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editoriale

" Le nostre tradizioni e la sindrome di Tafazzi"

Michele Brambilla

Michele Brambilla

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La mamma di un bambino che frequenta la materna Quadrifoglio di Parma ci ha raccontato una storia che sembra simile a quelle successe nelle scorse settimane a Firenze - dove una scuola ha cancellato una visita a palazzo Strozzi - e a Rozzano, dove un preside ha deciso di sopprimere la festa natalizia. Tutte e tre le storie hanno come denominatore comune una sorta di censura, o meglio di autocensura, delle nostre tradizioni religiose (e non solo religiose) in nome di un presunto rispetto dei non credenti, o dei credenti di altre fedi. La storia parmigiana avrebbe, in più, un risvolto grottesco, perché al posto della festa di Santa Lucia sarebbe in programma una caccia al tesoro, e al posto di quella natalizia uno spettacolo intitolato «Il brutto elefante». Insomma invece di ricordare la nascita dell'uomo che ha spezzato in due la storia (la quale, anche per i non credenti, si divide in avanti Cristo e dopo Cristo) saremmo in procinto di festeggiare il compleanno di Dumbo.
La direttrice di Parmainfanzia, da noi interpellata, ha detto che si tratta di iniziative già in programma e pure il Comune, che non è affatto allineato a un certo trend anti-natalizio, ha cercato di minimizzare. «Lo scambio di auguri ci sarà comunque», hanno detto tutti con qualche imbarazzo.
Sarà senz'altro vero che gli auguri non saranno aboliti (anche se vien da aggiungere: ci mancherebbe). Ma in ogni caso questa è una storia che tocca un nervo scoperto. Sono anni che, sulla festa natalizia nelle scuole, scoppiano polemiche un po' in tutta Italia. Ora, vorremmo che fosse ben chiara una cosa: noi siamo per la laicità dello Stato e non ci piace chi diventa improvvisamente cristiano a fini politici; insomma non ci piacciono quei politici che non sono mai apparsi particolarmente devoti, né in pubblico né in privato, e che ad un tratto si ritrovano a cantare, davanti alle scuole, che nostro Signore sta scendendo dalle stelle.
Ciò premesso, va detto però che in questa vicenda parmigiana la strumentalizzazione politica non c'entra. La mamma che ci ha raccontato, addolorata, che un elefantino prenderà il posto del Bambino, non può essere sospettabile di simpatie leghiste, o xenofobe. Non diciamo di più per non renderla identificabile: ma vi assicuriamo che non ha, né può avere, secondi fini di quel genere. Lasciamo stare, insomma, la politica di parte, di cui non ci importa nulla.
Ci interessa invece molto, anzi ci preoccupa molto, questa specie di sindrome di Tafazzi che si sta diffondendo. Avete presente Tafazzi? È l'omino vestito di nero impersonato da Giacomo Poretti (quello del trio con Aldo e Giovanni): si tira bottigliate sulle parti basse per farsi del male da solo. Ecco, spesso noi occidentali siamo un po' così: ci facciamo del male da soli. Non è trascorso neppure un mese dalla strage di Parigi: nei primi giorni eravamo tutti uniti nel dire che l'Occidente deve difendere i propri valori; anche gli atei dicevano che bisogna riscoprire le radici cristiane, e anche i cristiani cantavano la Marsigliese (l'ho sentita pure a Radio Maria), che è l'inno dei rivoluzionari francesi, non propriamente dei chierichetti.
Meno di un mese e siamo già divisi su tutto, anche sul Natale. A vantaggio dei veri integralismi.
michele.brambilla@gazzettadiparma.it

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  • Immanuel

    07 Dicembre @ 17.45

    Provo a fare la domanda anche qui : Ma perché non va bene festeggiare il Natale? Qual è il problema? Ci sarà pure un problema con sti canti e ste luminarie ... io devo dire che non l'ho capito, ma ci deve essere ...

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  • Alpino Italiano 66

    06 Dicembre @ 18.12

    Queste trovate sono ridicole. Sono d'accordo con il Direttore della Gazzetta.

    Rispondi

  • Biffo

    06 Dicembre @ 17.46

    Sono anche più che convinto che, fra non molto, l'Italia sarà il primo paese europeo ad accogliere, con gioia, la nuova fede islamica, tra le benedizioni degli alti papaveri clericali, soprattutto in mezzo ai frati francescani, che già portano la barba, da 8 secoli. Ciò in conformità con il costume italico di attaccarsi sempre al carro del nuovo padrone: o Dio od Allah, pur che se magna!

    Rispondi

  • Biffo

    06 Dicembre @ 17.42

    Oggi, in TV, nel corso di una intervista all'ineffabile arcivescovo d Milano, Angelo Scola, costui, con un giro di parole e tramite eufemismi e fumosità contorti e gesuitici, praticamente concordava con l'abolizione, almeno parziale, dei festeggiamenti natalizi cristiani, dato che, come si esprimeva, sono cambiate le realtà sociali. Bravo, monsignore, 7+!

    Rispondi

  • federicot

    06 Dicembre @ 16.16

    federicot

    Ma festeggiare il Natale per alzata di mano??? chi non vuole non lo fa o fa dell'Altro? No perchè a me ad esempio gli Auguri di buon natale dan fastidio ( ovviamente per questo non vado in giro a smitragliare all'impazzata). Per non parlare della canzoni di Natale: una piva insopportabile. In definitiva non chiedo nulla, solo il diritto a non festeggiarlo. Gli altri facciano ciò che voglianoi, ma non mi impongano il Natale. Suggerimenti per uno che non lo vuole festeggiare ne avete?

    Rispondi

    • Bastet

      07 Dicembre @ 10.41

      Per me,puoi benissimo impararti delle sure a memoria o bestemmiare o imparare il sanscrito.... io da buona atea,in paese laico a tradizione cattolica (dato importante) ,gradirei che mio figlio conoscesse le tradizioni di casa sua! @Vercinge : xD che bel ricordo che mi hai fatto tornare in mente. Ero in prima media....suonavo "adeste fideles" con il flauto,mentre mio papà la cantava in latino :) Grazie Verci :)

      Rispondi

    • Vercingetorige

      06 Dicembre @ 19.10

      E CHI TI OBBLIGA A FESTEGGIARLO ? Non festeggiarlo , ma non venirci a dire che non dobbiamo festeggiarlo neanche noi e i nostri bambini , per compiacere qualche insegnante sprovveduto , che , se gli andassimo a parlare della realtà storica della figura di Cristo , si metterebbe in malattia, ma pretende di plasmare la sensibilità religiosa delle future generazioni . Per quanto riguarda le "canzoni di Natale" , se mi parli di "jingle bells" possiamo essere d' accordo , ma , ad esempio , "adeste fideles" è meglio delle canzoni che ascolti tu.

      Rispondi

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