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Processo di 'Ndrangheta senza precedenti: al via Aemilia

In aula blindata in fiera a Bologna quasi 250 imputati. E 14 parmigiani

Al via 'Aemilia', processo di 'Ndrangheta senza precedenti
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Senza precedenti. Per numero di imputati, 219, a cui se ne aggiungeranno presto altri 23. Per l'organizzazione e per il luogo, un padiglione della fiera dove è stata allestita in tempi stretti un’aula speciale da 3.200 mq, adatta ad ospitare un maxi-processo di criminalità organizzata, garantendo la sicurezza. Per il costo, circa 800.000 euro, in gran parte sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna. L’udienza preliminare di 'Aemilià è già qualcosa di unico nella storia giudiziaria regionale.

I legali: "Cercheremo di far cadere tutte le accuse" (Guarda il video)

Davanti alla giudice Francesca Zavaglia, dedicata per alcuni mesi unicamente a questa udienza preliminare, sono in 54 a rispondere di associazione 'ndranghetistica, che la Dda considera operante dal 2004, e tuttora permanente. E’ un sodalizio ritenuto legato alla Cosca Grande Aracri di Cutro (Crotone), con epicentro a Reggio Emilia.
A capo della «'Ndrangheta imprenditrice», come la definì il procuratore della Dda di Bologna Roberto Alfonso, nel frattempo passato a dirigere la Procura generale di Milano, ci sono Nicolino Sarcone, Michele Bolognino, Alfonso Diletto, Francesco Lamanna, Antonio Gualtieri e Romolo Villirillo. Furono tutti arrestati a fine gennaio, quando scattarono 117 misure di custodia cautelare, anche per Nicolino Grande Aracri: per gli inquirenti è il boss, ma in questo processo non è accusato di far parte dell’associazione.
Obiettivo del gruppo criminale, «acquisire direttamente o indirettamente la gestione e il controllo di attività economiche», anche nei lavori per il Sisma del 2012, oltre che ottenere «appalti pubblici e privati, ostacolare il libero esercizio del voto» nel caso di elezioni dal 2007 al 2012 nelle province di Parma e Reggio Emilia. Tra gli associati ci sono Gaetano Blasco e Antonio Valerio, questi ultimi intercettati mentre ridevano dopo le scosse. Tra i partecipanti anche l'imprenditore Giuseppe Iaquinta, padre dell’ex calciatore della Juventus Vincenzo, pure lui a processo per reati legati alle armi.
Poi ci sono tra gli imputati esponenti delle forze dell’ordine e i 'concorrenti esternì. Per la Procura, il consigliere comunale di Forza Italia a Reggio Emilia Giuseppe Pagliani, l’ex assessore Pdl del Comune di Parma Giovanni Paolo Bernini, il costruttore Augusto Bianchini, la consulente fiscale bolognese Roberta Tattini, il giornalista Marco Gibertini. Inoltre, fin dalle prime battute - in calendario ci sono già 29 date di udienza - si riunirà al filone principale il troncone-bis, sugli aspetti economici e, in particolare, sulle intestazioni fittizie delle società.
Tante le richieste annunciate di costituzione di parte civile, dai sindacati alle associazioni, dall’ordine dei giornalisti (ci sono cronisti vittime di intimidazioni) agli enti locali. L’aula blindata, dove il processo sarà a porte chiuse, può ospitare fino a 600 persone a sedere. Una quarantina sono i detenuti, una decina al 41bis, collegati in video-conferenza
Numeri inusuali per un processo in Emilia-Romagna dove è stato necessario uno sforzo economico e organizzativo extra, anche solo per evitare, con un significato soprattutto simbolico, che lo si spostasse in un’altra città. Finanziare il processo, ha ammesso il presidente della Regione Stefano Bonaccini, è un’anomalia, ma «era assolutamente necessario farlo. Perchè non potevamo permetterci che un processo su un tema così importante e che per noi diventa una delle questioni cruciali dei prossimi anni di governo di queste terre si tenesse altrove».

