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Chiusura al sabato: una mamma ha fatto i conti e...

Perplessità sulla proposta della Provincia. Una mamma: "Tornerebbe a casa alle 4 e dovrebbe studiare fino a mezzanotte"

Chiusura al sabato: una mamma ha fatto i conti e...
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«Con la chiusura delle scuole superiori al sabato come faranno le migliaia di ragazzi che vivono fuori città?» si chiede una mamma, che contesta la decisione della Provincia di ridurre la settimana scolastica. «Con un’ora in più di lezione al giorno, chi prende la corriera si troverà di fronte a ritmi insostenibili e innaturali» afferma Sabrina Gardelli, che dice di «sentire molto questo tema, così come molti genitori pendolari».
Per spiegare cosa cambierà, fa un esempio concreto, mette a confronto come potrebbe essere il prima e il dopo. «Vorrei corredare con una scena filmica. – dice - Prima scena, dicembre 2014: sono le 22:15 e mia figlia (prima superiore) ha appena finito di ripassare (con il trimestre che sta per finire, l’impegno scolastico è rilevante). Come accade per quattro giorni a settimana, è arrivata con la corriera alle 14:50 e ha finito di pranzare alle 15:30, poi abbiamo fatto due chiacchiere, si è lavata i denti, ha messo qualcosa di comodo ed ha iniziato a studiare alle 16:00. Seconda scena, con fast forward siamo al dicembre 2015: mia figlia (ora seconda superiore) ha appena finito di ripassare. Come accade per quattro giorni a settimana, è arrivata con la corriera alle 15.50 e ha finito di pranzare alle 16:30, poi abbiamo fatto due chiacchiere, si è lavata i denti, ha messo qualcosa di comodo ed ha iniziato a studiare alle 17:00. Visto che quest’anno ha un’ora in meno per studiare ma una materia in più da preparare (essendo passata la proposta di allungare di un’ora il tempo scuola quotidianamente), ora sono le 00:15. Peccato che, a peggiorare ulteriormente le cose, domattina la sveglia suonerà come al solito alle 06:00, perché possa correre a prendere la corriera alle 06:40».
Già ora, dice la mamma, le levatacce e le ore di viaggio sono impegnative, come saranno con un’ora in più e i rientri pomeridiani? «Con flash-back – afferma Sabrina - torniamo al 2014, quando qualcuno dai palazzi della Provincia sta pensando che quella del sabato a casa sia una bell’idea: poi riesce a guardare un po' oltre il proprio naso, e capisce che forse centinaia di ragazzi vivrebbero una vita faticosa ma decente, se lasciasse le cose come stanno, anziché essere costretti a ritmi insostenibili».
Poi l’ultimo pensiero, al risparmio della chiusura al sabato delle scuole, valutato sui 180 mila euro all’anno, necessari alla Provincia per la manutenzione degli edifici. Si tratta di una strada già intrapresa da altre province. «Il benessere degli studenti ed il buon esito della loro formazione non dovrebbero valere un po' di più di 8 euro a testa?» si domanda Sabrina.

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  • Medioman

    12 Dicembre @ 09.37

    Domandina facile facile: la scuola deve essere al servizio dei cittadini, oppure sono i cittadini che devono essere al servizio della scuola? Se c'è da rivedere il regolamento carcerario, lo devono decidere i detenuti, oppure qualcun altro? E' così difficile, all'interno di ogni istituto, distribuire un questionario, indicando i costi aggiuntivi (riscaldamento, personale, pulizia eccetera) per eventuali corsi al sabato o alla domenica, alternativi all'orario prolungato? Chi oggi fa sciopero, dopo aver fatto tante belle chiacchiere sulla "didattica", si pone queste domande?

    Rispondi

    • Marta

      12 Dicembre @ 13.27

      Lo sta dimostrando ancora ...mi perdoni ma è anni luce lontano dal suo pensiero la parola didattica !!!! Forse anche lei è uno dei 3 ANNI IN UNO ????

      Rispondi

      • Medioman

        12 Dicembre @ 14.03

        Signora Marta, io ho il massimo rispetto per chi svolge "coscienziosamente" il suo lavoro, che sia professore o bergamino, come pure ho rispetto di chi ha opinioni differenti dalla mia, purché motivate e con comportamenti coerenti. Non faccio parte del mondo della scuola, però, negli anni, mi sono anche occupato di "formazione" in altri ambiti, quindi conosco concetti quali "periodo di attenzione". Mi disturbano, invece, le motivazioni pretestuose. Non mi pare il caso di dilungarmi troppo su questi argomenti (non è il sito più opportuno), ma le ripeto la domanda: è la scuola che deve essere al servizio dei cittadini, oppure sono i cittadini che si devono "adeguare"? Dopodiché, che l'orario scolastico sia mattutino, pomeridiano, serale, festivo o feriale, diventa solo una logica conseguenza.

