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Ricatto a Lapo con video e droga: un arrestato

Lapo Elkann

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Una matita bianca per scrivere su un foglietto, in inglese, «le notizie di oggi sono la carta igienica di domani». E’ la foto che Lapo Elkann ha postato questa sera sul suo profilo Facebook ufficiale. Nessuna parola sull'estorsione di cui è stato vittima, ma il riferimento è evidente.

La vicenda

Ci sarebbe un video «compromettente" al centro della vicenda che ha portato in carcere un cameriere accusato di estorsione e tentata estorsione per aver chiesto un totale di 120mila euro, di cui 30mila versati, a Lapo Elkann in cambio della non diffusione di quelle immagini. Immagini che, a detta del giovane di 31 anni arrestato, mostrerebbero un pomeriggio trascorso con lui e suo fratello dal rampollo della famiglia Agnelli tra «droga e autoerotismo». Circostanze che, tuttavia, secondo l’avvocato Giovannandrea Anfora, sono "manifestamente false e non vere» e «attribuite dall’arrestato" nell’evidente «tentativo di oscurare le sue accertate responsabilità».
Il nipote di Gianni Agnelli, stando a quanto ricostruito negli atti dell’indagine, ha passato alcune ore, lo scorso aprile, con i due fratelli Enrico Bellavista, arrestato, e Giovanni, indagato. In particolare, come ha raccontato lo stesso Elkann in un verbale dopo aver presentato denuncia il 29 ottobre, incontrò Enrico Bellavista «in occasione di una serata in Milano (...) avevo bevuto molti bicchieri di superalcolici (...) non completamente cosciente, accettai il suo invito ed entrai nella sua auto». Finì nell’appartamento del giovane, dove c'era anche il fratello, e l’uomo «distese sul tavolo linee di sostanza di colore bianco, facendomi intendere fosse cocaina (...) non mi ricordo assolutamente, anche in ragione del mio stato di confusione legato alla precedente assunzione di alcol, se provai tale sostanza». Stando all’interrogatorio del cameriere, riportato nell’ordinanza del gip di Milano Stefania Pepe emessa oggi, Lapo «stava ansimando evidentemente sotto l'effetto di stupefacenti, aveva indosso una giacchetta ed una coperta (...)», si stava lasciando andare sul divano ad atti di autoerotismo; inoltre, racconta il cameriere, «mio fratello ha detto che la droga era stata portata da Elkann».
Verso la fine di giugno, stando a quanto emerge dalle 29 pagine di ordinanza, l’uomo, in concorso con il fratello, che con uno smartphone aveva girato un video quel giorno di aprile, avrebbe minacciato il «noto imprenditore» di diffondere le immagini «via internet o tramite organi di stampa». E il 19 luglio scorso Elkann, attraverso il suo «stretto collaboratore Nelson Shawn Carlo» avrebbe consegnato loro 30mila euro, con tanto di «scrittura privata» e prendendo in cambio il telefono con le immagini. Così a verbale il rampollo di casa Agnelli ha spiegato quel versamento: «Ero stanco e spaventato di essere sottoposto a una gogna mediatica continua, con il timore fondato di un grave danno per la mia reputazione (...) come peraltro già avvenuto in passato in altre situazioni in cui ero stato coinvolto, divenute oggetto di procedimenti penali ma anche di esposizione mediatica molto lesiva della mia persona ed anche della mia famiglia». I due fratelli, però, stando alle indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo e del pm Giancarla Serafini (che hanno sequestrato tutte le copie dei filmati), non si sono fermati ed è sceso in campo a quel punto anche Fabrizio Pensa, detto 'Biciò, paparazzo già coinvolto nel caso Vallettopoli con Fabrizio Corona. Sarebbe stato 'Biciò, indagato per tentata estorsione, ad avanzare, per conto dei due fratelli definiti «i ragazzi» nelle numerose intercettazioni, al collaboratore di Elkann «la nuova richiesta di 350mila euro affermando che in caso di mancato pagamento le immagini sarebbero state cedute al giornalista Alfonso Signorini per la successiva pubblicazione o, in alternativa, avrebbe provveduto direttamente alla loro divulgazione in Rete». Nel frattempo, però, Elkann aveva deciso stavolta di sporgere denuncia e nel corso di un finto appuntamento per la consegna di 90mila euro (la richiesta si era abbassata) il cameriere è stato arrestato in un albergo di Milano. Interrogato, si è difeso, in sostanza, parlando di una «lecita trattativa di compravendita» e ha raccontato anche di aver saputo che «qualche tempo prima Elkann aveva pagato la somma di 350mila euro affinchè fossero ritirate alcune foto compromettenti».
«Nel rispetto delle impegnative indagini condotte dall’autorità giudiziaria e dall’Arma dei carabinieri - ha detto l'avvocato di Lapo Elkann, Giovannandrea Anfora - proporremo comunque ogni azione legale a tutela della sua persona». (ANSA)




