrivono gli smanettoni di internet) è che l'eventuale provvedimento di espulsione emanato da Grillo e dalla controfigura di Branduardi, dovrebbe diventare oggetto di vanto, non di vergogna. Significherebbe avere tra le mani la concreta possibilità di uscire da Matrix, tornare ne mondo reale, il classico pallone sul piede a porta vuota. Ed io, ancor più misero del Fantozzi della finzione cinematografica, dopo questi anni passati ad osservare il Movimento 5 stelle, vorrei esprimere il mio giudizio estetico, parafrasando la famosa frase inerente "La corazzata Kotiomkin": Il movimento 5 stelle è (una non meglio definita cosa) pazzesca!

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  • Maurizio

    15 Giugno @ 19.13

    Secondo me invece Grillo e Casaleggio rischierebbero di vincerla, io ho molti amici che votano da anni il movimento, fino ad un mese fa hanno lodato pizzarotti, adesso ne parlano male, prima sentendo molti aveva fatto la cosa giusta sull'inceneritore adesso ha sbagliato, prima le strade erano state riparate ora sono nuovamente un colabrodo, guardate i commenti di harris, prima delle elezioni ha sempre lodato il pizza, adesso dopo un periodo di silenzio lo ha criticato, il grillino spesso purtroppo è così, incapace di ragionare con la propria testa, gli fai alcune domande e cambia discorso, se sei a tavola con lui diventa rosso ma non per il vino

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  • Oberto

    15 Giugno @ 16.25

    invece a Corradino Mineo lo hanno già dato il cartellino rosso.

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  • MicheleAltro

    15 Giugno @ 16.16

    Concordo con Vercingetorige. Aggiungo che la votazione sul web sarebbe quanto di più distante da una eventuale votazione comunale a Parma, dove Pizzarotti rischierebbe di non andare neppure al ballottaggio. E questo dimostrerebbe che "la gggiente" del web si fa incantare dalle sirene che raccontano di una Parma a 5S sfavillante, mentre la verità la si deve conoscere sul campo.

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