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Calcioscommesse: 50 arresti. Ecco le 28 partite truccate

Calcioscommesse: 50 arresti. Ecco le 28 partite truccate
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Nuova inchiesta sul calcioscommesse: la Polizia di Stato sta eseguendo decine di fermi in tutta Italia nei confronti di calciatori, dirigenti e presidenti di club. L’inchiesta è coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. L’accusa è associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva.

 I poliziotti del Servizio centrale operativo e della squadra mobile di Catanzaro stanno operando nelle province di Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria, Bari, Napoli, Milano, Salerno, Avellino, Benevento, L’Aquila, Ascoli, Monza, Vicenza, Rimini, Forlì, Ravenna, Cesena, Livorno, Pisa, Genova e Savona. Sono una cinquantina i fermi emessi dalla Dda di Catanzaro nell’ambito dell’indagine della Polizia nei confronti di due distinte associazioni che avrebbero truccato decine di incontri di Lega Pro e serie D. 

Fra i personaggi coinvolti nell’indagine, oltre a calciatori ed ex, presidenti e dirigenti di club, figurano anche soggetti stranieri, un presunto appartenente alla cosca Iannazzo, potente clan della 'Ndrangheta operante nella provincia di Lamezia Terme, e un poliziotto. Sarebbero più di 30 le squadre coinvolte nella nuova indagine della Polizia che ha portato alla scoperta di due distinte organizzazioni criminali - che coinvolgono calciatori, allenatori, presidenti e dirigenti sportivi - in grado di truccare decine di partite dei campionati di Lega Pro e serie D. Tra queste vi sarebbero Pro Patria, Barletta, Brindisi, L’Aquila, Neapolis Mugnano, Torres, Vigor Lametia, Sant'Arcangelo, Sorrento, Montalto, Puteolana, Akragas, San Severo.

La nuova indagine della Polizia di Stato sul calcioscommesse avrebbe accertato l’esistenza di due diverse associazioni criminali in grado di alterare i risultati degli incontri di Lega Pro e di Serie D. Decine le partite che sarebbero oggetto di combine.

La 'ndrangheta dietro alcune delle presunte combine di partite dei campionati di Lega Pro e Cnd venute alla luce con l’inchiesta coordinata dalla Dda di Catanzaro e condotta dalla squadra mobile e dallo Sco di Roma. Ad alcuni indagati vengono contestate le aggravanti mafiose e transnazionali. L’inchiesta ha preso il via grazie alle intercettazioni di Pietro Iannazzo, ritenuto elemento di vertice dell’omonima cosca che opera a Lamezia Terme, arrestato giovedì scorso in una operazione della polizia contro la 'ndrina.(ANSA).

Quella degli Iannazzo, secondo i magistrati della Direzione distrettuale antimafia, è una cosca "d’elite della mafia imprenditrice» dedita agli affari, ma anche capace di scatenare una guerra con altre consorterie per mantenere il proprio predominio sul territorio.
Nel corso dell’operazione condotta la settimana scorsa da squadra mobile di Catanzaro, Sco, Dia e Guardia di finanza, sono state una quarantina le persone arrestate, tra le quali alcuni imprenditori.
E’ stato captando alcune conversazioni di Pietro Iannazzo nel corso di quella indagini che gli investigatori hanno saputo delle combine su varie partite dei campionati di Lega Pro e Cnd per alterare i risultati al fine di ottenere vincite cospicue con le scommesse. 

Pietro Iannazzo, il presunto boss dell’omonima cosca intratteneva rapporti con presidenti di società di calcio per alterare i risultati. E’ quanto emerso dall’inchiesta «Dirty soccer» condotta dalla polizia di Stato e coordinata dalla Dda di Catanzaro.

ECCO I NOMI DEGLI ARRESTATI

Quattro presidenti di società di calcio, undici dirigenti a vario titolo, 12 tra calciatori in attività ed ex, un magazzinieri e finanziatori italiani ed esteri: sono le persone sottoposte a fermo stamani dalla polizia nell’ambito dell’inchiesta Dirty Soccer. 

