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Migranti: 4mila morti in mare da inizio crisi

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(ANSA) - ISTANBUL, 8 MAR - Sono "circa 4mila le persone che hanno perso la vita" nel tentativo di raggiungere via mare le coste europee dall'inizio della crisi dei rifugiati. Lo ha detto Sabine Freizer, dell'Ufficio regionale Europa e Asia Centrale dell'Onu per l'eguaglianza di genere, intervenendo a Istanbul in un convegno per l'8 marzo.

........................................

(g.b.) - Vista da Parma, fra gli aggiornamenti dalla Libia sui tecnici uccisi, le cronache dell'8 marzo e la nostra "piccola" cronaca nera, la notizia che arriva da Istanbul (in omaggio alla vecchia e cinica regola del giornalismo mondiale per cui "vale più un morto in via Cavour che 10mila in Cina") potrebbe anche scivolare via inosservata fra le centinaia di flash quotidiani delle agenzie.

E anche oggi, guardando fra i commenti dei nostri lettori, affiora qua e là la percezione della già massiccia immigrazione nei nostri territori come un problema, a volte economico a volte anche di ordine pubblico (vedi, per restare alle ultime 24 ore, l'aggressione a una ragazza in pieno centro). Che vi sia anche questo aspetto del problema nessuno lo può negare, ma i 4mila (ripeto: 4mila!) morti nei mari della "speranza" ci ricordano che l'immigrazione non è solo un "problema" per noi, ma è anche una tragedia biblica: una sorta di roulette russa nella quale ci saranno sì anche futuri delinquenti nelle nostre cronache (e il problema va ovviamente affrontato), ma anche e soprattutto tanti disperati. Ecco perchè vorremmo che il titolo che abbiamo scelto per questa notizia si trasformasse in uno spunto per un dibattito un po' più profondo del solito: aperto, come sempre su questo sito, a tutte le opinioni.

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  • Paolo

    09 Marzo @ 12.17

    paolo.regg@email.it

    È difficile farsi un’opinione su quel che sta accadendo nel Mediterraneo. Questa migrazione di massa si è sviluppata in tempi brevissimi ed in coincidenza con i rivolgimenti delle varie “primavere arabe” e della caduta di potenti rais da Gheddafi a Saddam Hussein. Probabilmente è soltanto una combinazione, però quei signori avevano il potere di tener frenate certe forze locali che ora sono esplose incontrollabili ricadendo su di noi. Qualcosa di analogo è avvenuto con la frettolosa caduta dell’URSS, nonostante le raccomandazioni alla prudenza. E le varie anime interne si sono liberate riversando parte dei loro problemi sul resto dell’Europa, compreso il rapido formarsi delle mafie locali (ovviamente esportate con rapidità). Guardando le cose da Parma si assiste a violenze alle persone, spaccio ostentato e prepotente, furti a ripetizione e sempre più cattivi. E ben altro. Hanno reso un’avventura fare una semplice passeggiata serale ed ora anche diurna, dando un degrado spaventoso alla città un tempo tranquilla e nobile. A guardare bene i soggetti sono quasi tutti extra-comunitari o proveniente dal disfacimento dell’URSS (quindi alcuni anche comunitari, però di nazioni in sfacelo, ma con i conti in regola per l’Europa della partita doppia, mentre la popolazione muore di fame). Il nostro cuore piange dei tragici naufragi di migranti, ma nonostante la pietas bisogna mantenere la mente fredda nei giudizi. Non si parte su piccoli battelli stracarichi: non reggono. Anche la più nera disperazione non giustifica una soluzione che è chiaramente peggiore del male. L’Europa è composta per lo più da piccoli Stati e sovrappopolati, ma con un loro equilibrio sociale: non c’è spazio materiale per una marea umana di tali dimensioni e così eterogenea per costumi e religione da rasentare l’incompatibilità. Qui non c’entra il razzismo; la razza è un concetto inventato. È una questione di numeri e potenzialità. L’eccessiva propensione al fanatismo e conseguente terrorismo di certe culture anima il ragionevole sospetto di infiltrazioni nelle masse di disperati. E ne abbiamo avuto delle prove. La cronaca non va fatta sull’emotività ma sull’interezza degli accadimenti.

