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Superpoteri ai sindaci, Maroni dice sì alla "Carta di Parma"

Superpoteri ai sindaci, Maroni dice sì alla "Carta di Parma"
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Maroni ha detto sì alla "Carta di Parma". Il ministro dell'Interno, infatti, ha firmato oggi il decreto attuativo che concede ai primi cittadini più poteri in materia di incolumità pubblica e sicurezza urbana, così come era stato richiesto nella carta siglata il 17 aprile scorso e condivisa, con lo stesso Ministro, lo scorso 9 giugno quando 21 sindaci di città medie si erano incontrati nella città ducale.
I primi cittadini,  spiega, avranno "un ampio  margine operativo che gli consentirà di garantire meglio la  sicurezza dei cittadini".

I SUPERPOTERI - D'ora in poi i sindaci potranno intervenire in tantissimi casi per "prevenire e contrastare" il degrado urbano, le situazioni di isolamento che favoriscono la crescita della criminalità, lo spaccio di sostanze stupefacenti, lo sfruttamento della prostituzione, l'accattonaggio con impiego di minori e disabili, i fenomeni di violenza legati all'abuso di alcol. E ancora, avranno voce in capitolo nelle " situazioni in cui si verificano comportamenti quali il  danneggiamento al patrimonio pubblico e privato o che ne  impediscono la fruibilità" , nell’occupazione abusiva  di immobili; nelle situazioni che costituiscono intralcio alla  pubblica vivibilità o che alterano il decoro urbano, in  particolare quello di abusivismo commerciale e di illecita  occupazione di suolo pubblico". Infine potranno agire su comportamenti  che, come la prostituzione su strada o l’accattonaggio molesto,  possono offendere la pubblica decenza anche per le modalità con  cui si manifestano, ovvero turbano gravemente il libero utilizzo  degli spazi pubblici o la fruizione cui sono destinati o che  rendono difficoltoso o pericoloso l’accesso ad essi"

CENTO MILIONI DI EURO -  Per quantificare a livello economico la novità, ecco che il ministro parla di cento milioni di euro ai sindaci per la sicurezza urbana.  La somma sarà messa a disposizione settembre quando verrà siglata una intesa con i comuni su come  utilizzare al meglio i fondi.  Peraltro si tratta di una delle richieste che erano state  avanzate al titolare del Viminale dall’Anci, l’associazione  nazionale dei comuni italiani, insieme alla possibilità di un monitoraggio delle iniziative.  Il nuovo ruolo di primi responsabili della sicurezza, hanno osservato i sindaci, impone di investire in risorse umane e finanziarie per poter agire meglio. E questo in pratica  significa avere a disposizione somme per poter potenziare, ad  esempio, la polizia locale, o investire in attrezzature tecniche  per poter controllare al meglio il territorio.

SINDACI "UFFICIALI DI GOVERNO" - Da oggi i sindaci delle città, ha detto Maroni, saranno dunque "protagonisti e non comprimari della sicurezza sul  territorio". "Vediamo se i sindaci hanno creatività e poi  valuteremo". Il ministro ha poi sottolineato che il sindaco  diventa un vero e proprio "ufficiale di Governo" che adotterà  i provvedimenti "comunicati preventivamente al prefetto che è  in grado autonomamente o in sede di comitato di ordine di  sicurezza pubblica di dare attuazione al provvedimento". I  prefetti non hanno però poteri di veto: "C'è la necessità di  coordinare l’azione di polizia con quelle della polizia locale –  spiega Maroni – il prefetto è tenuto a dare collaborazione e a  far rispettare la legge". E se ci fosse uno scontro tra sindaco  e prefetto? "Verrà definito – risponde il ministro –  nell’ambito del comitato di ordine pubblico. Quello che vogliamo  è sviluppare una situazione sinergica su tutto il territorio e  per questo mi aspetto una serie di ordinanze specifiche che poi  valuteremo nei contenuti per definire eventualmente delle linee"  

VIGNALI: "CONDIVISI TUTTI I PUNTI DELLA CARTA DI PARMA" - “La sicurezza urbana è un bene pubblico. Ecco la grande rivoluzione introdotta dal decreto attuativo che concede più poteri ai sindaci”. Questo il commento del sindaco di Parma Pietro Vignali alla notizia della firma del decreto. Vignali sottolinea come quello del “bene pubblico” sia un punto molto importante e sul quale i sindaci avevano fortemente insistito, perché “rivoluziona il concetto di sicurezza urbana non ponendolo soltanto come mero problema di ordine pubblico ma legandolo alla qualità della vita e, quindi, anche allo sviluppo urbano. In questo modo i primi responsabili della vivibilità delle città, cioè i sindaci, sono legittimati ad intervenire”. Vignali, inoltra, ricorda come il decreto del Ministro Maroni ripercorra esattamente tutti i punti condivisi nella Carta di Parma sulla sicurezza, dalla prostituzione all’occupazione abusiva, dallo spaccio al danneggiamento: “Per questo ringrazio Maroni che sta bruciando le tappe per raggiungere un obiettivo che ci siamo dati insieme proprio qui a Parma, insieme agli altri sindaci”. Di passi già ne sono stati compiuti due, il decreto legge in cui sono state attribuite nuove funzioni ai sindaci in materia di sicurezza urbana e quello di oggi che definisce le aree intervento: “Ora – continua Vignali – rimane l’ultima tappa, quella del disegno di legge dopodiché avremo concluso, grazie all’impegno del Ministro Maroni, un importante percorso per dare una risposta ad un’esigenza sentita da molte città e dai loro abitanti, che chiedono sempre maggiore tutela”.
Vignali conclude ricordando come questo sia il primo esempio di un Governo nazionale che pone ascolto e recepisce le richieste delle città medie in materia di sicurezza: “Questo è stato un tema tradizionalmente circoscritto alle realtà metropolitane, ma ora si apre una nuova fase”.

LIBE': "BENE, MA PERCHE' TAGLI ALLE FORZE DELL'ORDINE?" -  «Accogliamo con favore il decreto applicativo sulla sicurezza urbana. Si tratta di un giusto riconoscimento all’impegno compiuto da molti sindaci, a partire da quello di Parma». Così il deputate permense dell’Udc Mauro Libè che però critica i tagli decisi dal governo alle forze dell’ordine.
«I fondi annunciati dal ministro dell’Interno a favore dei Comuni a sostegno di azioni più concrete nel contrasto alla criminalità sono la risposta migliore alla domanda di maggiore tutela richiesta dai cittadini e dalle comunità locali – afferma – Mi chiedo tuttavia perchè, se l’obiettivo è quello di garantire la sicurezza – aggiunge – il governo non abbia usato lo stesso metro anche nei confronti degli appartenenti alle forze dell’ordine, per i quali invece ha previsto solo tagli alle risorse».

 

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