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Il medico accusato: «Violenza sessuale? Tutte menzogne»

Il medico sotto accusa: «Tutte menzogne»
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Parla il medico accusato di violenza sessuale nei confronti di cinque pazienti.

 

Georgia Azzali

L'ambulatorio è piccolo. Pochi metri quadrati all'interno di un appartamento al piano rialzato di un condominio nella zona sud della città. Lui è il medico, specializzato in chirurgia dell'obesità, accusato di violenza sessuale aggravata e continuata nei confronti di cinque pazienti. Visita in quella stanza, mentre al di là della

parete lavorano altri operatori. «Le pare che se qualche paziente avesse gridato, o comunque si fosse lamentata, nessuno dei miei collaboratori avrebbe sentito? - dice -. Non sono né un maniaco né un pervertito, faccio solo bene il mio lavoro». E' un fiume in piena: sciorina i suoi studi, le competenze, l'esperienza acquisita in quasi 40 anni di professione. Accanto a lui, la moglie, che spesso lavora come segretaria nello studio, e lo sostiene senza incertezze.

Quando si è laureato in Medicina e chirurgia e dove?

A Parma, nel 1977, con il massimo dei voti.

In cosa è specializzato?

Mi sono specializzato in chirurgia generale nel 1982, a Parma, sempre con il massimo dei voti.

Questa è la sua unica specializzazione: perché fa anche interventi di chirurgia plastica ricostruttiva e si occupa anche di senologia?

Il chirurgo di chirurgia generale è l'unico specialista che può effettuare dal trapianto di cuore, di fegato agli interventi di chirurgia oncologica e chirurgia plastica. Le faccio un esempio: il professor Papadia, ex direttore della Clinica di chirurgia plastica, è un chirurgo di chirurgia generale. Lui, come altri. Allora non esistevano le sotto specialità, sono emerse successivamente. Storicamente il chirurgo generale era quello che poteva effettuare qualunque tipo di prestazione.

Ma ormai si deve essere sempre più specializzati: lei ritiene di poter avere tutte le competenze per fare ciò che fa?

Io ho le competenze non solo per fare, ma anche per insegnare chirurgia plastica. Ho anche dedicato gran parte della mia crescita chirurgica, dal punto di vista clinico, al cancro della mammella e della tiroide».

Da quando si occupa in modo specifico di chirurgia bariatrica, ossia di chirurgia dell'obesità?

Mi occupo di chirurgia bariatrica fin dall'inizio della mia attività. Ho inventato una specie di bendaggio gastrico nel ratto, prima che fosse applicato nell'uomo, che è stato oggetto della mia tesi di specialità. Poi per 12-13 anni mi sono occupato di oncologia, dopo che il professor Zanella se ne era andato a Roma. Ho scelto per un lungo periodo di fare il chirurgo oncologo e mi sono specializzato nella diagnosi precoce dei tumori femminili. Poi, ormai da quasi vent'anni mi sono concentrato sulla chirurgia bariatrica.

Mi descriva il tipo di visita che fa quando una paziente obesa si presenta da lei.

Durante la prima visita spiego i criteri di reclutamento. Illustro i parametri per poter essere operati gratuitamente: bisogna soddisfare tutte le norme di legge. Il paziente mi deve portare un diario alimentare che dura almeno 28 giorni. Illustro anche la necessità del percorso psicologico e le varie procedure chirurgiche. La seconda visita avviene circa tre mesi dopo. A questo punto viene effettuata anche la visita clinica.

Lei chiede alle pazienti di spogliarsi completamente?

Tutti i pazienti, maschi e femmine, vengono visitati sulla base dei rilievi anamnestici.

Sì, ma risponda alla domanda.

Il paziente resta sempre con le mutandine. Le foto che devo effettuare prevedono però che il torace sia scoperto.

Ma lei fa anche ciò che solitamente fa un ginecologo durante la visita?

Sì, certo.