        Rispondi

        • annamaria

          14 Dicembre @ 01.39

          Caro medioman, non mi pare che la sua domanda sia molto pertinente. Qui non si tratta di chiedersi se la scuola" deve essere al servizio del cittadino" ma" qual'è il servizio" che la scuola è chiamata a dare al cittadino. La scuola, con tutti i suoi limiti, costituisce ancora un luogo di didattica, informazione, confronto, crescita e, checchè se ne dica, rimane ancora, faticosamente, un argine e un porto per migliaia di studenti e per le loro famiglie. Eppure viene continuamente criticata,e ognuno la vuole mettere al proprio servizio, per il proprio interesse. Gli insegnanti dovrebbero essere più competenti e autorevoli, i genitori meno arroganti e impiccioni e la dovrebbero smettere di prendere il posto dell'insegnante senza averne le competenze, e gli studenti dovrebbero semplicemente studiare di più e non pretendere di avere tutto gratis.Se questi tre elementi non si mettono in riga, non serve neppure andare a scuola la domenica.

          Rispondi

        • Medioman

          14 Dicembre @ 09.55

          Cara annamaria, il suo pensiero sulla scuola potrebbe essere applicato a qualunque attività pubblica. Pensi ad un ospedale: ognuno lo mette "al proprio servizio". "I medici dovrebbero essere più competenti ed autorevoli, e i parenti degli ammalati dovrebbero essere meno arroganti ed impiccioni". Concetti condivisibili; però mi permetta due appunti: 1) ogni attività umana DEVE essere continuamente criticata, per poter migliorare 2) per qualcuno, la scuola più che un "porto" consiste in un "parcheggio". Da questo, nasce il tema di questa discussione: i parcheggi devono essere "comodi" come orari....

          Rispondi

        • annamaria

          15 Dicembre @ 01.57

          Appunto, la scuola Non è un parcheggio e chi lo pensa non va proprio preso in considerazione, quindi si chiude la discussione.E per ciò che riguarda l'ospedale, è vero che ogni tanto ci sono lettere di denuncia sulla malsanità, ma mi sembra che la gente ci vada più cauta ad atteggiarsi a medico, sa la salute fa un pò tremare. Invece con la scuola tutti pretendono di essere insegnanti, e a quelli che davvero lo fanno non viene riconosciuta alcuna professionalità. Lo dimostrano i tanti commenti su questo argomento. Crede che se fosse stato un problema di gestione di un reparto ospedaliero, ce ne sarebbero stati altrettanto? La critica è doverosa, purchè fatta con una certa cognizione di causa e senza pretese di possedere la verità (parlo in generale e non mi riferisco a Lei).

          Rispondi

  • Gio

    11 Dicembre @ 16.27

    Giorgio R.

    Scusate dimenticavo : PROVATE A STUDIARE SUI TRASPORTI IN ITALIA PER TORNARE DA SCUOLA.....SONO COME DIRE SI POSSIAMO DIRLO "STIPATI". Le mense nella maggior parte dei LICEI Italiani NON ci sono. Poi con le tasse che si pagano dovrebbe essere quasi gratuita. Mentre qui si arrotonda e si pensa di portare a casa soldi anche li per i comuni che con una scusa o l'altra ti aggiungono anche li. Ci sono comuni virtuosi che non fanno pagare la mensa anche in Italia. Si vede che facendo bene si può. All'estero in tanti casi è compresa nelle tasse sia pur pagandone a cifre inferiori. Poi non avendo la possibilità di fare sport e altre attività nelle scuole non possiamo pensare di uscire alle 17,00. Prima di fare una riforma del genere si dovrebbe adeguare le strutture.......cosa improbabile.

    Rispondi

  • federicot

    11 Dicembre @ 15.35

    federicot

    se si vuo e fare una discussione intelligente e utile qui c'è un ottimo spunto http://www.corriere.it/scuola/secondaria/14_dicembre_09/compiti-casa-italiani-record-studiamo-doppio-coreani-e05af758-7fd7-11e4-92ce-497eb7f0f7a3.shtml

    Rispondi

    • Marta

      12 Dicembre @ 13.35

      Quindi?

