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Fusione Fidenza-Salso? La parola ai cittadini

Fusione Fidenza-Salso? La parola ai cittadini
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Fidenza si fonderà con Salso? Ecco cosa ne pensano i salsesi e i fidentini

L'opinione dei salsesi

L’idea di una possibile futura fusione tra i Comuni di Salsomaggiore e Fidenza sulla quale sono intervenuti ieri i sindaci delle due città non ha colto di sorpresa i salsesi in quanto già da alcuni mesi, con la creazione, ad esempio di un ufficio associato del personale, di una centrale unica di committenza e di un appalto unico per quanto riguarda il trasporto scolastico, si erano mossi i primi passi in questo senso.

Non tutti, però, sono concordi con questa ipotesi per diversi motivi.

Uno di questi è Marco Nemorini, gestore dell’hotel Roma. «Sono contrario perché si tratta di due realtà completamente diverse – afferma – l’una, Salsomaggiore, ha un’economia fondata sul turismo, l’altra, Fidenza, su un’economia prettamente industriale per cui non vedo nessun tipo di coesione. Se parliamo di aprirci anche a realtà di provincie diverse, e nella fattispecie di Piacenza così come ipotizzato da Massari, per Salsomaggiore vedrei positivamente un’unione con Castell’Arquato che, come noi, vive di turismo. In questo senso, allora, aggregarsi può avere il suo valore».

Contrario anche Davide Dominissini, gestore della sala giochi Dedalo. «In tempi di crisi come quello che stiamo vivendo, bisogna snellire più che unificare perché il più delle volte unificare è sinonimo di complicare. Un esempio in tal senso – sottolinea – lo abbiamo vissuto con la convenzione della polizia municipale delle Terre Verdiane che ha svantaggiato la nostra città. Come si possono poi applicare, a livello locale, le stesse regole per comuni diversi?».

Dello stesso parere anche Nanda Bianchi per la quale Salsomaggiore deve restare indipendente insieme a Tabiano, scevra da ogni commistione con realtà diverse come quella fidentina. «Noi siamo un centro turistico e termale, mentre Fidenza è una realtà commerciale e quindi non abbiamo nulla in comune» sottolinea.

C’è anche chi nutre qualche perplessità come Gian Luca Mele. «Bisognerebbe vedere nel dettaglio gli eventuali vantaggi economici prima di pronunciarsi – afferma –. Certo addirittura una futura fusione desta perplessità: le due cittadine hanno vocazioni diversissime ed a Salso siamo reduci da talmente tante amministrazioni con risultati negativi da temerne anche una mezzo servizio».

Oltre ai contrari ed ai perplessi, tuttavia, ci sono anche i favorevoli all’unione tra comuni diversi, ma anche in questo caso con alcuni distinguo.

«In linea di massima sono favorevole ad una fusione amministrativa dei due comuni, ovviamente se ciò porterà benefici ai cittadini in termini di servizi e costi meno elevati» è il parere di Ilaria Bertoncini, titolare di Natural Sal Grotta del Sale, mentre per Matteo Ferrari «c’è da superare lo scoglio emotivo che l’unione comporterebbe, data la storica rivalità tra Salsomaggiore e Fidenza. Nella sostanza, ogni paese manterrebbe comunque la sua identità».

Per Fabio Grossi la fusione può portare benefici a patto che si attui una razionalizzazione dei costi, mentre per Massimo Belli, dell’omonimo liquorificio, la fusione deve essere creata in modo diverso da quella che è stata l’Unione delle Terre Verdiane.

Anche Franco Bertellini, dell'agenzia Nuova Futura Immagine, è favorevole ad un ampliamento territoriale delle due realtà cittadine, mentre per Marco Ronchetti l’unione potrebbe essere un’importante opportunità di crescita se ben attuata.

Non poteva infine mancare il parere di un fidentino residente a Salsomaggiore da tanti anni. «L’idea è giusta soprattutto per avere una più ampia visione territoriale e per abbattere i costi derivati dalle spese correnti – sottolinea Fulvio Delnevo – Sono favorevole alla fusione purché ciò non comporti inutili doppioni come, ad esempio, è stato per le Terre Verdiane, una piccola provincia trapiantata in una provincia più grande».