E questo perché, visto che le pazienti vengono da lei per un intervento che le faccia dimagrire?

Se una paziente obesa ha dei problemi, per esempio un'incontinenza urinaria, io posso tranquillamente chiedere se verificare un prolasso e fare quel tipo di accertamento. Ma per vari chirurghi bariatrici quelle pratiche non rientrano nei protocolli previsti. Ma lei sa che molti chirurghi bariatrici campano facendo sollevare al paziente solo la maglietta e disinteressandosi totalmente di tutto il resto? Io non sono così: io visito tutti allo stesso modo - donne, uomini e bambini - e ci metto 12 ore per fare 12 visite. Io lavoro ancora come dovrebbe lavorare un vero chirurgo.

Fa domande alle pazienti sulla loro sfera sessuale?

Alle pazienti e ai pazienti, come continuano a farlo gli psicologi che collaborano con me.

Ma fa anche domande pesantemente imbarazzanti, così come si legge nelle denunce nei suoi confronti?

Io faccio domande relative alla salute dei pazienti. E spesso i pazienti obesi hanno problematiche complesse dal punto di vista psicologico e umorale. Sono tanti gli studi in tal senso: gli psicologi devono valutare questi aspetti.

Gli psicologi, appunto. Perché lo fa lei?

Ci sono due motivi: in un reparto bariatrico ospedaliero suddividono il lavoro; in un reparto, come quello che ho creato io in clinica, con il mio sudore e le mie competenze, ho impiegato moltissimo tempo per avere una nutrizionista e una psicoterapeuta che sapessero cosa bisogna fare per preparare un paziente all'intervento. Detto questo, non ho da imparare il tipo di domande da fare dopo 40 anni. Io ho l'obbligo di capire. Non ho bisogno di farmi avanti con le pazienti. Ho sposato una bella donna, ne avevo sposato un'altra in precedenza, e nessuna delle due era mia paziente.

Non vuole fare dichiarazioni sui singoli capi d'accusa, essendo in corso l'udienza preliminare, ma lei ha mai baciato sulla bocca qualche paziente?

Assolutamente no. Io bacio sulla guancia, dopo che si crea un rapporto di fiducia con la paziente. Quando dico «voglio diventare tuo complice», non intendo dire sessualmente: significa che sono qui, pronto ad ascoltare e capire.

Ha mai palpeggiato sue pazienti o ha chiesto di avere rapporti sessuali con lei, come si legge nelle denunce?

Ma figuriamoci... La mia ostinazione a fare il mio lavoro mi ha portato a fare tante diagnosi precoci di cancro alla mammella in pazienti venute da me per altri motivi. Se le pazienti mi dicono che di recente hanno fatto visite ginecologiche o pap test, non le visito. Ma se mi rispondono di no, io chiedo di poter fare la visita ginecologica. Ho tutte le competenze per farlo.

Quindi lei fa quel tipo di visita solo se ci sono certi problemi?

Sì, ma se una paziente invece mi dice che non fa da tempo una visita senologica, io le faccio quel tipo di visita, perché non posso portare sul tavolo operatorio una paziente che potrebbe avere un cancro alla mammella. Vede, io ho voluto fare questo lavoro e dimostrare che ero il migliore: a 23 anni ero già laureato con il massimo dei voti.

Ma perché la clinica privata convenzionata di Parma per cui lavorava ha deciso di sospenderla?

Per colpa sua. Niente di personale, ma il provvedimento è stato preso per la vasta eco mediatica che si è creata attorno al mio caso. Si tratta, così mi hanno detto, di una sospensione temporanea in attesa di eventuali provvedimenti da parte dell'Ordine dei medici.

E l'Ordine cosa ha fatto nei suoi confronti?

Mi hanno convocato e mi hanno chiesto di cosa sono accusato. Naturalmente ho dato spiegazioni e mi sono difeso. Ma se sarò rinviato a giudizio, l'Ordine aprirà e subito sospenderà il disciplinare in attesa dell'esito del procedimento penale, così come prevede la legge.