      Rispondi

  • Marco

    11 Dicembre @ 13.55

    Cerco di non schierarmi con una fazione o l'altra perché il problema in effetti sta a monte. Ho letto però oggi la notizia (fonte: la Repubblica) che gli studenti italiani sono i più tartassati dai compiti di tutta l'OCSE. E che la quantità di compiti non migliora l'apprendimento. Questo dovrebbe far riflettere il sistema scuola. Ho profondo disprezzo per alcuni professori di scuola media che riempiono di compiti i miei figli per il lunedì, obbligando la famiglia a rinunciare ad una domenica serena. Per non parlare delle ricerche, come se non sapessero che al giorno d'oggi basta fare un copia-incolla da internet.

    Rispondi

    • Wait

      11 Dicembre @ 20.37

      Superiori. Si parla di superiori. E, con tutto il rispetto, voglio sperare che lei non abbia insegnato ai suoi figli a fare ricerche copia-incollate quando hanno a disposizione non solo le biblioteche ma tutta internet per trovare informazioni. Se ne trovano talmente tante che rielaborarle è piuttosto semplice. Sa cosa migliora l'apprendimento? L'impegno. Non certo il sabato a casa..

      Rispondi

    • annamaria

      11 Dicembre @ 16.29

      Fare ricerche non è buttare via il tempo, lo è invece fare i copia-incolla da internet. Fare ricerca, ovviamente commisurata all'età, significa insegnare a cercare fonti, a scegliere ciò che è pertinente alla richiesta, a unire logicamente le scelte fatte, significa insomma far usare la testa con senso critico. Per ciò che riguarda i compiti a casa, si dovrebbe puntare su esercizi mirati, ma è meglio ricordarsi che l'apprendimento non nasce sugli alberi , necessita di applicazione. Pochi sono i genitori che vedono la scuola come strumento didattico, prevale la critica a prescindere senza per altro aver mai provato a stare dietro una cattedra. E se certi insegnanti sono da criticare, come in qualsiasi altra professione, alcuni genitori non lo sono da meno. Comumque ribadisco che le critiche fatte a questa lettera perchè una madre avrebbe "protetto e viziato" una studente che sembra aver solo voglia di studiare, dimostrano come l'impegno e la serietà siano considerate nel nostro paese

      Rispondi

    • Gio

      11 Dicembre @ 15.44

      Giorgio R.

      Concordo che il caricare di compiti non sia una cosa da praticare.

      Rispondi

  • AleAle

    11 Dicembre @ 13.38

    Ma riorganizzare la scuola totalmente? Non ho fatto le scuole in Italia ma all'estero. Al " liceo" ero a scuola dalle 9.20 -16, mangiavo a scuola, avevo pause mattina e pomeriggio, si faceva sport a scuola ( squadre scolastiche e non), facevo il liceo in un'altra città e facevo 45-60 minuti di treno ogni giorno per andare a scuola. Sul treno spesso iniziavo già a fare i compiti e a studiare. Siccome si era in gruppo di tutte le età spesso si aiutava anche gli altri a ripassare. A casa rientravo alle 17.30, mangiavo, facevo i compiti e studiavo. Il giorno dedicato al mio sport era il sabato ( passavo tutto il giorno fuori casa) e domenica studiavo. Tran tran che è andato avanti dai 12 anni in su fino alla maturità. Sinceramente problemi non li ho avuti con questi orari e neanche di come fosse strutturata la scuola nell'insieme.

    Rispondi

    • Gio

      11 Dicembre @ 16.18

      Giorgio R.

      Ecco appunto. Lei è andata in una scuola all'estero ed è l'esempio, proprio per quello che ci ha descritto, che in Italia NON è così e non abbiamo le strutture adeguate per farlo. Avevate tutto dentro la scuola. Qui lo sport si è costretti a farlo all'esterno e anche lo studio e la pausa pranzo. Avevate un'area dove si faceva tutto. Con MENSA. Quante scuole del liceo per esempio sono organizzate per farlo in Italia ? Qui le mense sono improvvisamente aumentate dal 5 al 15% in pochissimi anni. Amministrativamente gestite dai comuni che per arrotondare alzano i costi delle mense e dei trasporti scolastici (addirittura in certi casi del 20% nonostante il fatto che le aziende che fanno il trasporto hanno abbassato le tariffe in certi casi). Di fatto si pagano tasse elevatissime con servizi mediocri. Il timore che questo sabato a casa si voglia fare solamente per TAGLIARE o per "aggiungere costi per le famiglie" e non per migliorare o per risparmiare sul...."gas". La mensa era compresa ?

      Rispondi

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