Questi i nomi:
PRESIDENTI: Mario Moxedano, Neapolis; Antonio Flora, Brindisi; Giorgio Flora, vice presidente Brindisi; Maurizio Antonio Pagniello, ex presidente Trento;
DIRIGENTI SPORTIVI: Antonio Ciccarone, ds Neapolis; Francesco Molino, ds Montalto Uffugo; Antonio Palermo, Montalto Uffugo; Vito Morisco, dg Brindisi; Ercole Di Nicola, ds Aquila; Vincenzo Nucifora, ex ds Torres; Mauro Ulizio, dg Monza e dg di fatto del Pro Patria; Massimiliano Carluccio, socio occulto e dirigente di fatto del Pro Patria; Gianni Califano, ds Monza; Fabrizio Maglia, Vigor Lamezia; Felice Bellini, dirigente marketing Vigor Lamezia;
CALCIATORI: Raffaele Moxedano, Neapolis; Emanuele Marzocchi Puteolana; Salvatore Astarita, ex Akragas; Savino Daleno, ex calciatore e consulente del Brindisi; Fabio Di Lauro, ex calciatore e imprenditore; Marco Guidone, Santarcangelo; Francis Obeng, Santarcangelo; Mohamed Lamine Traorè Santarcangelo; Giacomo Ridolfi, Santarcangelo; Andrea Ulizio, San Marino ex Pro Patria; Adolfo Gerolino ex Pro Patria; Vincenzo Melillo Pro Patria;
ALLENATORI: Marco Tosi, ex Pro Patria; Ninni Corda, Barletta;
ALTRI PERSONAGGI: Daniele Ciardi, magazziniere Santarcangelo; Enrico Malvisi, imprenditore e scommettitore; Marcello Solazzo, uomo fiducia Carluccio; Stefano Benini, uomo fiducia Carluccio; Alberto Scarnà, sovrintendente polizia e uomo fiducia Di Lauro; Raffaele Pietanza, uomo fiducia Carluccio e Solazzo; Diego De Palma, imprenditore e finanziatore; Raffaele Poggi, finanziatore; Bruno Califano, padre di Gianni; Massimo Cenni; Sebastiano La Ferla, uomo fiducia Bellini;
FINANZIATORI ESTERI: Aleksander Brdanin; Uros Milosavljevic; Milan Jovicic; Ala Timosenco, interprete; Erikson Araci, collaboratore Di Lauro; Ioana Delia Dan, interprete; Edmond Nerjaku imprenditore e finanziatore; Robert Farrugia e Adian Farrugia. (ANSA).

E’ proprio intercettando alcuni colloqui di Iannazzo che gli investigatori hanno ricostruito il giro di calcioscommesse.

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  • Vercingetorige

    19 Maggio @ 17.50

    PARE CHE , NELLA VICENDA , POSSANO ESSERE COINVOLTI ANCHE ALCUNI TESSERATI DEL PARMA , che Parma non l' hanno mai vista e sono stati dati in prestito a mezza Italia , per quel popò di papocchio di calciomercato che sta venendo fuori .

    Rispondi

  • fabiopaio

    19 Maggio @ 12.49

    questo e'il nostro calcio e il nostro paese....uno schifo

    Rispondi

  • Vercingetorige

    19 Maggio @ 12.03

    SI , MA , OGNI DUE O TRE ANNI , IN ITALIA , scoppiano scandali clamorosi di questo genere , che poi finiscono in niente ! E' ancora in corso l' inchiesta di Cremona....... Forse è anche colpa di noi tifosi , che , nonostante si parli di molte partite truccate , ogni domenica andiamo come allocchi a far cori allo stadio !

    Rispondi

  • Michele E

    19 Maggio @ 10.32

    Ma c'è qualcosa di illegale in Italia dove non ci sia odore di ndrangheta? Ogni giorno salta fuori un cognome nuovo di qualche cosca di qualche paese sperduto... Si parla tanto di proteggerci dalle infiltrazioni, ma non è possibile andare a casa di quelli che si chiamano come le cosche e chiedere come si guadagnano da vivere? E se non sanno rispondere ricacciarli per direttissima da dove sono venuti in quanto "indesiderabili"??? magari non si beccano tutti, ma almeno come inizio... E un'ultima domanda al vento: almeno il poliziotto sarà LICENZIATO??!!!!

    Rispondi

  • Michela

    19 Maggio @ 09.44

    Che schifo

    Rispondi

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