Ma lei continua a visitare e operare?

Certo. Io sono innocente, fino a prova contraria. Visito qui e in due studi a Lecce e Trani.

E dove opera ora?

In alcune strutture, non dico altro.

Quindi, tutte le pazienti che l'accusano stanno mentendo?

Non solo stanno mentendo, ma sono in cattiva fede. Se mentissero sulla sensazione di qualcosa che hanno percepito, potrei anche comprendere. Ma dicono, per esempio, che piangevano mentre le visitavo, invece sorridevano, come dimostrano le foto che facevo durante le visite. Foto uguali per tutti, che poi consentono di dimostrare il cambiamento dei pazienti durante tutto il percorso.

Ma perché dovrebbero accusarla falsamente, sapendo di dover poi affrontare un processo pubblico in cui dovranno ripetere più volte di aver subito abusi sessuali?

Per prima cosa gli avvocati di queste persone hanno chiesto il sequestro dei miei beni.

Quindi, vogliono solo soldi, secondo lei?

Certo, vogliono il risarcimento. E' una combine: le persone si sono incontrate e hanno architettato di fare tutto questo.

Non le sembra di esagerare? Cosa sarebbe un complotto?

Non un complotto. Ma chi si ricorda ora di certe cose dopo anni, cosa vuole? Un onore perso o dei soldi?

Lo stabilirà il giudice. Ma come può pensare a un accordo tra tutte?

Non penso a un accordo tra tutte, ma resta il fatto che ci sono persone che hanno scritto sui siti internet per dire: «Vi diciamo noi a chi rivolgervi per querelarlo e avere giustizia». Ci deve essere qualcuno dietro. Cosa costa a una persona andare a denunciare?

Costa tanto, perché rischia una condanna per calunnia, se dice il falso.

Io me lo auguro.

Comunque, nei giorni scorsi sono arrivate al giornale anche alcune lettere di pazienti che esprimono solidarietà nei suoi confronti e lodano le sue capacità professionali. Sua moglie e i suoi figli da che parte stanno?

(Risponde la moglie) Certo, che sono dalla sua parte, non ho dubbi. Se fossi entrata in questo studio, come facevo spesso durante le visite, e avessi visto mio marito addosso a una paziente, avrei menato tutti e due.

E' vero che lei è stato buttato fuori dai Testimoni di Geova o sono solo chiacchiere?

Non è così. Io ho divorziato dalla prima moglie, ma c'è un solo modo per poter divorziare e risposarsi nella congregazione dei Testimoni di Geova: dire di aver avuto un'altra relazione. Cosa che io ho fatto, «autodenunciandomi», così, nel 2000, sono stato allontanato, perché una delle regole è quella di non commettere peccati gravi, tra cui l'adulterio. Dopodiché, io sono simpatizzante dei Testimone di Geova: la mia attuale moglie è Testimone di Geova e lo sono i miei figli.

Continua a dirsi innocente. Riuscirà a dimostrarlo?

Ci sono le prove che quelle donne hanno detto il falso. Io voglio uscirne a testa alta.

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  • Massimiliano

    19 Marzo @ 20.00

    VERCINGETORIGE, concordo pienamente con lei.... Ho letto tutta la vicenda (ovviamente sulla Gazzetta di Parma cartacea)..... Non pare strano al lettore attento, che qualche "presunta" molestata sia comparsa dopo anni???? Non pare strano che queste "presunte" molestate ricordino così bene, a distanza di tanto tempo, ora, data, mese, ESATTE PAROLE PRONUNCIATE DAL MEDICO, che, come ribadito da più fonti può, anche senza esserne specializzato, eseguire visite ginecologiche. Credo che queste visite, possano essere facilmente giustificate dal medico indagato. Anzi ora che ricordo, qualche tempo fa andai dal mio medico di base per dei dolori all 'addome e altro che non sto qui a raccontare per pudore, buon gusto e discrezione ... Ebbene, ora che ricordo, anche il mio medico mi fece spogliare mi visitò la regione perianale..... Non poteva visitarmi vestito???? Adesso, quasi quasi lo vado a denunciare...... Ma dai su, non stiamo mica a raccontarcela.....