Insulti e incoraggiamenti su Fb
Alcuni insulti come «fallito», ma anche messaggi di incoraggiamento come «Lapo non ti curar di loro ma guarda e passa», sono comparsi stamani sulla pagina Facebook di Lapo Elkann, dopo la notizia dell’arresto di un presunto ricattatore che avrebbe chiesto e preso soldi dal rampollo della famiglia Agnelli per non diffondere un video compromettente. 
Nel profilo Facebook di Lapo Elkann, nipote di Gianni Agnelli e fondatore del marchio Italia Independent, alcuni utenti, infatti, hanno postato articoli presi dal web e relativi alla notizia dell’arresto e alla presunta estorsione, accompagnandoli con insulti, battute ironiche o risate come «ahahahahah». Altri, invece, hanno preso le difese di Lapo scrivendo, ad esempio, "Lapo non ti curar di loro ma guarda e passa...... ma con il cuore ti dico non ti rovinare la vita... ti voglio bene» e «Lapo liberati dei tuoi fantasmi. Smetti di rovinarti la salute, non ci sono altre ricchezze». E a tale Federico che ha postato alcuni insulti, ha risposto Cristina dicendo: «ma chi sei tu per giudicare?».


Per lui 3 casi in dieci anni. Dopo overdose 2005 Fabrizio Corona fiutò affare,ma venne assolto 

La vicenda che ha visto Lapo Elkann vittima di una presunta estorsione da parte di un giovane cameriere, che lo avrebbe ricattato dopo aver girato un video compromettente e che è stato arrestato nei giorni scorsi, richiama altri due episodi simili avvenuti anni fa, che sono finiti al centro di inchieste giudiziarie e nei quali il rampollo di casa Agnelli è rimasto coinvolto.
Quasi dieci anni fa, infatti, nella notte tra il 9 e il 10 ottobre del 2005, Lapo venne ricoverato in ospedale a Torino per una overdose da cocaina dopo aver trascorso una serata in compagnia di un transessuale, Donato Brocco, detto 'Patrizià. Secondo la ricostruzione fatta all’epoca dalla Procura di Milano, che aveva iniziato ad indagare sui presunti foto-ricatti di Fabrizio Corona, il 're dei paparazzì avrebbe fiutato l'affare di quella brutta vicenda che aveva coinvolto il nipote di Gianni Agnelli, cercando di estorcere 200mila euro ai vertici Fiat per non divulgare un’intervista video con il transessuale su quanto accaduto quella notte. «Giustizia deve essere fatta», disse Lapo Elkann nel febbraio 2009, testimoniando nel processo a carico dell’agente fotografico e denunciando davanti ai giudici i suoi «giochi sporchi».
Corona, però, condannato in via definitiva a un anno e 5 mesi per altri ricatti portati a processo dalla Procura milanese, per il caso Lapo venne assolto. Nelle motivazioni il Tribunale spiegò, infatti, che il 'fotografo dei vip' non mise in atto alcun «comportamento minaccioso» nei confronti «della dirigenza Fiat», ma acquisì «l'esclusiva di un’intervista, in modo del tutto lecito» e furono «i dirigenti dell’Azienda o comunque persone vicine a quest’ultima e a Lapo Elkann» a contattare l'agente fotografico, e non il contrario.
Quattro anni fa, poi, in un’altra indagine della Procura di Milano è emerso che Lapo sarebbe stato vittima di un altro presunto tentativo di foto-ricatto relativo stavolta ad alcuni 'scattì compromettenti realizzati a Parigi. Nell’inchiesta, che vedeva al centro il sistema del ritiro dal mercato del gossip di foto imbarazzanti in cambio di denaro, erano rimasti coinvolti, tra gli altri, il fotografo Max Scarfone, tirato in ballo anche nel caso Marrazzo, e la titolare dell’agenzia Photo Masi, Carmen Masi, il cui nome era emerso anche nella vicenda dell’ex Governatore del Lazio. Però il presunto tentativo di estorsione ai danni di Lapo, a cui sarebbero stati chiesti circa 300mila euro, non sarebbe andato in porto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • Andrea

    08 Dicembre @ 08.50

    Lapo....... Ahahahhaha Lapo, ma come si fa a chiamarsi Lapo.

    Rispondi

  • Oberto

    07 Dicembre @ 17.49

    questa è la classe dirigente italiana!!!

    Rispondi

  • hal

    07 Dicembre @ 17.32

    (Sara) Che il rampollo Lapo facesse questo genere di vita secondo me non sorprende nessuno. (compresa la famiglia)

    Rispondi

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