(ANSA) - BOLOGNA, 28 OTT - C'è anche il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini nell’aula speciale della fiera di Bologna dove prende il via l’udienza preliminare del processo di 'Ndrangheta 'Aemilià, con 219 imputati. La Regione chiederà di costituirsi parte civile.
Le procedure di identificazione per l’ingresso nell’aula allestita al padiglione 19 sono cominciate alle 8.30, come previsto. La Procura di Bologna sarà rappresentata oggi anche dal procuratore reggente Massimiliano Serpi.

30 richieste di costituzione di parte civile
(ANSA) - BOLOGNA, 28 OTT - Sono una trentina le richieste di costituzione di parte civile avanzate nell’udienza preliminare di 'Aemilià, il processo di 'Ndrangheta con 219 imputati al via in un padiglione della Fiera di Bologna. In maggioranza sono enti o associazioni, mentre solo quattro per ora sono i privati cittadini che hanno chiesto di costituirsi in riferimento a capi di imputazione che li vedono come danneggiati. La richiesta di rinvio a giudizio dei Pm della Dda ne individuava, invece, quasi novanta.
Tra chi, secondo quanto si apprende, ha avanzato la richiesta, che verrà valutata dal Gup Francesca Zavaglia, la Regione Emilia-Romagna, la Provincia e il Comune di Reggio Emilia, la Provincia di Modena, i Comuni reggiani di Bibbiano, Brescello, Gualtieri, Montecchio e Reggiolo, quello parmense di Sala Baganza e quello modenese di Finale Emilia. Ci sono sindacati, come Cgil Emilia-Romagna e di alcune province della regione, Uil, Cisl, poi Fita-Cna, Confindustria associazione anti-racket; poi l’associazione stampa Emilia-Romagna e l’ordine dei giornalisti regionali; associazioni come Legambiente, Arci, Libera Avviso Pubblico, associazione antimafia Paolo Borsellino, Sos Impresa, associazione nazionale Caponnetto; infine lo Stato con i ministeri dell’Interno, dell’Ambiente e l’Agenzia delle entrate. (ANSA).

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  • cicciopasticcio

    28 Ottobre @ 18.53

    L'epicentro era a Reggio Emilia. Allora si stAva bene anche con Delrio??? Non credo il paragone sia corretto Ciccio.

    Rispondi

  • Massimiliano

    28 Ottobre @ 17.03

    Riprendo il post di sotto..... Negata la detenzione di armi lunghe o corte.... Poiché a quanto si legge su una testata giornalistica di Reggio Emilia il TAR DI PARMA, leggendo le motivazioni di revoca di porto e detenzione i due facevano parte di un contesto familiare riconducibile ad ambienti malavitosi..... Meditate gente, Meditate

    Rispondi

  • Massimiliano

    28 Ottobre @ 16.58

    Queste belle famigliole di cutrsesi e croronesi sono anni che la fanno da padrone nella bassa parmense, reggiana e modenese. Anni fa, questi figuri arrivarono al nord con dei furgoncini tutti scassati e in pochi anni costituirono un impero, specie nel trasporto inerti per conto terzi...... Ora cosa c'entrano Ubaldi o Vignali in questo caso non lo so, quello che so, ( per cronaca nota) è che queste famiglie cutresi, o di Isola Capo Rizzuto, sono venute ad inquinare quella che era, fino a pochi anni fa, una zona senza alcuna infiltrazione mafiosa. Adesso anche in città come Parma o Reggio Emilia avvengono fatti di sangue legati alla ndrangheta, ricordiamoci del tentato omicidio del noto imprenditore edile, attivo anche su Parma, tal Vito Lombardo, al cui fratello, qualche anno fa fu dato alle fiamme un esercizio commerciale. A lui stesso fu arso un furgone e qualche cantiere. Allo stesso e alla di lui figlia è stato negato sia il porto che la semplice detenzione di armi.

    Rispondi

  • salamandra

    28 Ottobre @ 09.28

    Oh ma come si stava bene quando c'erano Ubaldi e Vignali...

    Rispondi

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