    Rispondi

  • Filippo Bertozzi

    18 Marzo @ 20.18

    Siamo seri: quale medico professionale bacia pazienti pressoché sconosciute dicendogli "diventiamo complici"? Sinceramente, dall'intervista non ne esce particolarmente bene.

    Rispondi

  • redazione

    18 Marzo @ 19.52

    REDAZIONE: RISPONDE GEORGIA AZZALI - Caro Vercingetorige, se fossi una che si scandalizza, avrei dovuto cambiare mestiere da tempo. Detto questo, la domanda "fa spogliare completamente le pazienti?" è stata posta al medico perché alcune delle donne che lo hanno denunciato sostengono di essere stare pesantemente molestate mentre erano completamente nude. Da qui, la domanda preliminare "fa spogliare completamente le sue pazienti?" e poi quelle successive, che lei avrà visto se ha letto il pezzo dall'inizio alla fine, su quali atteggiamenti ha tenuto il chirurgo nei confronti delle pazienti durante le visite. Spero di essere stata chiara, caro Vercingetorige.

    Rispondi

    • Vercingetorige

      19 Marzo @ 21.00

      SI , SIGNORA AZZALI , MA E' , A MIO AVVISO , FUORVIANTE che lei associ il concetto di "far spogliare completamente le pazienti" con quello di "molestarle" , che sono due cose diverse , e l' una non comporta necessariamente l' altra. Questa distinzione non mi è sembrata abbastanza chiara nella sua intervista. Anche in questo suo commento lei afferma che ci sono "atteggiamenti che il chirurgo ha tenuto nei confronti delle pazienti durante le visite" . Io non lo so . Questo lo dicono le pazienti , il medico lo nega , e c' è un Giudice che dovrà decidere se la verità sia questa o quella. La sua intervista mi ha dato la netta impressione che lei la sentenza l' abbia già pronunciata. Peraltro , se le pazienti fossero state molestate mentre non erano "completamente nude" , sarebbe stato più tollerabile ?

      Rispondi

      • 19 Marzo @ 22.12

        REDAZIONE - Vedo adesso il commento e intervengo direttamente da casa senza neppure scomodare la collega. Mi basta un esempio. Se io oggi intervistassi Bossetti, gli parlerei certamente del dna o del furgone. Perchè ho già "pronunciato la sentenza" (che peraltro ovviamente non sta a noi pronunciare)? Ovviamente no: glielo chiederei perchè quelli sono gli elementi di accusa ed è da quelli che a me e ai lettori interesserebbe sapere come Bossetti si discolpa. Che fra questi elementi ci sia anche il far spogliare completamente legittima la domanda: poi, se il chirurgo avrà una spiegazione convincente per questoe per il resto immagino sarà assolto. Noi facciamo un altro mestiere. E nessuno ha mai associato i significati di far spogliare completamente le pazienti e molestare: questo dove mai lo ha letto?

        Rispondi

        • Vercingetorige

          20 Marzo @ 11.39

          NON SONO D' ACCORDO ! Ancora nelle righe qui sopra lei dice che "far spogliare completamente una paziente" ( ma , allo stesso modo, anche un paziente maschio) , sarebbe un "elemento di accusa" . NON LO E' ! Far spogliare completamente una paziente , o un paziente , è necessario per una visita medica approfondita , in special modo se è candidato ad un intervento di chirurgia plastica , volto a modificarne l' aspetto . Poi , ci sono state le molestie sessuali ? Potrebbero esserci state , potrebbero non esserci state , io non lo so . Lo giudicheranno i Magistrati , ma quella sua domanda nell' intervista , a mio avviso , assume un tono malizioso , ammiccante e fuorviante. Sbagliano i Medici , signora Azzali , ma sbagliano anche i Giornalisti .

