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Imparare l'inglese ascoltando Shakespeare

Imparare l'inglese ascoltando Shakespeare
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Vittorio Rotolo
Imparare l’inglese, approfondire la conoscenza dei grandi classici della letteratura teatrale, prendere confidenza con i linguaggi della musica e della recitazione.
Si incontrano tanti universi possibili attingendo dai capolavori di William Shakespeare.
E pur  nella sua complessità, abbracciare un percorso didattico così articolato può risultare assai stimolante per gli studenti. Provate a chiedere a quelli del Liceo scientifico Ulivi di Parma, 170 in tutto, che ormai da qualche anno si dedicano anima e corpo a «Will after All».
Ideato  da un gruppo di insegnanti di inglese, il progetto si propone di far conoscere la storia e l’opera del grande drammaturgo in una maniera assolutamente innovativa.
Non soltanto  cimentandosi in classe nella lettura e traduzione di opere quali «Romeo e Giulietta» ed «Amleto», ma anche assistendo a rappresentazioni dal vivo, grazie all’apporto del gruppo del Teatro Due, o partecipando a dibattiti e conferenze.
L’ultima  di queste, nell’Auditorium dell’Itc Bodoni, ha avuto tra i suoi relatori Simon Knight, traduttore e studioso di Shakespeare, l’attore teatrale, Giacomo Giuntini ed il cantante, Gian Marco Scheretti.
«Per avvicinare  i ragazzi alla produzione shakespeariana siamo partiti da una prospettiva diversa dal solito, che non fosse cioè racchiusa nella sola analisi dei testi - spiega la docente, Maria Saponaro -; e così è nata l’idea di un percorso che stimolasse la loro curiosità attraverso il teatro, la musica, il confronto diretto con artisti, registi e traduttori chiamati ad interpretare le opere di Shakespeare».
La bontà  della proposta didattica è testimoniata dalle parole degli alunni, ormai completamente «rapiti» dal genio del drammaturgo inglese. «È un’esperienza che ci permette di imparare divertendoci ed allargando i nostri orizzonti conoscitivi - sottolinea Georgiana Relia, della classe 3ª I -: cosa mi affascina di Shakespeare? Quell’alone di mistero che avvolge la sua vita».
«Grazie a  questo progetto - aggiunge Alice Frelino, 16 anni - continuiamo ad approfondire le opere anche fuori dall’ambito scolastico, scambiandoci opinioni e commenti su Facebook dove abbiamo creato un apposito gruppo».
 

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