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Alluvione

Pizzarotti: "Già 144 allerte. Le polemiche? Sciacallaggio"

Il deputato Pd Gelli: "Alfano chiarisca la vicenda delle comunicazioni"

Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti fa un sopralluogo nelle zone colpite dall'alluvione (ottobre 2014)

Il sindaco Federico Pizzarotti fa un sopralluogo nelle zone colpite dall'alluvione

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«Non è arrivato il fax della Prefettura, quindi quello di preallarme e di allarme non sono arrivati, ma mi hanno chiamato telefonicamente alle quattro e mezza di lunedì. Nel caso specifico le persone si sono attivate, ma quello che penso manchi (ma un sistema perfetto non esiste) è questa catena di comando». Lo ha precisato il sindaco Federico Pizzarotti, ai microfoni di SkyTg24 sul caso del fax di allerta maltempo spedito dalla Prefettura sabato 11 ottobre alle 13.49 e protocollato lunedì 13, il giorno dell’alluvione. Un fatto che sta facendo crescere le polemiche, tra l'altro con il Movimento Nuovi Consumatori che annuncia un esposto-denuncia contro il sindaco per omissione in atti d'ufficio

«Quindi in questo buco cos'è mancato? - si domanda il sindaco Pizzarotti -. Ma non per questo noi non ci siamo attivati, le persone della Protezione civile erano già sul posto e si stavano coordinando con le altre persone delle Protezioni civili degli altri Comuni per attivarsi. Bisogna interrogarsi su come fare prevenzione e come avere quelle opere che possono consentirci di avere un’attuazione di questi piani. Quali cittadini sono mai andati a leggere il piano di Protezione civile? Quali sanno come attivarsi rispetto a quello che potrebbe succedere? Il tema è una catena, ma tipicamente in Italia non interessa la catena, interessa trovar qualcuno a cui dare la colpa». 

IL SENATORE PAGLIARI (PD): "IMPRUDENZA E SUPERFICIALITA' INAMMISSIBILI DEL SINDACO" 

Per Pagliari, il Sindaco chiarisca in modo inequivoco (l'intervento completo del senatore parmigiano). E pesi le parole. “Ci sono state comunicazioni simili in passato, cui non sono seguite reali emergenze, cosa dovrei fare: evacuare ogni volta?”: è una affermazione che lascia semplicemente trasparire un’imprudenza e una superficialità inammissibili e non una giustificazione, ma tutt’al più una autoaccusa.

IL DEPUTATO FEDERICO GELLI (PD): "ALFANO CHIARISCA". Il deputato del Pd Federico Gelli interviene nella polemica, annunciando un’interrogazione al ministro dell’Interno, Angelino Alfano. «Il ministero dell’Interno - dice Gelli - chiarisca sulla vicenda delle comunicazioni tra Prefettura di Parma e Comune, in occasione dell’alluvione del 13 ottobre. Occorre capire se il sindaco Pizzarotti, impegnato nella manifestazione del Movimento 5 Stelle al Circo Massimo, avesse predisposto le opportune coperture in Comune su chi doveva ricevere gli avvisi di allertamento».
Gelli, richiamando il Corriere della Sera, rileva che «la prefettura di Parma ha inviato al Comune sabato 11 ottobre un fax di allertamento di livello 1, il livello più alto che prevede anche rischi di esondazione. Il fax, però, sarebbe stato protocollato dall’Amministrazione comunale solo due giorni dopo, lunedì 13 ottobre. Il sindaco avrebbe iniziato ad avvisare la popolazione solo lo stesso lunedì, senza che le comunicazioni fossero state date a partire da sabato, quando il Comune era stato allertato dalla Prefettura. E’ opportuno che date e tempi delle comunicazioni - aggiunge Gelli - vengano chiariti, per capire se ci sono state responsabilità e far sapere ai cittadini se sia stato fatto tutto il possibile per evitare l’invasione di fango che ha devastato buona parte della città». 

