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Bisogna fare l'impossibile per salvare l'aeroporto

Bisogna fare l'impossibile per salvare l'aeroporto
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La perdita dell'aeroporto, ha sostenuto nei giorni scorsi Guido Dalla Rosa Prati, presidente della Sogeap, per la città sarebbe peggiore di quella della stazione mediopadana dell'alta velocità. Ha perfettamente ragione: la stazione toccava a noi ma non l'avevamo ancora, l'aeroporto ce l'abbiamo già. Ed è uno scalo che ha appena ottenuto una concessione ventennale e che è stato inserito nel piano aeroportuale nazionale. Sarebbe da pazzi perderlo proprio ora, dopo tutti gli sforzi che sono stati fatti dall'attuale gestione per dargli un futuro sicuro.
Ci sono due settimane di tempo per evitare l'irreparabile: se prima del 14 ottobre, data fissata per l'assemblea dei soci, non ci sarà un impegno certo di un finanziamento adeguato, Parma perderà il suo aeroporto. Servono 3 milioni di euro l'anno. Non è una somma impossibile da reperire, nemmeno di questi tempi. Ma gli enti pubblici, dalla Regione, al Comune, passando per la Provincia moribonda, affermano di non essere in grado di sostenere un simile investimento e passano la patata bollente ai privati: «E' affar vostro», dicono. Ma dimenticano che i privati sono già intervenuti in passato, in maniera molto significativa ripianando le perdite. Probabilmente gli imprenditori sarebbero disposti a metter mano nuovamente al portafogli se vedessero la parte pubblica fare altrettanto. Ma così non è.
Anzi, dalla Regione fanno sapere che non potrebbero aiutare l'aeroporto nemmeno volendolo perché glielo impedisce la legge che vieta di finanziare società in perdita da oltre tre anni. E questo, purtroppo, è il caso del nostro aeroporto. Però la Regione non dice che potrebbe intraprendere azioni di supporto a favore dello sviluppo del turismo e del territorio. Non c'è nessuna legge che le impedisce di farlo. Non c'è nessuna legge che vieta alla Regione di fare per Parma quello che in passato ha fatto, e in maniera importante, per la Romagna. Qualcuno potrebbe obiettare: ma quella è un'area molto più vasta, meta del turismo internazionale. Chi dice questo però non considera che l'aeroporto di Parma, da poco promosso in serie A come scalo nazionale, una volta rifinanziato e potenziato con nuove tratte può essere determinante per lo sviluppo economico non solo di Parma e della sua provincia ma anche di una vasta area padana che comprende Reggio, Cremona, Mantova e Piacenza.
D'altra parte, non più tardi di qualche mese fa, l'assessore regionale ai Trasporti, Alfredo Peri, invitava Parma, in virtù della «promozione» del suo aeroporto a scalo di interesse nazionale, «a segnalare le peculiarità del suo territorio in vista di Expo 2015». Lo stesso assessore, in altra occasione, aveva però affermato che «il Verdi è una scommessa tutta localistica e vivrà finché Parma potrà permettersi questo lusso».
Non la pensiamo allo stesso modo ma siamo comunque certi che l'assessore Peri, da parmigiano qual è, si impegnerà al massimo delle sue possibilità per reperire i finanziamenti necessari a tenere in vita l'aeroporto. Che non è un lusso o un capriccio. Ma, al contrario, una risorsa fondamentale per lo sviluppo della città.

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  • federicot

    02 Ottobre @ 10.16

    federicot

    il commento di ieri pomeriggio....forse non l'ho inviato.....boh....

    Rispondi

  • rafrufus

    01 Ottobre @ 14.28

    Va chiuso c'è poco da aggiungere! È inutile. Con i soldi risparmiati pensassero a fare una stazione della medio padana anche a Parma

    Rispondi

  • AttilioB

    01 Ottobre @ 12.38

    Ma non serve a nulla ! Non è né servito né serve a qualcosa ! Se conto le volte che sono partito da Milano o Bologna,e, anche Verona, contro le 2 soltanto da Parma,e, una di queste per sola andata perchè per il ritorno mi avevano cancellato il volo, e ho dovuto prenotarmi il volo di ritorno su Milano,lasciamo veramente perdere ! Siate realisti e non facciamo sempre demagogia !Investiamo i soldi dove è necessario e utile farlo !

    Rispondi

  • Daino

    01 Ottobre @ 12.37

    CHIUDETELO SUBITO PER FAVORE, SOPRATTUTTO PER MANDARE A CASA CHI NON E' STATO IN GRADO DI GESTIRE E DI OFFRIRE SOLUZIONI CREDIBILI IN TUTTI QUESTI ANNI. LA GRAN VERITA E' QUE TRATTASI DI UN AEROPORTO PAGATO DA TUTTI NOI CITTADINI DI PARMA E VIENI USATO PER QUATTRO PERSONE E DI UNA SOLA COMPAGNIA AEREA.

    Rispondi

  • lucanoge

    01 Ottobre @ 12.35

    Quello che non mi è chiaro è che qui si fanno appelli e si raccolgono firme, ma chi è che deve tirare fuori il denaro?!? Il Comune (senza soldi)? La Regione (senza governatore dimissionario)? Lo Stato (senza soldi pure lui e che non aiuterà mai un comune a 5 stelle)? I cittadini in prima persona? Non possono farlo, io qualcosa darei volentieri, ma l'iniziativa non può partire da me. Un investitore privato? Lo stiamo cercando? Dalla Rosa Prati lo sta cercando? Boh chi lo sa.. E intanto i giorni passano.. Vorrei capire in che direzione ci si sta muovendo. La Gazzetta lo può scoprire? Perché qua tutti dicono che è importante e che l'aeroporto non va chiuso, ma poi stringi stringi vorrei capire cosa si sta facendo realmente, non a parole.

    Rispondi

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