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Felino

Il sindaco: «Nessun inceneritore nell'area produttiva di Pilastro»

In consiglio Bertani ha risposto all'interrogazione presentata da Lusuardi della minoranza. «La zona sarà ecosostenibile dal punto di vista energetico e paesaggistico»

Il sindaco: «Nessun inceneritore nell'area produttiva di Pilastro»
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Con l’ultimo consiglio comunale a Felino si è tornati a parlare di ambiente e dell’Apea, l’area produttiva ecologicamente attrezzata che, prevista nel piano territoriale di coordinamento provinciale approvato dalla Provincia di Parma e recepito dal Comune, sarà in futuro realizzata tra Pilastro e San Michele Tiorre.
Salita alla ribalta delle cronache prima delle elezioni con un articolo comparso su questo giornale nel quale il Comitato ambientale Felino, San Michele Tiorre, Calicella, Pilastro e Langhirano denunciava che nell’area sarebbero potuti sorgere nuovi inceneritori, tesi poi ampiamente smentita dall’amministrazione comunale, la discussione è stata risollevata da Angelo Lusuardi, capogruppo della lista di minoranza «Felino Cambia», grazie ad una interrogazione.
Lusuardi in sostanza ha chiesto all’amministrazione di: «Indicare in maniera puntuale la tipologia degli impianti di trattamento rifiuti e simili che si possono realizzare nell’area e quali, viceversa, saranno esclusi».
L’area prevede poi la presenza di una piattaforma energetica per la realizzazione di impianti volti alla creazione di energia e, anche in questo caso, Lusuardi ha chiesto di «indicare la tipologia di impianti che si possono inserire e non nella piattaforma energetica da fonti rinnovabili prevista nell’area».
In risposta il sindaco Maurizio Bertani ha spiegato che «non esiste, ad oggi, un progetto specifico delle funzioni e delle attività che l’area andrà ad accogliere. Trattandosi di un’area produttiva ecologicamente attrezzata, secondo la normativa regionale, deve avere i requisiti di virtuosità. L’area dovrà infatti essere ecosostenibile dal punto di vista energetico, ambientale e paesaggistico».
«Per questo – ha continuato il sindaco Bertani – è ammessa la presenza di piattaforme energetiche da fonti rinnovabili come, ad esempio, il fotovoltaico. L’area è nata anche attraverso il coinvolgimento delle categorie produttive per valorizzare le produzioni tipiche e sostenere i settori produttivi locali. Non sono previsti quindi impianti di incenerimento che risulterebbero contrari alle finalità e ai requisiti dell’area. Al fine di chiarire ogni dubbio, si è comunque chiesto un parere in merito all’ente competente e cioè la Provincia di Parma».
Durante i lavori consiliari sono poi state composte le commissioni di assessorato e sono stati nominati i rappresentati del Comune di Felino nel consiglio dell’Unione Pedemontana Parmense. Per l’ente, oltre al primo cittadino, l’amministrazione sarà rappresentata, per la maggioranza, dal capogruppo Enrico Depietri e dal consigliere Davide Del Bono e per la minoranza, dal capogruppo di «Felino Cambia», Lusuardi.
Infine, sono stati nominati anche i rappresentati dell’amministrazione per la consulta dell’associazionismo. Oltre al sindaco Bertani, la maggioranza sarà rappresentata dal consigliere Maurizio Faccini mentre, per la minoranza, l’incarico è stato affidato al consigliere Giacomo Baiocchi, della lista «Felino Cambia», e da Luigi Fereoli, consigliere della lista «Vivere il Cambiamento».

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  • Umberto

    08 Luglio @ 11.51

    Lo strano caso del_dottor Jekyll e del signor Hyde in salsa felinese. Maurizio Bertani oggi sindaco con un passato recentissimo da assessore con smanie da incenerimento nella passata legislatura ha iniziato una nuova vita politica da ecologista convinto? Lo danno per scontato i suoi sostenitori. Ne dubitano altri. Quali le ragioni della diffidenza? Gli incerti si chiedono se quella di Pilastro/San Michele Tiorre sarà un'area eco sostenibile come dichiarato alla prima riunione del consiglio comunale o una piccola città dei fuochi come quella del Poggio di Sant'Ilario? Al Poggio (infatti) lo stesso Comune di Felino ha consentito alla multinazionale dei salumi Citterio la creazione di impianti di cogenerazione e di rendering da scarti di produzione di carni animali. In sostanza un bell'inceneritore. No inceneritore a Pilastro e allora perché si al Poggio? Anche a volerci credere A quale dei due Bertani credere?

    Rispondi

  • Umberto

    08 Luglio @ 11.30

    Prima questione: in una affollata assemblea pubblica Nicola Dall'Oglio a nome del Pd di Parma affermò che impianti come quello della Citterio del Poggio di sant'Ilario, pure questo in Comune di Felino, che brucia grassi animali non sono inceneritori. Da qui il legittimo dubbio: dicendo che nell'area non sono al momento previsti inceneritori significa che impianti come quello della Citterio sono ammessi? Altre questioni in base alla eventuale risposta o in mancanza di questa.

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