Il vino

Kristancic e la Milla, la notte parmigiana di casa Movia

Kristancic e la Milla, la notte parmigiana di casa Movia
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 Ales Kristancic, Movia, Brda, un personaggio, una casa, un territorio. I loro vini. In una serata organizzata dalla famiglia Affanni presso la trattoria Milla abbiamo sentito il racconto del Collio Sloveno attraverso la storia di un uomo che negli anni ha conservato integrità, rispetto e amore per la sua terra e per le sue vigne. Un uomo roboante e vulcanico nei modi, raffinato nelle esecuzioni enoiche. 

La storia
Siamo nella Slovenia del Sud, in una regione di basse collinette dalla dolcezza flessuosa, dal paesaggio di una serena bellezza dove Ales Kristancic continua il suo lavoro in vigna e in cantina con indomita determinazione al riparo dagli incanti modaioli del mercato, ma badando a ciò che nel tempo il suo terroir ha saputo concedergli con le sue vigne di oltre sessant’anni che producono ancora vini pieni, originali, unici nella loro diversità dai confinanti vini Friulani del Collio. 
Ma ritorniamo alla storia si questa dinastia di vignaioli datata 1820 quando la famiglia Movia con un matrimonio s’imparenta con la famiglia Kristancic, iniziando così la loro avventura nel campo enoico. Negli anni a venire le varie generazioni hanno continuato sempre a fare vino con grande successo. Arriviamo così alla Seconda Guerra Mondiale quando il nonno di Ales finanzia i partigiani capitanati da Tito. 
Al termine della guerra la Repubblica Federale Jugoslava governata da Tito, nazionalizza tutte le aziende private, ma in riconoscenza dell’aiuto avuto da Mirko Kristancic trova l’espediente di dividere in due i vigneti confinanti con l’Italia di cui una parte godeva dell’extraterritorialità italiana conferendo all’azienda Movia la concessione di unico fornitore ufficiale di protocollo. Così la famiglia mantiene una conduzione privata e autonoma dei suoi vigneti. 
I vini
Questo privilegio ha permesso di continuare nel tempo a produrre grandi vini, vini veri, che rispecchiano la loro territorialità ma anche la capacità di seguire i ritmi scanditi dalla natura, di rimanere ancorati alle tradizioni, di non lasciarsi circuire dalla chimica in cantina, grazie ad un’eccezionale materia prima, concedendo al vino un invecchiamento molto lungo in barrique e passare poi all’imbottigliamento senza chiarificazione e filtrazione. L’esperienza in Borgogna gli ha concesso una chance in più per arrivare a produrre vini d’eccellenza. Se i bianchi e i rossi hanno stile per certi versi assimilabili a quello borgognone, il vino simbolo di questa casa è il Movia Puro nella versione bianco e rosé. 
Uno spumante prodotto con metodo tradizionale da degorgiare al momento di servirlo, ovvero la sboccatura direttamente al tavolo, mediante un cilindro dato in dotazione al ristorante: operazione che si effettua ponendo la bottiglia nel cestello a collo in giù per permettere al momento dello stappo la fuoriuscita delle impurità accumulate nel tempo. 
Un secondo e via: i lieviti si mescolano al vino che si opacizza e diventa come una sorta di birra di frumento. Un vino che proprio nella sua velatura riprende vita, florealità e frutto (D).
 

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