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Ma la sicurezza è un bene di tutti

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Giù le mani dalla sicurezza. Paladini, guasconi della domenica e difensori d'ufficio autonominatisi sono pregati di restare seduti. Perché la sicurezza - si sappia - non è di destra né di sinistra. Ma è una necessità, un'esigenza, comune. Un tema (caldissimo, certo), un argomento, un sentimento che tocca e riguarda, indifferentemente, tutti. Quelli che votano da una parte e quelli che votano l'opposto: e gli altri, che alle urne nemmeno ci vanno. Nessuno ha l'esclusiva sulla sicurezza: nessuno può, in coscienza, metterci il cappello sopra. O farne il proprio vessillo, la propria bandiera, il gonfalone da ostentare per le strade.

Non c'è alcun dubbio che il bisogno di sicurezza negli ultimi anni, anche a Parma, sia aumentato in maniera esponenziale. E che i fatti ogni giorno (è di oggi la notizia di un 35enne picchiato con ferocia e rapinato in via Monte Altissimo, nella zona, non proprio ben frequentata, della stazione) confermino che paure e disagi dei cittadini non siano campati per aria, ma abbiano un reale fondamento. Eppure, anche nella nostra città (come nel resto del Paese), il dibattito sulla sicurezza si è via via avvelenato, rischiando di trasformarsi nel ring infuocato dove due o più contendenti cercano di prevalere sui nemici di sempre.

La sicurezza non è una questione ideologica: ma, troppo spesso, viene trattata come tale. Nel dibattito, che più che mai in questo caso dovrebbe essere costruttivo e invece è quasi sempre avaro di soluzioni, la lotta alla criminalità «porta a porta», quella che rende pericolose le nostre strade è, d'abitudine, il pretesto per attaccare il nemico politico, per scavare solchi piuttosto che costruire ponti, per affermare posizioni di parte. Quando invece niente come la sicurezza è estranea a liti di cortile, insofferente a stemmi e divise, profondamente apartitica.

Perché la sicurezza, è bene ripeterlo, non è di nessuno, ma appartiene a tutti: alla pensionata parmigiana da sei generazioni che è stanca di assistere in viale dei Mille al penoso e degradante spettacolo dello spaccio come alla giovane immigrata nigeriana che non si fida più a uscire da sola a San Leonardo, che è anche il suo quartiere, la sua nuova casa. Solo giovedì scorso, a Parma, si sono svolte, non senza polemiche e strascichi, tre manifestazioni differenti sul tema della sicurezza: la fiaccolata di CasaPound, il contro-corteo (in diretta opposizione a quello del movimento di estrema destra) degli antifascisti e l'incontro che l'Anpi ha organizzato nella sua sede. Qualcuno ha parlato di minacce e intimidazioni ricevute, altri si sono appellati ai valori democratici, altri ancora hanno beccato una secchiata d'acqua in testa: chissà che non si rinfreschino le idee.

Poi, certo, possiamo stare qui a filosofeggiare che, come qualcuno sostiene, la sicurezza è «di destra» quando riguarda l'ordine pubblico e «di sinistra» quando invece concerne il sociale: ma appaiono discorsi vuoti davanti a quanto accade ogni giorno ovunque. Ancora di più nel momento in cui un bene comune come la sicurezza viene sbandierato (da parti anche completamente diverse tra loro) per riaffermare un'ideologia, il pensiero di pochi. Che non porta sollievo, e tregua nemmeno, alla preoccupazione di molti.

fmolossi@gazzettadiparma.net

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  • Michele

    17 Settembre @ 21.34

    mandra_sala@libero.it

    I cittadini manifestano da anni la necessità di migliorare una situazione insostenibile che è Ian forte peggioramento. A questo punto... quale è la risposta del sindaco, dell'assessore alla sicurezza CASA CRISTIANO e della nuova inutile figura di delegato esecutivo alla sicurezza ? Nessuna risposta, nessuna soluzione. Questo è gravissimo.... quanto basta per un COMMISSARIAMENTO

    Rispondi

  • Biffo

    17 Settembre @ 15.44

    Al contrario di Roberto,,io penso che, come sempre e non solo nelle Sue splendide critiche cinematografiche, Filiberto Molossi abbia scritto,,sul problema, un testo egregio. È un giornalista, non un magistrato, un Questore, un Prefetto. Alla sua risoluzione debbono pensare i legislatori, non Molossi.

    Rispondi

  • Luca

    17 Settembre @ 13.27

    Sinceramente io mi sento meno sicuro da quando orde di nullafacenti sbarcati senza controllo hanno invaso la città e mi pare che questa situazione non sia stata creata dalla destra che anzi è l'unica che non ci racconta che è solo percezione.

    Rispondi

  • Filippo

    17 Settembre @ 11.43

    filippo.cabassa.1970@gmail.com

    Si va bene, la teoria è giusta, ma adesso in pratica cosa facciamo?

    Rispondi

  • Nicola Martini

    16 Settembre @ 16.01

    Purtroppo il tema sicurezza negli ultimi 20 anni è stato utilizzato a sproposito come elemento di battaglia politica nelle varie tornate elettorali, anche quando le condizioni del c.d. ordine pubblico non erano così deteriorate. A dispetto dell'importanza attribuita alla questione sicurezza nelle campagne elettorali, in modo quasi bipartisan vien da dire, si sono viste negli anni riduzioni costanti delle risorse attribuite alle Forze dell'Ordine, tanto da mettere a rischio pure l'approvvigionamento dei carburanti, nonché l'approvazione di provvedimenti c.d. spot atti a carezzare la pancia della gente e che si sono rivelati del tutto controproducenti nel rendere più funzionali la gestione della sicurezza e del sistema giustizia. Si può partire da questa Legislatura, in cui sono state svolte depenalizzazioni e modifiche di reati di un certo rilievo. Un paio d'esempi riguardano la falsità in scrittura privata (Art. 485 C.p, abrogato) oppure l'Art. 635 C.p.(Danneggiamento), le cui modifiche hanno depenalizzato le forme minori del reato, sebbene possano rivelarsi anche abbastanza odiose (es. danneggiamento auto). Non c'è poi spazio per considerare gli effetti sulla sicurezza delle modifiche agli Artt. 380 e ss. C.p.p. in materia d'arresto. La storia di chi si straccia le vesti oggi dai banchi dell'opposizione, invece, non è migliore se si considerano (solo a titolo esemplificativo) l'emanazione di norme devastanti come la ex Cirielli (prescriz.) oppure colpite da incostituzionalità quali la Bossi-Fini o la Fini-Giovanardi. L'inserimento di reati demagogici come quello di immigrazione clandestina poi ha reso più difficoltose le espulsioni. Pure le nuove Norme in materia di stupefacenti hanno in modo ingiustificato aggravato il carico del sistema giustizia, oggetto peraltro di discussione per quanto riguarda provvedimenti inutili come la separazione delle carriere lasciando invece sguarnite le Cancellerie del personale amministrativo necessario. Solo l'anno scorso, infatti, è stato bandito un concorso da 800 posti per assistenza giudiziaria, onde evitare la paralisi del sistema. Se rivolgiamo lo sguardo al comparto locale le cose non vanno meglio considerato che solo 3 o 4 mesi fa il Sindaco (adesso riconfermato) dichiarava che la P.M. non possa svolgere indagini, nonostante ciò sia smentito da quello che capita in altre città, dall'Art. 337 C.p.p. nonché dalla L. n°65/86 che confermano funzioni di polizia giudiziaria e di pub. sicurezza in capo alla Municipale.

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