fidenza

Addio al progetto di recupero del vecchio oratorio Don Bosco?

Vincolato dalla Soprintendenza, l'edificio non potrà più essere demolito

Vecchio oratorio Don Bosco

Vecchio oratorio Don Bosco

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Sono in tanti, in città, a chiedersi da tempo che fine farà il vecchio e amato complesso che ospitava l’oratorio Don Bosco, tanto caro al cuore dei borghigiani. Già di proprietà della Diocesi, la struttura alcuni anni fa era  stata venduta a un privato. 
Il fronte dell’edifico del vecchio Oratorio Don Giovanni Bosco si allunga in via Bacchini senza richiamare gli sguardi dei passanti.
Della ristrutturazione conservativa del compianto architetto della diocesi Pattini restano solo il progetto e un edificio desolatamente vuoto, completamente disabitato da quando la Caritas diocesana che utilizzava alcuni spazi si è trasferita. Già, venti e più anni fa, era stata chiusa anche la sede della sezione locale della Democrazia Cristiana che vi aveva trovato anch’essa ospitalità. La solitudine non giova agli uomini, ma anche agli edifici non fa bene. Solo tre anni fa il cortile del grande complesso si presentava in ordine e pulito. Ma tre anni in più pesano ed oggi il cortile si presenta infestato di erbacce, habitat ideale di topi e insetti. 
Quasi a presidiare il tutto, resta solo il cippo dedicato a don Attilio Garlaschi, il prete che fece grande l’oratorio, lo guidò per 17 anni, educò intere generazioni di borghigiani prima e fidentini dopo. 
La targa, posta nel 1953 a dieci anni dalla sua morte, è infatti ancora lì, a ricordarlo e a ricordarne le opere. Oggi sembra totalmente bianca ma in realtà potrebbe ritornare così per essere collocata altrove.
Intanto qualcuno spera ancora che questo edificio in pieno centro storico possa essere recuperato. 
Intanto nello scorso gennaio era stata approvata in via definitiva, dopo l'adozione votata l'estate precedente, la variante al Prg che aveva accolto il vincolo posto dalla Soprintendenza ai beni architettonici sull'ex oratorio don Bosco.
Di conseguenza l'edificio non potrà più essere demolito e ricostruito con una maggiore volumetria, come previsto in origine, ma il soggetto attuatore potrà solo procedere al recupero dell'esistente. Col decreto di vincolo, per essere stato riconosciuto un complesso di interesse storico e artistico, era decaduto il vecchio progetto che prevedeva anche demolizioni di parti e costruzioni di nuovi volumi. 
Sono in tanti, in città, a chiedersi da tempo che fine farà il vecchio e amato complesso che ospitava l’oratorio Don Bosco, tanto caro al cuore dei borghigiani. Già di proprietà della Diocesi, la struttura alcuni anni fa era  stata venduta a un privato. Il fronte dell’edifico del vecchio Oratorio Don Giovanni Bosco si allunga in via Bacchini senza richiamare gli sguardi dei passanti.Della ristrutturazione conservativa del compianto architetto della diocesi Pattini restano solo il progetto e un edificio desolatamente vuoto, completamente disabitato da quando la Caritas diocesana che utilizzava alcuni spazi si è trasferita. Già, venti e più anni fa, era stata chiusa anche la sede della sezione locale della Democrazia Cristiana che vi aveva trovato anch’essa ospitalità. La solitudine non giova agli uomini, ma anche agli edifici non fa bene. Solo tre anni fa il cortile del grande complesso si presentava in ordine e pulito. Ma tre anni in più pesano ed oggi il cortile si presenta infestato di erbacce, habitat ideale di topi e insetti. Quasi a presidiare il tutto, resta solo il cippo dedicato a don Attilio Garlaschi, il prete che fece grande l’oratorio, lo guidò per 17 anni, educò intere generazioni di borghigiani prima e fidentini dopo. La targa, posta nel 1953 a dieci anni dalla sua morte, è infatti ancora lì, a ricordarlo e a ricordarne le opere. Oggi sembra totalmente bianca ma in realtà potrebbe ritornare così per essere collocata altrove.Intanto qualcuno spera ancora che questo edificio in pieno centro storico possa essere recuperato. Intanto nello scorso gennaio era stata approvata in via definitiva, dopo l'adozione votata l'estate precedente, la variante al Prg che aveva accolto il vincolo posto dalla Soprintendenza ai beni architettonici sull'ex oratorio don Bosco.Di conseguenza l'edificio non potrà più essere demolito e ricostruito con una maggiore volumetria, come previsto in origine, ma il soggetto attuatore potrà solo procedere al recupero dell'esistente. Col decreto di vincolo, per essere stato riconosciuto un complesso di interesse storico e artistico, era decaduto il vecchio progetto che prevedeva anche demolizioni di parti e costruzioni di nuovi volumi. 

 

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