          Rispondi

        • 20 Marzo @ 18.15

          REDAZIONE - Vercingetorige, sono ancora io. Ammesso che qualcuno sbagli, mi pare che sia lei a sbagliare indirizzo: se infatti davvero "sbaglia" qualcuno (almeno a dar retta al medico e a lei) è eventualmente chi sta accusando il medico. Le nostre domande nascono, stavolta spererei fosse chiaro, proprio dalle accuse che sono mosse (non da noi!) al medico. Faccio ancora l'esempio di Bossetti: se io gli chiedo come mai il sui dna era sui vestiti di Yara, non è a me che lei deve dire che sto sbagliando domanda: al massimo potrebbe (e sottolineo potrebbe) essere sbagliata l'accusa, non la mia domanda che la ripropone all'imputato o indagato. Traducendo ancora sulla nostra storia, il far spogliare le pazienti è quanto meno una cosa che gli viene e gli verrà chiesto di spiegare: se poi il medico ha una spiegazione buon per lui. A noi che cosa viene in tasca dall'una o dall'altra versione??? Mi pare quindi che - non so per che motivo - lei si stia incaponendo su questa storia. Ma se il suo bersaglio è la Gazzetta mi pare sia lei fuori strada. E i toni maliziosi, poi, se li è proprio sognati (G.B.)

          Rispondi

        • Vercingetorige

          20 Marzo @ 20.17

          GUARDI , i miei rapporti con la "Gazzetta" non comprendono sparatorie , e lei lo sa benissimo , MA MI SEMBRA CHE GIOCHIAMO A NON CAPIRCI . IO NON ENTRO NEL MERITO DELLE ACCUSE AL MEDICO ! Se siano vere o false lo giudicherà chi di competenza. Io la mia opinione ce l' ho , ma me la tengo. Chiedere ad un Medico perché faccia spogliare una ( o un ) paziente quando deve visitarla (o visitarlo) è una domanda che , per non offendere nessuno , mi limito a definire ingenua. Deve visitarlo col paltò ? Soprattutto quando si parla di Chirurgia Plastica , cioè di interventi volti a modificare l' aspetto di una persona. Guardi , arrivo a credere che il Magistrato non insisterà particolarmente su quella domanda , perché la risposta è ovvia. Insisterà per chiarire , giustamente , altri fatti e circostanze , oggetto dell' accusa , ma non perché un Medico faccia spogliare un paziente per visitarlo , e lo faccia spogliare "completamente" , se richiede che il Chirurgo rimodelli il suo corpo !

          Rispondi

        • 20 Marzo @ 20.35

          REDAZIONE - Mi spiace, ma stavolta mi pare proprio che la lettura non sia stata attenta o sia viziata da qualche pregiudizio che continuo a no capire. Rilegga qui: Lei chiede alle pazienti di spogliarsi completamente? Tutti i pazienti, maschi e femmine, vengono visitati sulla base dei rilievi anamnestici. Sì, ma risponda alla domanda. Il paziente resta sempre con le mutandine. Le foto che devo effettuare prevedono però che il torace sia scoperto. Ma lei fa anche ciò che solitamente fa un ginecologo durante la visita? Sì, certo. E questo perché, visto che le pazienti vengono da lei per un intervento che le faccia dimagrire? Se una paziente obesa ha dei problemi, per esempio un'incontinenza urinaria, io posso tranquillamente chiedere se verificare un prolasso e fare quel tipo di accertamento. Ma per vari chirurghi bariatrici quelle pratiche non rientrano nei protocolli previsti. Ma lei sa che molti chirurghi bariatrici campano facendo sollevare al paziente solo la maglietta e disinteressandosi totalmente di tutto il resto? Io non sono così: io visito tutti allo stesso modo - donne, uomini e bambini - e ci metto 12 ore per fare 12 visite. Io lavoro ancora come dovrebbe lavorare un vero chirurgo. Fin qui il copiaeincolla dell'intervista. Se lo stesso interessato non parla (almeno nella prima risposta) di pazienti spogliati completamente, e anzi richiama lui stesso - pur prendendone le distanze - le pratiche di altri colleghi, faccio veramente fatica a capire che cosa ci sia da contestare in questa domanda. Se poi per i magistrati la cosa sarà così chiara come lo è per lei, stia tranquillo che lo riferiremo allo stesso modo i cui oggi cerchiamo di chiarire TUTTE le perplessità che sono alla base - per ora - dell'inchiesta. Senza "malizia", senza secondi fini, senza sostituirci ai giudici: ma solo facendo i giornalisti, cosa che riteniamo di conoscere meglio di chi non lo fa allo stesso modo in cui lei sicuramente fa una diagnosi e noi invece non la sapremmo fare. E nessuno ha mai parlato di paltò. Però se lei vuole tenersi la sua costruzione se la tenga: noi abbiamo semplicemente pubblicato un'intervista con le obiezioni che sono alla base delle accuse. E il medico ha risposto. Stop.

