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Bullismo: ragazzina finisce all'ospedale

Bullismo: ragazzina finisce all'ospedale
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Monica Tiezzi

Una spedizione punitiva per un litigio che si trascinava da tempo. Con tanto di botte e calci alla malcapitata ragazzina, finita al pronto soccorso.

Brutta storia di bullismo quella avvenuta martedì mattina in pieno centro a Medesano, davanti al Comune, quando la tredicenne presa di mira è crollata a terra semisvenuta ed è stata soccorsa da un'ambulanza del 118. Ma anche l'altra ragazzina protagonista del diverbio, anch'essa tredicenne, si è presentata al pronto soccorso dell'ospedale Maggiore, seppure qualche ora dopo e accompagnata dalla mamma. Per ora la versione dei fatti è quella della mamma della ragazzina picchiata, che frequenta la terza media a Medesano: una versione avvalorata dai referti stilati dai medici del pronto soccorso.

Ma andiamo per ordine in questa storia che ha un prologo che sembra indicare una chiara premeditazione.

La ragazzina picchiata vive con la mamma e la sorella maggiore e frequenta una compagnia che si ritrova, fra l'altro, nel parco di Felegara. L'amicizia fra le due coetanee, compagne di classe, si sarebbe guastata quando entrambe avrebbero preso una cotta per lo stesso ragazzino. I litigi sarebbero stati solo verbali, almeno fino a lunedì sera, quando la sorella maggiore della ragazzina riceve da un amico un messaggio inquietante. Il ragazzo spiega di aver sentito parlare due ragazze (fra le quali la «bulla») di una lezione a suon di botte da dare il giorno dopo alla rivale in amore.

La sorella avvisa subito la mamma, che a sua volta chiama la mamma dell'altra ragazzina coinvolta nella storia, parlandole del messaggio ricevuto e chiedendole di aiutarla a calmare le acque. Con grande sorpresa non trova comprensione, ma ostilità: «Prima di riattaccarmi il telefono in faccia, mi ha detto che non dovevamo impicciarci e che le figlie se la sarebbero cavata da sole», sostiene la donna.

La mattina seguente, come è da immaginarsi, è carica di tensione per la tredicenne. La mamma le raccomanda di non raccogliere provocazioni e di cercare di evitare la coetanea. Ma è tutto inutile. Il litigio scoppia alla fermata del bus, verso le 7,30, davanti al Municipio di Medesano.

Secondo il racconto della ragazzina aggredita, la coetanea l'avrebbe prima presa a male parole, poi sarebbe passata ai fatti: spintoni, schiaffi e, quando la tredicenne è caduta a terra, anche calci. Intorno, un capannello di ragazzini ad osservare.

Non è ancora chiaro se la tredicenne che sostiene di essere stata aggredita si sia a sua volta difesa. Fatto sta che è finita a terra incosciente, ed è stata un'amica a chiamare i soccorsi. Poi è stata avvertita la mamma, che si è precipitata. L'altra ragazzina si sarebbe presentata regolarmente in classe e, più tardi nella giornata, è stata accompagnata dalla madre in ospedale per una visita.

La teenager ferita, trasportata al pronto soccorso, è rimasta all'ospedale Maggiore fino alle 19 per sottoporsi a raggi x ed ecografie. Il referto finale parla di «trauma contusivo a seguito di percosse», trauma cranico, nausea, choc, «dolore diffuso al polso sinistro con bendaggio da mantenere 4-5 giorni, ghiaccio locale ed analgesici» , ed «escoriazioni in sede emiaddome di destra con dolore alle ultime coste».

La faccenda è passata ora alle autorità. Si sono mossi i vigili urbani, che hanno contattato la scuola per capire chi è stato testimone dei fatti, e il sindaco di Medesano, Riccardo Ghidini, che ha assicurato ai familiari della ragazzina ferita di interessarsi del caso. La mamma della teenager è anche in contatto con i carabinieri di Fornovo e sta valutando se sporgere denuncia: «Tutto questo poteva essere evitato, è stato organizzato e premeditato - dice - Mia figlia dovrebbe tornare a scuola lunedì, ma ha paura di uscire e, da mamma, ho paura anche io. I bulli violenti devono essere fermati e puniti».

Il sindaco: «Episodio grave»

«Ho già allertato i servizi sociali. Quello che è successo è grave. Dobbiamo indagare per capire bene come si sono svolti i fatti e coinvolgere le famiglie, intraprendendo azioni anche sotto il profilo sociale. Sono in contatto con le forze dell'ordine».

Non appena ha saputo dell'episodio di bullismo avvenuto proprio davanti alla sede del Comune, il sindaco di Medesano Riccardo Ghidini ha contattato la famiglia della ragazzina finita al pronto soccorso.

Il fattaccio non è passato sotto silenzio in paese, anche per l'intervento dell'ambulanza del 118, che ha soccorso la teenager nella piazza principale del paese, sotto gli occhi attoniti di tanti medesanesi.

«È un episodio che riflette la nostra società e che ci interroga sul ruolo di educatori dei genitori. Siamo sensibili al problema e abbiamo già predisposto progetti contro il bullismo nelle scuole», dice il sindaco. m.t.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • Franca

    12 Novembre @ 22.38

    Se passa questo sistema, solo le teenager intorno agli 80 chili e con due spalle così hanno buone chances di tenersi il ragazzino. Al di là delle battute, è preoccupante che ancora una volta i genitori siano sordi e ciechi e totalmente incapaci di distinguere tra un litigio di ragazzine e un agguato con premeditazione e lesioni piuttosto gravi.

    Rispondi

  • Vercingetorige

    12 Novembre @ 17.01

    SEMPRE NELLA SPERANZA CHE "le persone di buona volontà " come dice il "Gloria" nella celebrazione della Messa , si decidano a capire che LA VIOLENZA E' VIOLENZA , QUALUNQUE SIA IL SESSO DI VIOLENTATO E VIOLENTATORE , ED E' SEMPRE RIPROVEVOLE E DA CONDANNARE . Il "femminicidio" è un neologismo da comizio in piazza , al canto di "Tremate ! Tremate ! Le streghe son tornate ! " . Non esistono il "femminicidio" e il "maschicidio" ! Uccidere una persona è "omicidio" sia che la vittima sia maschio , o femmina , o via di mezzo ! Il Quinto Comandamento dice "Non uccidere" , non "non uccidere le femmine" ! L' articolo 3 della Costituzione ( finché , ancora per poco , ce la lasciano ) dice : "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge , SENZA DISTINZIONE DI SESSO , di razza , di lingua , di religione , di opinioni politiche , di condizioni personali e sociali" .

    Rispondi

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