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Il racconto della domenica

Uno stivale piovuto dal cielo

il Racconto della Domenica

Rubrica: il Racconto della Domenica

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Un Angelo passeggiava in cielo tra una nube e l’altra. Indossava una bella tuta azzurra e alti stivali d’oro. Ogni tanto guardava la Terra lontana e osservava bambini giocare nel prato. Come sono belli i bambini, pensava l’Angelo. Saranno buoni i bimbi sulla Terra: lo spero tanto! Un giorno, stanco di passeggiare, sedette su una nuvoletta rosa, dondolando le gambe nell’aria. Il vento giocava con i suoi capelli biondi, il sole gli mandava i suoi raggi più belli. Ma come fu, come non fu, uno stivale scivolò da una gamba dell’Angelo e dopo un lungo viaggio nel cielo, andò a posarsi sull’acqua del Mare Mediterraneo. Galleggiava triste e solo, quando vide una Terra lontana: -Portami laggiù, disse al vento, sono stanco di starmene solo.- -Vieni, disse la Terra, attaccati qui, riposati quanto vuoi.- Lo stivale s’aggrappò: ora il mare lo circondava ma le onde non lo portavano qua e là: la terra se lo teneva stretto perché era bello. L’Angelo dal cielo lo vide e pensò: come sta bene, laggiù, adagiato dolcemente sul mare; potrebbe anche diventare una nuova Terra, perché no? Una Terra che si chiamerà… Iit… Italia. Così fu. Ma l’Italia era piatta: arrivava il vento del Nord, correva senza ostacoli sulle pianure e portava freddo e desolazione. I fiori non sbocciavano, le piante morivano appena nate, gli uccelli se ne andavano verso terre più clementi e l’Italia se ne restava sola, silenziosa e triste. L’Angelo la vide e chiese: -Cos’hai? Non sei contenta di essere una nuova Terra?- -Ho freddo, rispose l’Italia, vedi non ho nulla che mi ripari dal vento che arriva furioso dal Nord: anche gli uccelli mi hanno abbandonato.- L’Angelo chiamò con un batter d’ali lucido e immenso tutti gli uccelli che esistevano -Vedete laggiù dove lo Stivale è attaccato alla Terra? Dovete portare tanti pezzetti di roccia, tante zolle di terra fino a formare una bella catena di monti.- -Quale lavoro, risposero gli uccelli, ci riusciremo?- -Certo, rispose l’Angelo, con la buona volontà, naturalmente!- Gli uccelli si misero all’opera: trascorsero mesi e mesi, ma essi lavoravano ancora. Finalmente monti altissimi ripararono l’Italia dal vento del Nord. Come si erano sbizzarriti gli uccelli. E quale fantasia! C’erano cime aguzze, morbidamente curve come dorsi di cammello. S’alzavano lunghe catene di monti rosa che al tramonto si tingevano di mille riflessi: si ammiravano monti grigi e argento. Più alto di tutti, uno, superbo, incappucciato di bianco tutto l’anno: gli uccelli lo chiamarono “Monte Bianco”. Entusiasti del loro lavoro, dissero all’Angelo: -E se costruissimo una catena di monti lungo l’Italia? Una catena che arrivi fin laggiù sulla punta dello stivale? Ci pensi come starebbe bene?- -Fate pure- rispose l’Angelo. Questi furono monti più bassi, meno superbi, una dolce ondulazione verde li accompagnava quasi tutto l’anno. Gli alti monti si chiamarono Alpi, gli altri più bassi Appennini. Ora l’Italia era la terra più suggestiva del mondo. Fiori splendidi sbocciarono sulle rive del mare, prati verdi coprivano la pianura, vennero gli uccelli a cantare tutto il giorno: -Come sei bella, dicevano, sei uno stivale d’oro nel mare azzurro.- L’Italia era felice. Scendevano mormorando i fiumi dalle Alpi e dagli Appennini e correvano nella campagna per gettarsi in mare, là dove trovarono larghi sprofondamenti i fiumi riposarono e formarono i laghi. L’Italia si faceva sempre più bella. L’Angelo dal cielo la guardava compiaciuto. Un giorno staccò dalla sua collana due grandi brillanti e li lanciò in mare, perché portassero il suo saluto all’Italia. Uno si fermò quasi di fronte alla punta dello stivale e lì rimase. Divenne un’isola: la Sicilia. Era un’isola tanto bella che i fiori corsero a coprirla e mille piante dai frutti d’oro uscivano dalla sua terra: gli aranci. L’altro si fermò a Ovest dello stivale, nel Mar Tirreno: divenne un’altra bellissima isola: la Sardegna. Altri piccoli brillanti piovvero dal cielo e luccicarono nel mare, tutt’attorno all’Italia: Ora è davvero suggestiva, con tante isole che la circondano.

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