RAINIERI (LEGA NORD): "PIZZAROTTI SI DIMETTA". Il segretario della Lega Nord Emilia Fabio Rainieri attacca il sindaco Federico Pizzarotti e ne chiede le dimissioni perché il sabato prima dell'alluvione, quando è arrivato il fax al centro della polemica, lui partecipava all'evento del Movimento 5 Stelle al Circo Massimo

FRANCESCA GAMBARINI (FORZA ITALIA) ATTACCA IL SINDACO. Anche Francesca Gambarini, candidata al Consiglio regionale per Forza Italia, chiede le dimissioni di Pizzarotti in seguito alle notizie sul fax arrivato due giorni prima dell'alluvione


IL COMUNE SPIEGA LE PROCEDURE SEGUITE, LE AZIONI DEL SINDACO E PARLA DI "SCIACALLAGGIO POLITICO". Nel tardo pomeriggio, quando la polemica è cresciuta di ora in ora, l'Amministrazione comunale mette i puntini sulle i. Attraverso un comunicato, il Comune fa sapere che durante l'anno sono arrivati 144 dispacci di preallerta e l'esondazione del Baganza, sabato, non era prevedibile. Il Comune puntualizza poi che la Protezione civile si è attivata anche prima che fosse dichiarata l'emergenza e che il sindaco si è attivato a sua volta nell'ambito dei suoi poteri. Quanto alle polemiche, il Comune le bolla come "sciacallaggio politico". 

Ecco il comunicato dell'Amministrazione comunale: 

“Posto che si impone una riflessione sulle modalità di comunicazione che in casi come quello di Parma non devono essere semplicemente affidate ad una mail di posta elettronica certificata, con immaginabili conseguenze sul presidio oggettivo dello strumento, si rendono necessari alcuni chiarimenti sull’attività dell’Amministrazione e sul ruolo del sindaco in una vicenda peraltro imprevedibile, che non ha visto precedenti così gravi nell’ultimo secolo.

Esiste un ufficio, quello della protezione civile comunale, destinataria materiale dell’avviso, che si attiva se succede qualcosa di grave, che ha il compito di prevenire e gestire gli eventi calamitosi, e che già era allertata nella giornata di sabato, senza che per questo fosse necessaria la presenza del Sindaco.
In questo caso, poi, si è rilevata molta confusione (da taluni alimentata ad arte) fra la tipologia delle comunicazioni pervenute.
Nessuno, per esempio, ha detto che l’attivazione della fase di attenzione è “l’allerta della protezione civile regionale n. 144 dell’anno 2014” (circa uno ogni due giorni sul territorio emiliano) e che quella stessa “allerta” era di tipologia “1”, quella meno grave.
In questa situazione, sabato nessuno avrebbe potuto immaginare ciò che è accaduto lunedì.
Per inciso si ricorda che il Piano comunale di protezione civile del Comune di Parma prevede che quando si riceve l’avviso di condizioni meteorologiche avverse, semplicemente “ ci si mette nelle condizioni di seguire gli aggiornamenti in attesa di un eventuale messaggio di preallarme”.
A questo proposito, ben altro discorso è quello delle comunicazioni pervenute nella giornata di lunedì 13, di cui si è ampiamente parlato: si prenda atto che la prima comunicazione, quella relativa all’attivazione fase di preallarme, è pervenuta alla protezione civile (quindi ufficialmente al Comune, ma non dalla Prefettura) alle ore 14,57, cioè meno di un’ora prima che Parma finisse sott’acqua, ma purtroppo un’ora dopo quella indicata dallo stesso documento come “ora di attivazione del preallarme”, e che l’allerta ufficiale è pervenuta alle 16,57 quando il fenomeno era in atto in tutta la sua virulenza (anche in questo casol’attivazione era prevista un’ora prima della comunicazione, cioè alle 16, quindi troppo tardi per qualsiasi intervento di prevenzione).
Per la precisione, il sindaco è stato informato personalmente della gravità del fenomeno in atto, per la prima volta, da una comunicazione telefonica del Capo di Gabinetto della Prefettura, pervenuta alle ore 16,25 del fatidico lunedì 13 ottobre.
Comunque va dato atto che gli uomini della protezione civile già nel primo pomeriggio di lunedì (quindi prima ancora che arrivasse il preallarme) erano sul posto per monitorare la situazione e per chiudere i ponti, evacuando per primo quello ciclo-pedonale della Navetta invaso da curiosi e fotografi improvvisati.
Ma c’è di più: i responsabili hanno cercato di consultare gli idrometri per avere informazioni in tempo reale sulle precipitazioni, ma purtroppo gli strumenti non erano in funzione.
Nel momento di dichiarazione dell’emergenza il sindaco si trovava già presso la sede della protezione civile ed esercitava tutte le funzioni di coordinamento e informazione previste dal protocollo comunale, utilizzando tutti i mezzi disponibili, pur nella gravissima carenza dovuta all’interruzione delle linee telefoniche.
La città si è rimboccata le maniche e ha risposto alla grande, presentando il volto migliore di sé, un volto che mal si concilia con le espressioni di sciacallaggio politico che vediamo presenti anche in queste ore: la comunità di Parma non lo merita.

