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Editoriale Salvacondotto cercasi per il cavalier Berlusconi

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Giuliano Molossi 

Se Silvio Berlusconi seguisse di più i consigli dei suoi figli e degli amici di una vita, come Fedele Confalonieri e Gianni Letta, e meno quelli di falchi e pitonesse, forse non avrebbe più la tentazione folle di buttare tutto all'aria e di far cadere un governo che non sarà certamente il massimo ma che non ha alcuna alternativa che non sia il caos. I bene informati dicono che il Cavaliere abbia frenato i più agguerriti fra i suoi, diffidandoli dal gettare altra benzina sul fuoco. Gli ultimi giorni, insomma, sono stati appannaggio delle colombe.

Ma l'ora della verità si avvicina: domani è il gran giorno della convocazione della giunta per le autorizzazioni del Senato, chiamata a decidere sulla decadenza da senatore del leader del Pdl. Diciamo subito che domani non accadrà nulla. I 23 commissari si limiteranno ad aprire una discussione che non sarà né breve né semplice. L'obbiettivo, infatti, non sarà quello di «fucilare» Berlusconi, cacciandolo dal Senato dopo la condanna a 4 anni per frode fiscale, ma quello di trovare una via d'uscita, un qualunque escamotage, che eviti di mettere in pericolo la tenuta del governo. Difficilmente Berlusconi potrà restare senatore dopo la condanna, ma c'è modo e modo per uscire da Palazzo Madama. Toccherà al Pd escogitare il sistema migliore per non scandalizzare la base del partito e al tempo stesso accontentare il Cavaliere? Può darsi. Ma stando a quel che scriveva ieri  «Repubblica» si fa strada anche un fatto nuovo che toglierebbe le castagne dal fuoco: la possibile richiesta di revisione del processo Mediaset. Si tratta di uno stratagemma studiato dai legali di Berlusconi che consentirebbe di ottenere dai giudici della Corte d'appello di Brescia la sospensione della pena. Se le cose dovessero andare così, si bloccherebbero anche i lavori della giunta che deve decidere sulla decadenza da senatore. Non solo, ma Berlusconi non dovrebbe nemmeno scegliere, entro il 15 ottobre, se scontare l'anno di condanna (i restanti tre sono coperti dall'indulto) agli arresti domiciliari o ai servizi sociali.  Questa insomma sarebbe la nuova strategia della difesa del Cavaliere che, intanto per cominciare, ieri ha depositato il ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo contro la retroattività della legge Severino.

Vedremo come andrà. Certo è che dopo i ripetuti appelli di Napolitano al senso  di responsabilità, dopo le manovre del Pd  alla ricerca di una qualsiasi scappatoia volta a garantire una sorta di salvacondotto all'illustre condannato, i bookmaker della politica danno sempre più improbabile una crisi di governo. Anche perché lo stesso Berlusconi, che tutto è meno che fesso, sa bene che in questo momento la caduta del governo, decisa come ritorsione,  non conviene nemmeno a lui e sarebbe disastrosa per le sue aziende. I suoi obiettivi sono invece quelli di non essere umiliato con una cacciata dal Senato e di mantenere l'agibilità politica, e cioè la possibilità di continuare a guidare il suo partito. Se non presenterà domanda di grazia dovrà accettare la sentenza e scontare la condanna. In questo caso, a nostro modo di vedere, avrebbe un'occasione più unica che rara per fare un anno sensazionale se chiedesse, anziché di chiudersi ai domiciliari dorati nella villa di Arcore, di essere assegnato ai servizi sociali. Ma avete una vaga idea di quel che accadrebbe se Berlusconi entrasse in una comunità di recupero o di assistenza agli anziani? Per dodici mesi avrebbe al seguito stampa e tv, con una visibilità enorme: uno spot elettorale gigantesco e per di più gratuito. Non succederà. Peccato, perché ci sarebbe stato da divertirsi.

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  • medioman

    13 Settembre @ 12.59

    Maurizio, il "matrimonio" è un contatto reciproco: se Berlusconi si alleò con altri partiti, significa che anche gli altri partiti si allearono con lui; ma per quanto tempo gli rimasero "fedeli"? Comunque, devo dare atto al Viandante che ha colto nel segno: a 77 anni, è improbabile che il Berlusca abbia ancora le energie di qualche decennio fa. Ma se si è ritenuto opportuno nominare un Presidente della Repubblica quasi novantenne, significa che il "ricambio generazionale" è ancora lontano! Per quanto riguarda "ruffiani, nani, pitonesse, eccetera", penso che ci sia un'epidemia, soprattutto tra i partiti "storici".

