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editoriale

La lezione del preside a tutti noi genitori

La lezione del preside a tutti noi genitori
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Non conosco il professor Pier Paolo Eramo, preside della scuola media Fra' Salimbene di Parma. Ma se dovessi incontrarlo gli stringerei la mano e gli farei i complimenti dicendogli: finalmente un insegnante che fa l'insegnante. O, se preferite, un adulto che fa l'adulto.
Che cosa ha fatto, il preside Eramo? Ne abbiamo parlato sulla Gazzetta di ieri e ne riparliamo oggi, nelle pagine di cronaca. In sintesi: ha deciso di pubblicare sul sito della scuola le stupidaggini che alcuni studenti dodicenni hanno scritto su un gruppo di Whatsapp; quindi stupidaggini leggibili, sul telefonino, da molte persone, ragazzi e genitori. Sono provocazioni, ma spesso anche insulti, offese, qualche volta volgarità. Cose di cui ha esperienza oggi chiunque faccia il mestiere difficile dell'insegnante o quello, ancor più difficile, del genitore.
È chiaro che, pubblicando quei messaggi sul sito, il preside non ha risolto il problema, anzi non ha risolto nulla. Credo, anzi sono sicuro, che lui sia il primo a saperlo. Però la sua mossa è servita a costringerci ad occuparci di un problema che siamo abituati a far finta di non vedere, voltandoci dall'altra parte.
Ci sono alcune frasi, dell'intervento scritto dal preside, che mi hanno particolarmente colpito e convinto. Ad esempio quando ha spiegato perché s'è deciso a pubblicare i messaggi dei ragazzi sul sito: «Lo faccio perché siamo stufi. Stufi di questo assurdo mondo parallelo che ci inquina; siamo studi dell'uso sconsiderato e irresponsabile delle parole». Ma soprattutto, mi ha colpito e convinto questa sua frase: «Siamo stufi dell'assenza degli adulti». Ma sì: se ragazzi di dodici anni scrivono scempiaggini sul telefonino e le diffondono su Whatsapp, non possiamo certamente prendercela con loro. Lo avremmo fatto anche noi, se avessimo avuto a disposizione la tecnologia di oggi; anzi forse avremmo fatto di peggio.
Però noi - ecco la differenza - avevamo genitori che ci avrebbero preso a ceffoni o mandati a lavorare; e che ancora prima ci avevano trasmesso valori precisi. Oggi invece il genitore-tipo è quello che va al colloquio con i professori per difendere il figlio qualunque cosa abbia fatto. Scusate se ancora una volta cito il Piemonte da dove vengo, ma quest'anno a Cuneo dieci genitori hanno fatto ricorso contro la scuola che aveva sospeso i loro figli; i quali figli, durante una gita scolastica, avevano denudato un compagno, ricoperto di non vi dico che cosa e infine filmato. Capito? I loro genitori li hanno difesi: eh cosa volete che sia, poveri cuccioli.
Anche qui ha ragione il preside Eramo: «Siamo iperprotettivi nella vita reale mentre in quella virtuale lasciamo i nostri bambini senza controllo». Sarebbe assurdo pensare di stoppare la tecnologia, perché il mondo non si ferma: ma il telefonino a un figlio lo si può anche togliere, se ne viene fatto un uso sbagliato. Le cosiddette punizioni, si diceva una volta, sono per il bene dei figli. È un concetto che non accettiamo più. E invece - ne sono certo - i ragazzi per primi vorrebbero adulti che indichino loro, con chiarezza, che cosa è giusto e che cosa è sbagliato. Siamo noi che abbiamo abdicato al ruolo di educatori. Un po' per ideologia buonista, un po' (molto) perché è più facile dire sempre di sì.
michele.brambilla@gazzettadiparma.it

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  • silviococconi

    04 Dicembre @ 10.04

    Caro Direttore, ma perchè dobbiamo sempre assolvere gli insegnanti e soprattutto i presidi dai loro compiti istituzionali od almeno da una parte di essi, cioè l'educazione ?! ... Anche loro "poverini" potrebbero prendersi delle responsabilità educative comminando sanzioni senza paura di affrontare "stupide ritorsioni genitoriali", in definitiva anche questo è parte del loro mestiere che hanno scelto e voluto fortemente ! ... O fare l'insegnante ed il preside è bello solo perchè hai il posto garantito continuando a studiare come all'Università ?! ... Perchè allora dovevano fare i ricercatori !

    Rispondi

    • Biffo

      04 Dicembre @ 17.59

      Lei, Cocconi, deve aver avuto serii problemi, a scuola, come alunno, dato che perpetua commenti sarcastici sul mondo della scuola. Provi Lei, nella Sua somma sapienza, a comminate qualche sanzione ad un alunno, poi verrà linciato, a volte anche fisicamente, da quella banda di genitori, allevatori di capponi e galline padovane, che Lei difende strenuamente. !

      Rispondi

  • LaoTzu

    04 Dicembre @ 07.02

    Quello che molti genitori non comprendono è che essere troppo permissivi e compiiacenti con i propri figli è come abbandonarli...

    Rispondi

  • nerosso

    03 Dicembre @ 18.39

    Si dovrebbero essere per primi educati i genitori!

    Rispondi

  • stefano

    03 Dicembre @ 18.22

    purtroppo ci sono più persone come Matteo che come Franca....

    Rispondi

  • Filippo

    03 Dicembre @ 14.26

    filippo.cabassa.1970@gmail.com

    Non si può non essere d'accordo. Bravo Michele

    Rispondi

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