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  • giorgio mezzatesta

    28 Ottobre @ 19.16

    scusi Vercingetorige, ma Parma non la mica rovinata Pizzarotti(il sindaco intendevo...)

    Rispondi

    • Vercingetorige

      29 Ottobre @ 12.27

      SIAMO D' ACCORDO DOTTOR MEZZATESTA ! VORREI BEN VEDERE ! Lui c' è da due anni , gli "altri" ci sono stati per centocinquanta ! Comunque non sta facendo neanche niente per migliorarla , anzi............

      Rispondi

  • Rick

    28 Ottobre @ 18.18

    Pizzarotti è incauto a usare la parola "sciacallaggio". Per due motivi : il primo è che tutti han visto che il vero sciacallo è stato grillo che, coi suoi deputati, voleva farsi i selfie ad alluvione in corso. Il secondo è che lo sciacallo aggredisce gli animali morti. I cadaveri. Che si veda già come un cadavere politico ? Sarebbe la prima cosa sensata da molti mesi....

    Rispondi

  • SILENZIOSO

    28 Ottobre @ 18.15

    Carina questa bacheca dove i grillini se la cantano e se la ridono, dove dicono: come siamo bravi, come siamo onesti. Tra un complimento e l'altro riflettano sul risultato di Reggio Calabria. Perché se a Parma l'ultima volta è stato 52% a 19%, la prossima potrebbe essere proprio 61% a 1,86%. Poi tutti al Circo Massimo a festeggiare che la mafia aveva una sua morale....e non mandava allerte via fax, ma via "canne mozze"

    Rispondi

  • Maurizio

    28 Ottobre @ 17.12

    Una cosa, prima a livello nazionale dicono che non era prevista questa situazione, poi adesso improvvisamente si dice che l’alluvione era prevista 2 giorni prima, ma scusate perché due versioni differenti? Se poi aggiungiamo il fatto che nessun altro sindaco ha attuato le misure previste e che nessun politico si è premurato di diffondere l’orario effettivo di invio e ricezione del famoso fax (Dall’olio ha omesso questo particolare, andatevi a rivedere l’articolo), che allerta di tipo 1 non è una gravità massima come qualcuno la dipinge (tra l’altro non vi sono pericoli con le persone, ogni tanto sarebbe bene leggere quello a cui si crede….), non è che qualcuno a livello nazionale ha preso un granchio? Granchio preso volutamente per ottenere l’effetto desiderato, infatti cosa ci fate su che per l’opinione pubblica pizzarotti rimarrà il responsabile unico dell’alluvione? Magari responsabile dei danni a felino, marzolara, Berceto e via andare…

    Rispondi

  • Maurizio

    28 Ottobre @ 17.10

    Una cosa, prima a livello nazionale dicono che non era prevista questa situazione, poi adesso improvvisamente si dice che l’alluvione era prevista 2 giorni prima, ma scusate perché due versioni differenti? Se poi aggiungiamo il fatto che nessun altro sindaco ha attuato le misure previste e che nessun politico si è premurato di diffondere l’orario effettivo di invio e ricezione del famoso fax (Dall’olio ha omesso questo particolare, andatevi a rivedere l’articolo), che allerta di tipo 1 non è una gravità massima come qualcuno la dipinge (tra l’altro non vi sono pericoli con le persone, ogni tanto sarebbe bene leggere quello a cui si crede….), non è che qualcuno a livello nazionale ha preso un granchio? Granchio preso volutamente per ottenere l’effetto desiderato, infatti cosa ci fate su che per l’opinione pubblica pizzarotti rimarrà il responsabile unico dell’alluvione? Magari responsabile dei danni a felino, marzolara, Berceto e via andare…

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