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Grande guerra, foto inedite di un eroe

Michele Vitali, immagini d'epoca dall'archivio di un nipote milanese rintracciate da Andrea Cattabiani

Grande guerra, foto inedite di un eroe
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Nuovi interessanti documenti, soprattutto immagini d’epoca, stanno emergendo dagli archivi privati e ci raccontano meglio la vicenda di una medaglia d’oro al valor militare nella Grande Guerra: il giovanissimo parmigiano Michele Vitali, che sacrificò la sua vita, distinguendosi per il coraggio e la generosità. Il 26 marzo 1916, sul Pal Piccolo, a causa dello scoppio di una bomba perse quasi del tutto la vista ma non volle abbandonare la sua posizione e decise di continuare a combattere. Fino alla fine. Pertanto, la mattina seguente, eseguendo l’ordine di rigettare gli austriaci dalle posizioni perdute, balzò all’attacco trascinando con sé i suoi bersaglieri fino all’eroico sacrificio. Classe 1895, Michele da studente di ingegneria aveva abbandonato i libri per impugnare le armi; era stato nominato sottotenente ed era entrato nel corpo dei bersaglieri. La medaglia d’oro al valor militare fu conferita alla memoria il 29 ottobre del 1916. Notevole la motivazione: «Contrattaccava col suo plotone il nemico, che era riuscito ad occupare una nostra trincea. Ferito e respinto, si appostava a breve distanza dall’avversario e con tiri di fucileria lo molestava nei lavori di rafforzamento. Il giorno successivo prendeva d’assalto la posizione nemica, dandovi la scalata mediante una scala a pioli. Rimasto con pochi bersaglieri, si affermava sulla posizione stessa, finché giunti nuovi rinforzi, benché ferito più volte, si slanciava all’assalto decisivo, cadendo colpito al capo; fulgido esempio di valore e di tenacia». In questi mesi, grazie anche alla concomitanza delle commemorazioni della Prima guerra mondiale, stanno emergendo dagli archivi immagini e documenti certamente significativi, che delineano un quadro sempre più preciso di quegli eventi, la cui eco sulla stampa fu notevole, come dimostrano le interessanti ricerche di Andrea Cattabiani, dottore commercialista per professione, ma escursionista e profondo conoscitore della Grande Guerra per passione. «L’accanito e sanguinoso combattimento che si svolse sul monte Pal Piccolo, lungo la cresta carnica del confine italo austriaco, il 26 e 27 marzo 1916, - tiene a sottolineare Cattabiani - conobbe gli onori della cronaca non solo sul giornaliero Bollettino di guerra del Comando Supremo, ma anche sui principali quotidiani e sulle riviste illustrate. È la Tribuna Illustrata che per prima il 16 aprile 1916 dedica al combattimento la copertina, con un fantasioso assalto di soli alpini tra gli abeti innevati (la zona sommitale del monte è in realtà un catino pietroso), mentre una settimana dopo il celebre illustratore Beltrame sulla Domenica del Corriere, pur con una concessione alla fantasia di un aereo italiano che sorvola i combattenti, appare più fedele nella ricostruzione, disegnando per i lettori un assalto spalla a spalla di alpini, bersaglieri e fanti: in effetti oltre all’8° Reggimento Alpini ed al 16° Reggimento Bersaglieri parteciparono anche i fanti del 145° Reggimento Fanteria, tra i quali trovò la morte e la medaglia d’argento al valor militare Aldo Rosselli, il primogenito dei celebri fratelli fuoriusciti antifascisti Carlo e Nello Rosselli, vittime nel 1937 in Francia dei sicari di Mussolini». Nell’ultimo anno è uscita una prima pubblicazione dedicata all’eroe parmigiano. Spiega Andrea Cattabiani: «Occorre dare merito a Luigi Carlo Baroni, presidente onorario dell’Associazione Nazionale Bersaglieri dell’Emilia Romagna, già presidente della sezione di Parma, di aver condotto, in vista della commemorazione del centenario, la ricerca di documenti e notizie riguardanti Michele Vitali (dal 1922 Vitali-Mazza) per realizzare la prima pubblicazione in onore del giovanissimo parmigiano: ''Michele Vitali, il leone di Pal Piccolo''. Le ricerche hanno permesso di rintracciare a Milano un pronipote, il dottor Camillo Vitali-Mazza, e venire a conoscenza dell’esistenza di due straordinari album realizzati dal padre di Michele, il violoncellista e compositore Luigi Vitali-Mazza, per raccogliere ricordi di famiglia ed in particolare fotografie inedite dell’eroico figlio e musiche composte in sua memoria». Grazie alla disponibilità di Camillo Vitali-Mazza, Andrea Cattabiani ha così riprodotto immagini rare, entrate a far parte del proprio ricchissimo archivio, realizzando una proiezione di immagini dedicata al giovane caduto e ai monti che ne videro il sacrificio. «La morte eroica di Michele - conclude Cattabiani - fu oggetto di numerosissimi articoli giornalistici durante e dopo la guerra (Gazzetta di Parma, La giovane montagna, Il Corriere Emiliano), mentre la biografia e la motivazione della medaglia sono riportate su molti testi d’epoca dedicati ai decorati. Va ricordato che la famiglia commissionò un ricordo funebre pieghevole di sei facciate con poesie di Luigi Sanvitale e di Luigi de Giorgi dedicate al ragazzo, ma non si arrivò mai a un corposo opuscolo o libro commemorativo». Dagli album si rilevano le composizioni musicali per coro e orchestra in ricordo del figlio, che ci dicono molto della particolare elaborazione del lutto da parte del padre; le fotografie in prima linea sul Pal Piccolo inviate da Michele ai genitori nell’imminenza della morte; le fotografie inviate dagli ufficiali commilitoni superstiti con la descrizione dei fatti e dei luoghi del combattimento mortale (con numerosi cadaveri in mezzo alla neve); le fotografie della sepoltura in montagna di Michele e poi della pietosa esumazione nel 1923 da parte del padre per riportare a Parma i poveri resti del figlio. Restano, inoltre, testimonianze di chi condivise quei giorni in guerra. A commento di una fotografia dell’album, i commilitoni di Vitali ne sottolineano l’eroismo: «Per il sentiero, dove si veggono dei militari, vennero su i bersaglieri di rinforzo sotto la falciatura di una mitragliatrice […] il sottotenente Vitali salì per una scaletta [...] lanciandosi primo sugli Austriaci, benché ferito subito». Il ricordo di Vitali è ancora molto vivo in città: tra l’altro, gli è intitolata la sezione di Parma dell’Associazione Nazionale Bersaglieri.

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