          Rispondi

        • Vercingetorige

          21 Marzo @ 12.32

          GUARDI , DOTTOR REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT , CREDO SIA STUCCHEVOLE , SIA PER ME CHE PER LEI , insistere in quello che sembra , purtroppo , un dialogo fra sordi. IO NON SO SE IL MEDICO SIA COLPEVOLE O INNOCENTE . Se è colpevole è giusto che paghi , ma lei pensa che l' elemento dirimente a questo fine sia mutandine si , o mutandine no ? E' , secondo me , una domanda capziosa , nel contesto di un' intervista che a me , lettore e non giornalista , ha dato l' impressione di essere ostile dalla prima riga all' ultima . E' una mia impressione sbagliata ? Può darsi.

          Rispondi

        • 21 Marzo @ 13.10

          REDAZIONE - Lei pensa che l'elemento dirimente per Yara siano le figurine acquistate da Bossetti? No: ma è una delle domande rivolte in aula, e quindi è una domanda che un giornalista avrebbe potuto/dovuto fare, se avesse intervistato Bossetti. Non perchè domanda "capziosa", non perchè giornalista "ostile": perchè è uno dei temi (magari non il più importante ma c'è). Idem per la procedura con cui il medico in questione accoglieva le pazienti. Che, badi bene, non è importante per la Gazzetta: semmai la è (vedremo quanto una volta in aula) per gli inquirenti. E, come può vedere dai commenti, anche per il pubblico, che non è composto solo da medici ma anche da ignoranti (come lo sono io per primo) e a cui un giornale si rivolge. Ecco perchè, qualunque sia la risposta (che peraltro è correttamente riportata), la domanda andava fatta. Ovviamente non la faremmo se stessimo parlando di una visita ginecologica. Quindi, e lei sa che non insisto su un punto se non ne sono convinto, le dico che sì: la sua impressione è sbagliata.

          Rispondi

        • Stefano

          21 Aprile @ 14.32

          reinard.alfa@gmail.com

          @Vercingetorige. Lo dico io che non tentenno mai nel dire alla gazzetta quello che penso. L'intervista è stata fatta bene, chiedendo se spoglia i pazienti e come li visita ha chiarito il perchè lo fa dando modo al chirurgo di difendersi proprio da queste accuse. Il volerci vedere qualche cosa d'altro non è da mente serena, o meglio, bisogna leggere le cose con la chiave giusta, cioè senza malizia e dando fiducia al prossimo .