L'opinione di fidentini

Cosa ne pensano i fidentini di una eventuale fusione fra i comuni di Fidenza e Salso? La maggiore parte ha espresso perplessità: tutti d’accordo sui risparmi che la fusione potrebbe apportare, ma troppi dubbi su due realtà troppo diverse. «Non mi dispiacerebbe che i due comuni venissero accorpati – ha esclamato Claudio Antolini, barista – perché la fusione potrebbe apportare vantaggi ad entrambi, ma come in tutte le cose ci sarebbe il rovescio della medaglia. Comunque sarei per il sì». Mentre Chiara Boni, edicolante, la vede come un’utopia. «Non credo che alla fine possa essere vantaggioso – ha spiegato – e poi comunque fra fidentini e salsesi non c’è mai stato quel gran feeling».

Piuttosto ottimista, Mirko Loschi. «Unendo le forze e le energie, penso che potrebbe apportare benefici ad entrambi i comuni, Non mi dispiacerebbe». E’ invece piuttosto perplesso Mino Ponzi, docente, storico e critico d’arte. «Vista la selvaggia urbanizzazione, fra i due territori, direi proprio che nutro molte perplessità». Dubbiosa anche Monica Molinari, titolare ricevitoria. «Per me non è un accorpamento che potrebbe apportare vantaggi, troppe diverse le due realtà. E poi stiamo bene così». Favorevolissimo ed entusiasta invece Remo Marusi. «Certo che sono d’accordo e in pieno. Ma ci pensate quanto risparmio con un unico comune… ». Anche Olimpio Eugeniani, vede di buon occhio la fusione fra Fidenza e Salso. «Ci sarebbero maggiori entrate che di questi tempi non guasterebbero e poi uno darebbe una mano all’altro».

Per Valentina Mendogni, commerciante, l’accorpamento in un unico comune potrebbe servire a risparmiare soldi ed energie. «Anche se lascerei qualche riserva, perché credo non sarebbe facile riuscire a integrare due realtà così diverse fra loro». Potrebbe essere buona cosa per Fabio Melegari, ma anche lui nutre alcuni dubbi. «E’ chiaro che un eventuale accorpamento apporterebbe vantaggi dal punto di vista economico, al di là dei vari campanilismi, ma non credo sarebbe cosa facile». E per Elena Lodigiani, titolare negozio ortofrutta, potrebbe essere un motivo per aiutarsi vicendevolmente, anche se si mostra dubbiosa. «Si tratta di due realtà troppo diverse fra loro e una eventuale fusione credo che creerebbe problemi di integrazione».

Assolutamente contrario Cristiano Squarza. «Fidenza è una città dal tessuto industriale-agricolo, mentre Salso vive di turismo. Realtà diverse, problematiche diverse, cittadini diversi. Sono molto scettico al riguardo». Anche Nino Secchi nutre qualche perplessità, «anche se – dice - sarei d’accordo se ci fossero risparmi per il cittadino». E Rossella Calzecchi, vede l’accorpamento come qualcosa di utopistico. «Ci sono di mezzo troppi problemi non comuni». Contrario anche Luciano Marocchi. «Per me non è da fare, ci sono interesse troppi diversi, meglio lasciare le cose come così stanno». Salsese di origine, ma da anni trapiantata a Fidenza e quindi legata ad entrambi i comuni, Marilena Porta, non crede nella fusione. «Meglio lasciare ad ognuno la propria autonomia».

«Per me va bene qualsiasi cosa – ha esclamato simpaticamente Maria Faroldi, pensionata – basta che ci lascino il nostro san Donnino!». Per Stefania Fieni, titolare di una boutique, «Salso e Fidenza hanno già alcuni servizi in comune e basti pensare anche all’ospedale di Vaio – però sul condividere proprio tutto nutro perplessità». E per Andrea Dallagiovanna, del duo «I Masa», già artisticamente «fuso» col salsese Alessandro Basini, potrebbe andare bene ma «basti che lasciano San Dunèn, il sindaco Massari e che trasferiscano le Terme qui, a Fidenza».

Intanto ieri qualcuno sorrideva, perché gli veniva in mente, un simpatico aneddoto che racconta sempre Vittorio Pezzani, alla sua radio. «Raccontava sempre “Liseo” Borsi che un salsese di razza, paragonandolo a Ribot, il grande cavallo, “figlio del vento” dei primi anni ‘50, quando passava il confine a Ponte Ghiara, diretto a Fidenza, diventata asino. E viceversa quando un borghigiano, attraversava il ponte, diretto a Salso, da asino diventata un ”Ribot”. Figurarsi quindi se fidentini e salsesi diventassero un tutt’uno …».

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  • Dino Pampari

    12 Agosto @ 10.39

    parmigianoreggiano

    I salsesi e i fidentini hanno in COMUNE solamente la ERRE MOSCIA.

    Rispondi

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