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Alla scoperta dell'Appennino reggiano

Guida Appennino Reggiano

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Dopo il primo volume (già disponibile da sabato), dedicato alle Terre Matildiche, ai gruppi del Monte Ventasso, dell’Alpe di Succiso e alle montagne del Passo del Cerreto, da domani sarà in edicola, in esclusiva con Gazzetta di Parma, a 10 euro più il prezzo del quotidiano, il secondo ed ultimo volume di «Itinerari nell’Appennino reggiano, da Canossa e Bismantova al Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano». In oltre 180 pagine sono descritti, con dettagliate schede e numerose fotografie, 33 itinerari per scoprire montagne, a molti, ancora sconosciute, dai grandi spazi del Monte Cusna al bosco incantato dell’Abetina Reale dagli sconfinati orizzonti del Monte Prado alle spettacolari Cascate del Lavacchiello. Il libro, scritto e illustrato da Andrea Greci, edito da Gazzetta di Parma con la collaborazione del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e con il patrocinio delle sezioni di Parma e Reggio Emilia del Club Alpino Italiano, è una preziosa guida escursionistica per tutti, dalle famiglie ai camminatori più esperti, ma è anche un viaggio alla scoperta dei valori e delle peculiarità di un territorio, della sua natura e della sua storia. Tra le escursioni descritte si trovano percorsi «classici» accanto a numerosi itinerari meno conosciuti, che consentono di esplorare ogni angolo delle montagne reggiane. Quello che raggiunge il Monte Castellino da Presa Alta è per esempio uno di questi. Questa sommità infatti, pur raggiungendo una ragguardevole quota (1951 metri) e pur essendo posizionato a breve distanza da un luogo molto frequentato come il Lago della Bargetana, è raramente raggiunto, quasi sempre «trascurato» in favore del vicino Monte Prado. Già il punto di partenza di Presa Alta (1241 metri), a monte di Ligonchio, riveste grande interesse: qui infatti non solo si può osservare un piccolo bacino artificiale destinato alla produzione di energia elettrica, ma soprattutto si può ammirare la scenografica gola di arenaria degli Schiocchi dell’Ozola. Da Presa Alta si sale in un fitto bosco, seguendo fedelmente il sentiero 639, transitando dalla piccola torbiera del Lago del Capriolo e giungendo infine al Passo di Romecchio (1685 metri), storico valico dove si trova anche un piccolo oratorio. Voltando a sinistra (est) si segue ora il crinale (segnavia 00), si supera il Monte Ravaianda e si percorre poi l’ampia e panoramica dorsale del Monte Castellino, costituita da una successione di groppi erbosi. Perdendo quota si giunge alla Sella di Monte Prado e da qui si volta a sinistra in direzione del Rifugio Battisti giungendo in breve al Lago della Bargetana (1783 metri), situato al centro di una magnifica conca di origine glaciale, uno dei luoghi più maestosi ed affascinanti del Parco Nazionale. In pochi minuti si raggiunge il tracciato della sterrata che collega il Passo di Lama Lite a Presa Alta e voltando nuovamente a sinistra si scende fino al Rifugio Bargetana. Da qui si segue il sentiero 633, attraversando sconfinate e affascinanti distese di mirtilli, facendo ritorno al Passo di Romecchio e da qui al punto di partenza.r.c.

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