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  • Geronimo

    12 Settembre @ 23.13

    medioman, gli ultimi anni hanno dimostrato che non è che Berlusconi si dovette, Berlusconi si alleò con altri partiti, analizziamo i dati delle elezioni dove la poca gloria avuta, lega esclusa perché già in ascesa, dai partiti da lei nominati è stata dovuta solo ed esclusivamente a Berlusconi, tutti hanno avuto più di quello che avrebbero dovuto dai responsi elettorali, addirittura la lega, qui si la metto, governa 3 regioni essendo in netta minoranza

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  • il Viandante delle Beccherie

    12 Settembre @ 18.37

    @giorgiop: beh, che dire, ognuno ha le sue opinioni. E sul canone televisivo non confondo, non si preoccupi, i soldi vanno allo Stato che li mette in buona parte nella Rai e poi "ne mette in mano" un pò anche ad altri concessionari dello Stato, tra cui il Sig. Berlusconi. Una torta che piace a tutti. Questi sono i fatti. Con questo le confermo che a sinistra son anche peggio. Ma proprio per questo avrei preferito che un Berlusconi in 20 anni facesse molto di più e molto di diverso. La sua parabola si chiude molto mestamente e, pur con tutte le giustificazioni, con risultati deludentissimi. Dice bene che non si dovrebbe scomodare il vecchio PLI, magari non gli Altissimo o i De Lorenzo, ma grandi liberali come Einaudi, Malagodi, Baslini, Pannunzio, ecc. che non sono neanche lontani parenti della melassa PDL e mi permetta di dire che negli anni Settanta dirsi liberali non era come ora al tempo del politically correct e delle grandi intese zuccherose.....rischiavi ben più della derisione o di una mala parola. Eppure c'è chi ha combattuto la sinistra con meno piagnistei mediatici e più risultati, sempre nel rispetto delle istituzioni repubblicane. Questo penso sia oramai evidente anche ai "giaroni" della Parma. Ma quello che è ridicolo è pensare che se il 77enne Berlusconi esce di scena, esce di scena anche tutto il fronte moderato. Se dopo Tangentopoli erano scomparsi i pentapartiti per un'azione giudiziaria a senso unico, ma che la storia ha sancito come ineludibile e necessaria. Ora più che i giudici è stato lo stesso Berlusconi a disintegrare i moderati imponendo, negli anni, cacciate e diaspore a tutti, da Casini e Fini, agli stessi co-fondatori di Forza Italia, ai "professori moderati". Tutti con lui ce l'avevano povero Calimero. Ora gli è rimasta solo un'accozzaglia inguardabile ed inascoltabile, roba da circo, fatta di ruffiani, nani, pitonesse, vallette tv, guappi di periferia ed ex comunisti impresentabili. Circo per circo, tanto vale Grillo, o come nel mio caso, starsene a casa quando ci sono le elezioni.

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  • medioman

    12 Settembre @ 16.43

    @Viandante: non ho intenzione di scrivere un trattato sul "ventennio berlusconiano", concordo con lei che il Berlusca prese un sacco di voti perché dava molte speranze di rinnovamento, però come erano composte le "maggioranze bulgare"? Non ricorda più che il Berlusca si dovette alleare con Mastella, Bossi, Fini, Casini, eccetera? Quando dico "si dovette adeguare" mi riferisco proprio a questo: quali erano i poteri "reali" dell'allora Presidente del Consiglio? Secondo me, non molto diversi da quello attuale. L'unica vera novità del panorama politico italiano era avere un governo che, nel bene o nel male, durò ben più dei sei/otto mesi di quelli precedenti. Il "debito pubblico" deriva da "investimenti folli" della macchina statale, i cosiddetti "poteri occulti", e da una mancata svalutazione della nostra vecchia lira nei confronti del marco tedesco, non certamente da quelle che lei definisce "panzane propagandistiche".

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  • GIORGIO

    12 Settembre @ 11.05

    @viandante ecc...: quando uno ricorre ad una malriuscita ironia per dare dell'ignorante a chi scrive cose diverse dalle sue, ebbene vuol dire che gli argomenti sono carenti e che si cerca di supplire a questa carenza con battute che fanno ridere solo chi le scrive. Riservi le definizioni di tuttologi ad altri che pontificano su queste righe peggio di un navigato politico, lasci che le sue malriuscite battute cadano su chi commenta articoli della GdP con altrettanti articoli ed articolesse tentando, con la prolissità tipica di chi non ha niente da dire, di accalappiare l'attenzione degli altri lettori. In poche parole guardi il suo orticello e ne tragga le conseguenze. Sopratutto non confonda, mascherandola con parole pseudo ironiche, una tassa come quella del possesso dell'apparecchio televisivo che ha una destinazione unica (il Tesoro) con eventuali contributi o facilitazioni agli usufruenti di frequenze televisive i cui fondi derivano da capitoli diversi. Se lei non ama Berlusconi ciò non vuol dire che chi la pensa al contrario sia cosa da poco, lasci questo concetto ad altri, ma sopratutto non evochi il partito liberale dei Malagodi e degli Altissimo che operarono degnamente in un momento diverso e con avversari estremamente più leali per quanto più potenti di loro, di quelli che ha avuto, ha e avrà Berlusconi finchè sarà al mondo. Per me la faccenda termina qui.

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