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Cortina, in mostra le "invenzioni" del fotografo-artista Giovanni Lunardi

Cortina, in mostra le "invenzioni" del fotografo-artista Giovanni Lunardi
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Un bel quadro e una bella foto sono pezzi di cuore. Sono opere d’arte. Il primo è il frutto della manualità e del pathos del pittore, la seconda espressione viva della creatività, della sensibilità e della vis artistica del fotografo. Un artista che il cuore e l’anima li coniuga sempre quando scatta o, meglio, quando compone quadri fotografici, è Giovanni Lunardi, «pramzàn dal sas», ora «strajè» in Florida, di antica e illustre famiglia parmigiana. Giovanni ha incominciato a dare del tu alla macchina fotografica fin da ragazzo. Dopo gli studi classici effettuati al «Romagnosi», la laurea in Geologia conseguita al nostro Ateneo, invece di intraprendere la professione di geologo, iniziò a scattare foto con il beneplacito del padre, insigne clinico, che aveva capito tutto circa le intenzioni del figlio: era il 1964.E poi, i primi grandi successi come fotografo di moda, ma con quel sacro fuoco per gli «scatti» che, negli anni, gli ha consentito di scoprire altre variegate forme d’arte legate sempre alla fotografia. Ed allora, ecco l 'inizio di una brillante carriera e di altrettanti marcati successi avvenuti a seguito di un episodio curioso. «Era il tardo autunno del 1978 - ricorda Lunardi - ero a Miami per realizzare un servizio di moda, non so più per chi e, come al solito, un paio di giorni prima di iniziare il mio lavoro, andavo in giro per la città la mattina presto, per ricercare luoghi e luci per realizzare il mio lavoro. Ad un certo punto mi sono trovato a camminare lungo una strada che costeggiava il mare, ma separata dalla spiaggia da un alto e lungo muro bianco che non mi permetteva di guardare al di là, e vedere così la spiaggia. Continuavo a camminare, ma non trovavo un’apertura che mi permettesse di camminare sulla sabbia».
«Ero arrabbiato e, per ricordarmi di questa situazione strana, ho scattato una foto al muro e al cielo che lo sovrastava. Ho continuato ad avanzare sulla strada e, solo più avanti, ho trovato finalmente l'apertura che mi ha offerto una visione bellissima della spiaggia vuota e del mare con un cielo blu intenso pieno di nuvolette bianche. Ho scattato un’altra foto di questa situazione. Un mese dopo essere rientrato in Italia, a Milano, nel mio studio, ho stampato le due foto scattate a Miami e ho provato a sovrapporle una sull'altra provando la stessa sensazione di disagio che mi aveva preso a Miami quando camminavo lungo il muro. In un momento di rabbia, a foto sovrapposte, ho preso la foto del muro, con una forbice l’ho tagliata esattamente a metà, dall’alto al basso, creando quell'apertura che mi ha permesso di vedere, nonostante il muro, tutto il paesaggio meraviglioso che stava dall’altra parte. E così, in quel momento esatto, nasceva l’idea della tridimensionalità che da tanto tempo ricercavo per le mie immagini per dare volume e vita alle mie foto».
Dopo questi esperimenti, altri ne sono seguiti con soggetti diversi al punto che il fotografo-artista parmigiano è stato costretto a inventarsi cornici fatte ad hoc, che hanno una profondità utile per racchiudere le foto. Gli interventi sulle foto non si sono fermati soli ai tagli, ma Lunardi ha pure utilizzato oggetti diversi come colori sgocciolati e versati sulle foto, ma uno dei soggetti preferiti da inserire è stata la «Barbie» che lo ha aiutato a dare non solo profondità ma anche movimento alle sue opere. Da quando ha scelto di vivere negli Usa, Lunardi si è dedicato alla parte artistica con più assiduità realizzando quadri di grandi dimensioni con tecniche più raffinate nella costruzione delle cornici in collaborazione con il figlio Christian. Ed ora, la grande occasione per fare ammirare le sue opere ad una platea importante come Cortina d’Ampezzo, dove nella prestigiosa galleria di Stefano Zardini, a due passi dall’Hotel de la Poste, punto di incontro mondano della città, Giovanni Lunardi, espone 18 sue nuove opere che il pubblico potrà ammirare fino al 3 febbraio.
Subito dopo, un altro impegno importante con l'esposizione delle stesse opere al «MIA Fair» di Milano dal 9 al 12 maggio, la più importante mostra di fotografia organizzata in Italia, visitata da migliaia di persone che arrivano da tutto il mondo.
Ma un fotografo così famoso e apprezzato in tutto il mondo può avere ancora un sogno nel cassetto? Lunardi lo ha ed quello di realizzare una mostra nella sua città natale. «Vengo a Parma circa tre volte all’anno e, per me, ogni volta, è una festa perchè è la città della mia famiglia, è la città dove vivono i miei migliori amici, è la città dove ritrovo la musica, i profumi e i sapori che hanno riempito la mia giovinezza». Ma è vero che Parma non è più la stessa e che è cambiata radicalmente? « Parma - risponde Lunardi - va vista e goduta evitando i luoghi comuni, le resse allo stadio, il traffico a singhiozzo e va riscoperta nei suoi silenzi e nelle sensazioni che, una città come la nostra, ti comunica ad ogni angolo, solo se si è attenti a recepire i suoi messaggi che non sono gridati, ma suggeriti e sussurrati». Da circa due anni, Lunardi sta raccogliendo materiale fotografico per raccontare questo tipo di città che può piacere a tutti e non solo ai nostalgici di parmigianità. Foto che potrebbero dar vita ad un libro da vedere e non da leggere, perchè di parole dette e scritte, forse, ne abbiamo a sufficienza. Per rilassarci un momento, per riappropriarci dell’anima della nostra città e di quella di ciascuno di noi, sarebbe bene fermarsi un momento, tacere e osservare. E chissà che, che scrutando le foto «parmigiane» di Giovanni con le loro atmosfere, i loro colori, i loro suoni e loro profumi - poiché le foto di Lunardi possono anche questo - non si riesca a riproporre una Parma che ancora c'è, ma che non riusciamo più a vedere.Lorenzo SartorioCortina Alcune foto di Giovanni Lunardi esposte alla mostra.
 

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