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  • Lavapiatti

    09 Marzo @ 09.57

    Sono in classe, ma abbiamo avuto 5 minuti per il cambio dell'ora, e ho voluto rispondere lo stesso in poco tempo.. Proprio partendo dalla scuola, mi rendo conto quanto il problema (questo, ma anche la pedofilia tra i preti che si potrebbe affrontare durante l'ora di religione, o il rischio di sotterrare definitivamente il turismo, settore su cui si basa la nostra società) sia troppo poco sollecitato. Io sono del parere che la scuola abbia ancora una mentalità molto vecchia: ci si fonda sui programmi, come le lingue antiche al classico, senza ELASTICIZZARE il programma didattico: con tutti i problemi che ci sono al giorno d'oggi, è troppo poco efficace che i problemi vengano affrontati solo in corsi o giornate organizzate appositamente in maniera, però, FACOLTATIVA: un esempio, le assemblee d'istituto: ci sono scuole che consentono l'assemblea mensile, ma altre che, pur per non rallentare l'andamento dei programmi didattici, non permettono l'assemblea mensile, e anche se fosse mensile, è troppo poco efficiente! Secondo me, i problemi e le quotidiane situazioni d'attualità dovrebbero essere maggiormente incluse nelle lezioni giornaliere, per sensibilizzare gli studenti, come me, che un giorno saranno i nuovi cuochi, receptionist, insegnanti, netturbini.. che avranno una famiglia, un figlio, un piccolo pezzetto della società per poterlo fare proprio..ma nessuno ci pensa mai? Ognuno se ne fotte completamente! Partendo dai vari governi che dal 2000 hanno reso grande il nostro Paese, si.. una grande "m***a" vivente! Un esempio: i drastici tagli del ministro scava-tunnel Gelmini, che ha dato inizio alla rovina della scuola pubblica italiana!!!!! Partendo da questo presupposto, si arriva alla conclusione di quanto l'ignoranza divaghi per lo Stivale intero. Il problema sta nel fatto che il nostro paese da solo non può sostenere questo tipo di situazione. Prendiamo per esempio un aeroporto, visto che opero nel settore: l'aeroporto Y può avere un massimo di arrivi e partenze di 300 voli al giorno, e dal giorno X si decidesse di aumentare il numero di voli a 350: l'aeroporto va in tilt: troppi aerei sulla pista, troppi passeggeri per i quali non si possono soddisfare tutti i bisogni. è anche vero che le persone, che scappano per vari motivi, non si possono lasciar morire in mare. L'aiuto dovrebbe arrivare dall'UE, che per me esiste solo per apparenza e non per sostanza. Ogni Stato pensa a sé e i Governi pensano a se: siamo in preda a un "menefreghismo continentale"!

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  • Bruno

    09 Marzo @ 09.10

    Oberto dice: "se vieni da un paese dove c'è la guerra presuppongo anche ci sia anche la fame" ebbene presupponi male perché i siriani che fuggono dai bombardamenti delle loro città non sono tutti morti di fame anzi prima dello scoppio della guerra il reddito pro capite dei siriani era pari a quello dei bulgari e più del doppio di quello dei moldavi, solo per fare un esempio. Quanto al discorso del telefonino mi piacerebbe sapere tu cosa faresti se fossi costretto ad abbandonare la tua casa, la tua città e persino la tua nazione cosa porteresti con te la televisione, il frigorifero o il telefonino?

    Rispondi

  • Enzo

    09 Marzo @ 08.14

    In Emilia Romagna i bambini uccisi ogni anno negli ospedali con l'aborto, da genitori e medici assassini (ma non per la legge) sono piu del doppio. Che spazio merita questa notizia?

    Rispondi

    • 09 Marzo @ 10.28

      REDAZIONE - 1) A volte rispondere con domande di questo genere serve soprattutto a eludere la domanda posta.... (non dico che sia il suo caso, parlo in generale); 2) Io alla sua invece rispondo: merita sicuramente molto spazio. Che del resto, al tema aborto, noi della Gazzetta dedichiamo da decenni (se ci aggiungo i miei anni in tv posso dire da 40 anni); 3) Ovviamente, nell'uno e nell'altro caso ci possono essere più opinioni: parlare di "assassini" se la legge non dice così, ad esempio, è possibile, ma è concetto che a sua volta merita qualche approfondimento (Gabriele Balestrazzi)

      Rispondi

  • marco

    08 Marzo @ 18.55

    Molti dicono bisogna aiutarli a casa loro,motto salviniano,poi già li vedo fare le barricate e stracciarsi le vesti quando il parlamento dovrà decidere un eventuale invio di 2/3 miliardi al Burkina Faso per esempio! Allora nascerà un nuovo motto,prima gli italiani! L'amara realtà è che nessuno vuole aiutarli e giustamente loro cercano di ribellarsi a questa vita e come biasimarli..mi ricordo che anni fa tutti eravate qua a dare contro a quella gente che si opponeva alla globalizzazione ora finalmente ne toccate i frutti con mano e non sono solo quelli di andare a Sharm senza il passaporto!

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