          Rispondi

    • Gruppo obesità

      19 Marzo @ 14.00

      Cara Direzione, mi sembra strano vi stia così a cuore difendere le vostre idee e i vostri presupposti. Come fate a dire che queste donne erano veramente nude? Come fate a sostenere solo esclusivamente la tesi di queste donne? Solo perché sono donne? O perché fanno vendere molte copie? Se veramente la signora Azzali ha intervistato questo medico, doveva solo riportare la versione data, e tenersi le critiche dei suoi lettori. Perché tutti devono per forza sostenere le sue versioni? Molto bravo il signor Vercingetorige, che crede ancora nella professione medica! Fare giornalismo non significa cercare di inculcare le proprie idee, ma riportare i fatti in modo imparziale senza calcare la mano sul messaggio personale che si vuole far passare. Molto deludente questa risposta della signora Azzali, denota un giudizio già emesso solo perché fa comodo! Un lettore serio si aspetta altro, non piccole scaramucce personali!

      Rispondi

      • 19 Marzo @ 15.34

        REDAZIONE - Non so chi o cosa ci sia dietro questo commento, ma di sicuro lei ha sbagliato indirizzo, toni e soprattutto contenuti. Quindi legga stavolta con più attenzione: 1) Noi non diciamo nulla: riportiamo le tesi dell'accusa e, come vede dall'articolo che sta commentando, della difesa. Che è esattamente quello che può/deve fare un giornalista e che già da solo basterebbe a dire che il suo/vostro commento è pieno di sciocchezze 2) Solo un analfabeta o un bugiardo in malafede (e anonimo: cos'è e dove sta questo vago "Gruppo obesità"? Noi ci firmiamo, voi non avete neppure questo coraggio...) può scrivere che "sostenete esclusivamente le tesi di queste donne" commentando un articolo in cui per una pagina intera parla invece l'accusato. Per dirla più chiaramente, è una frase idiota e che si smentisce da sola 3) Donne? Copie? Forse le conviene parlare di argomenti che conosce un po' meglio: noi siamo qui dal 1735, veda lei... 4) L'avverbio "veramente" è da querela, e lei/voi la meritereste. Provi a chiedere al professore, se "veramente": ho l'impressione che lo conosca meglio lei di me... 5) Su cosa significa fare giornalismo, credo che lei ne sappia come io di equazioni di secondo grado, quindi veda di lasciar perdere 6) Di "lettori seri", vista la quantità di imprecisioni e stupidate scritte, in questo commento ne vedo pochi 7) Quanto ai "giudizi già emessi" - oltre ad essere l'ennesima idiozia delle sue poche righe - la consiglierei di preoccuparsi di quelli del tribunale. Ovviamente auguro a lei e al medico che sia di assoluzione, ma soprattutto auguro al medico di avere in aula un avvocato migliore dell'anonimo (in tutti i sensi) aiuto di queste righe. Però almeno sulla scelta dell'anonimato le dò ragione: firmare con nome e cognome tutte queste assurdità non le avrebbe fatto fare una bella figura....

        Rispondi

        • Stefano

          21 Aprile @ 18.22

          reinard.alfa@gmail.com

          C'è un motivo particolare per cui avete censurato il mio commento ? Ho offeso qualcuno?

          Rispondi

        • 21 Aprile @ 20.00

          REDAZIONE - Credo ora sia pubblicato: solo con ritardo (come tutti gli altri) perchè avevamo una assemblea sindacale. Grazie per la pazienza

          Rispondi

        • Stefano

          21 Aprile @ 16.13

          reinard.alfa@gmail.com

          Concordo quasi si tutto, ma voi non siete lì dal 1735, fino a aprile 1945 la gazzetta era Fascista. La gazzetta esiste dal 1735, ma anche l'Italia esiste dai tempi dell'antica Roma ( non geologicamente ovviamente ). Puntate spesso sul fatto che fate i giornalisti da secoli per dimostrare che siete buoni giornalisti, non è questo il modo .

          Rispondi

        • 21 Aprile @ 19.51

          REDAZIONE - Non è esattamente così. Ricordo che siamo qui dal 1735 a chi crede che il giornale si faccia mettendo ogni giorno un titolo ad effetto o gonfiando/inventando notizie. E cerco di spiegare che in questo modo forse puoi vendere copie un giorno o due, non per oltre 200 anni. Spero che ora sia più chiaro. Grazie

          Rispondi

        • Stefano

          21 Aprile @ 20.40

          reinard.alfa@gmail.com

          titoli ad effetto, gonfiaggi etc non li ho mai nemmeno immaginati, giuro. Dico solo che VOI non ci siete dal 1735. fino al 45 la gazzetta era fascista, prima era monarchica.... voi avete "ereditato" dal partito fascista repubblicano la " gazzetta ". Quindi non siete presenti dal '700. La gazzetta esiste dal '700 ma sicuramente non erano vostri "parenti" o sbaglio?

          Rispondi

        • 21 Aprile @ 20.42

          REDAZIONE - Sicuramente è colpa mia, ma fatico a seguirla. Se mi spiega (meglio?) che cosa vuole dire provo a risponderle

          Rispondi

  • giuliano

    18 Marzo @ 15.29

    Il medico sostiene la legittimità della visita ginecologica, sostenendo che ne ha le competenze. Non si discute di questo ma della opportunità e del principio della giustficizione a farlo. Anche un dentista la può fare, ma se una donna va dal dentista è per curarsi i denti e non credo che sarebbe sottoposta anche alla visita ginecologica. E se è un uomo ad andarci cosa gli fa, la visita rettale per la prostata? Via, siamo seri.

    Rispondi

    • Vercingetorige

      18 Marzo @ 17.34

      LA "VISITA GINECOLOGICA" E' LEGITTIMA . Qualunque Laureato in Medicina e Chirurgia , abilitato all' Esercizio della Professione , la può fare , anche se , chi non è Specialista in Ginecologia , di solito , la evita , proprio per non determinare equivoci. E' chiaro che ci vuole una plausibile ragione. Il discorso sull' "Odontoiatra" ( e dico "odontoiatra" , non "dentista" , che sono due cose diverse , anche se fanno lo stesso mestiere ) , perché , dall' inizio degli anni ottanta , le Lauree in Medicina e Chirurgia e quella in Odontoiatria e Protesi Dentale sono separate , per cui , in effetti , l' Odontoiatra non ha titolo per fare esplorazioni rettali o visite ginecologiche , mentre il "dentista" può avercelo. E' vero , come lei dice , che i Medici di Medicina Generale ben raramente fanno esplorazioni rettali , ma sa quante migliaia di persone potrebbero salvarsi dal cancro della prostata , o del retto , se lo facessero più spesso ?

      Rispondi

  • Massimiliano

    18 Marzo @ 13.11

    Caro dottore, indagato ( anche se l'opinione pubblica di questa città forcaiola e buonista, buona a nulla l'ha già condannata) vedrà, la verità salterà fuori. Al giorno d'oggi, tutti cercano di arraffare due soldi a destra e sinistra, quale occasione migliore se non quella di accusare un MEDICO ( che per il popolino è ricco), e cercare di spillargli un po' di denaro???

    Rispondi

    • Vercingetorige

      18 Marzo @ 18.15

      CERTO "MASSIMILIANO" , che , se la Magistratura giudicasse le accuse infondate , e questo Medico presentasse querela per diffamazione , qualcuno che sperasse di prendere soldi , potrebbe trovarsi a doverne tirar fuori tanti ! Ricordo i tempi cui lei accenna. Sono finiti negli anni sessanta. Fino ad allora un Medico poteva guadagnare , in un paio di mesi , quanto bastava a comperare un appartamento . Oggi lavora in Ospedale , come Libero Professionista , a contratto , con Partita IVA . Ha tutti gli obblighi di un dipendente ( cartellino , esclusività di rapporto) senza averne i diritti , fattura all' Ospedale , mese per mese , un salario di livello operaio ( 1500 - 2000 euro mensili) , da cui detrarre tasse e contributi a suo carico.

      Rispondi

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